Kokutsu dachi

Scritto da KarateSen. Posted in Posizioni

Kokutsu dachi è un'altra delle posizioni base del karate shotokan, a un principiante sembra innaturale e scomoda, ma ha in sé particolari peculiartià che si comprendono con il tempo.

kokutsu dachi shotokanConsiderando le posizioni di base, non può non tornarci alla mente insieme a Zenkutsu dachi e Kiba dachi, la posizione dello Kokutsu dachi. Anche dopo anni di pratica, lo studente sentirà sempre un po' goffa e ingombrante questa posizione, ciò è dovuto sia a una questione psicologica, perché non siamo abituati a "camminare" in questa posizione nella vita di tutti i giorni, sia per via della meccanica fisica dei movimenti, che se non eseguiti doverosamente non da i suoi frutti.

Differenze - Infatti la principale diversità rispetto allo zenkutsu dachi, è il non avere sempre il cosiddetto corridoio già citato, quindi non ha la stessa capacità penetrante per via dei piedi che sono sulla stessa linea, proprio per questo motivo all'apparenza non vi è una possibile rotazione delle anche, mentre non ha la stessa stabilità laterale radicata del Kiba dachi. Possiamo affermare infatti che il Kokutsu dachi, se non esasperato, perde leggermente le caratteristiche migliori di entrambe le posizioni citate. Quindi Kokutsu dachi è una posizione che impariamo soltanto per studiare il kata o passare l'esame di cintura, senza possibili applicazioni, né comodi movimenti da usare nel kumite (quindi una sterile aggiunta per abbellire visivamente il nostro karate) ? Se avete visto alcuni video per il web, vi sono sensei, come il maestro Kagawa, che sembrano smentire questa domanda, la loro posizione è incredibilmente solida e potente. Allora come ci riescono ?

Possiamo trovare delle risposte, non dettando il kokutsudachi perfetto , bensì attraverso gli errori più comuni.

kokutsu dachi posizioneDistribuizione del peso - Come sempre alcuni maestri preferiscono percentualizzare il modo in cui il peso si distrubuisce lungo la posizione, alcuni parlano in merito al rapporto gamba posteriore/gamba anteriore di un 80% su 20 % , altri invece citano un 70 % su 30 %. La verità sta nel mezzo si suol dire.
Se immaginiamo di avere la gamba anteriore con il piede sinistro, l'unico modo di creare questo equilibrio dei pesi è possibile in un unico modo: creare una retta immaginaria tra spalla DESTRA, anche , ginocchio anteriore e piede (guarda figura al lato). L'errore più comune dei praticanti è non creare affatto questo allineamento, o di perderlo durante "i passi" della posizione, soprattutto andando a imprimere una pressione sulla rotula, il ginocchio naturalmente si piega solo in avanti e indietro, non è fatto per pressioni provenienti da destra e sinistra.

piedi kokutsu dachi footI piedi e l'asse di riferimento - Se in zenkutsu dachi abbiamo la parte esterna del piede che è avanti rivolta leggermente verso l'interno e "mira" in avanti, in questa posizione invece l'intero piede punta avanti nella sua complessità, il piede posteriore invece è posto sulla stessa linea del piede anteriore, però è rivolto verso l'esterno e crea quasi un angolo di 90°.
Quindi ricordiamoci che se non dobbiamo muovere il ginocchio, di conseguenza anche il piede non deve lasciarsi andare ai movimenti esterni, inoltre teniamo ben appiattita la pianta del piede al pavimento, evitiamo cioè di inarcare il piede, sentiamo fluire il nostro peso e scaricarsi verso il suolo senza però sentirci pesanti, ma pronti a partire.

Passando con la mente dai piedi, risalendo le gambe (che devono rimanere leggermente flesse e non rigide) e le ginocchia, arriviamo alle anche e concentriamoci sul movimento di esse, ovvero la pratica del hanmi-shomen (apertura-chiusura delle anche), la rotazione delle anche.

Non basta sentire i piedi saldi e in posizione , la peculiarità di kokutsu dachi è nella posizione delle anche, fondamentale è avere in testa i seguenti principi:

- Sempre se siamo col piede sinistro in avanti, sentiamo la testa del femore (la parte che ci permette di ruotare la gamba rispetto alle anche, è insomma la "palla" posta sopra al femore che permette i movimenti degli arti inferiori) che insieme al rotatore (la zona cava dell'anca dove è posta naturalmente la testa del femore, uniti come due pezzi di puzzle) spinge all'indietro e verso il basso. Questo movimento è fondamentale e non va forzato, difficile da descrivere a parole, ma con un esempio potete immaginare che tra la parte sinistra (in questo caso) della parte bassa della pancia, vicino alle parti di ossa citate, e la gamba sia della distanza di un pugno.

Il movimento citato precedentemente, soprattutto con l'esempio del pugno, può portarvi naturalmente a sculettare all'infuori (passatemi il termine, meglio essere pratici). E qui è la peculiartià della posizione delle anche. Tenendo presente il principio precedente, cerchiamo di non portare il sedere all'infuori, cosa che se siamo poco sciolti può risultare difficile all'inizio, pensiamo di portare i genitali dov'è l'ombelico, rilassando però l'addome. Cosa che può aiutare moltissimo è mettersi di spalle a un muro, esercitando la pozione, cercando di scendere verso il basso il più possibile. Se avremo il sedere in fuori, non toccheremo il muro, e ciò indicherà che stiamo sbagliando l'esercizio.

funakoshi kokutsu dachiHanmi e Shomen

Hanmi - Per eseguire l'apertura delle anche in kokutsu dachi aprite le braccia o sollevate la parte finale della vostra cintura (immaginando come dice il mio sensei, che siano dure come se fossero state imbevute di amido) per avere l'idea dell'apertura. Infatti con riferimento al piede posteriore destro , sentiamo il tiraggio della parte destra dell'anca, sostenuta dai principi precedentemente elencati, andando a spingere l'addome verso la gamba destra. Se le vostre braccia aperte o la cintura formano un angolo di 45° gradi rispetto alla posizione, stiamo eseguendo in modo corretto. La parte sinistra dell'anca invece rimane rilassata al massimo, dobbiamo solo sentire il tiraggio della parte posteriore.

Shomen - E' l'opposto dell'Hanmi citato sù, la parte sinistra questa volta tira (quasi trascina) l'anca, mentre la parte destra si rilassa. Eseguendo di nuovo il metodo delle braccia, questa volta dai 45° gradi precedenti si chiuderanno come quando chiudiamo lo zenkutsu dachi quando attacchiamo.

Fondamentale è non limitarsi al solo hanmi-shomen , ma supportarlo con la retta di cui abbiamo parlato all'inizio, solo in questo modo riusciremmo a usare a pieno l'energia potenziale della posizione.

Il movimento (parte dinamica) - Chiarito il concetto di hanmi e shomen, si può ben capire che la gamba posteriore funge, molto più dello zenkutsu dachi, da molla che permette la spinta in avanti. Importante quando si passa da una gamba all'altra, concentrare il peso in maniera uniforme, e a metà strada mentre si avanza, bisogna saper mantenere il peso su una gamba sola (jiku ashi) mentre la gamba posteriore che ha dato la spinta avanza e passa a gamba anteriore, aprendo e chiudendo in modo molto rapido le anche. Se manteniamo il peso sulla gamba d'appoggio, il nostro peso non ci trascinerà in avanti, e lasceremo questo peso solo al momento di kime. Ricordiamoci però che la spinta della parte destra dell'anca deve compiersi a pieno, altrimenti è possibile un'uscita fuori dall'asse, non riuscendo a mantenere l'allineamento degli arti. E' concesso un leggero sollevamento della testa mentre si avanza a metà strada, ma dobbiamo sempre immaginare il soffitto immaginario che ci impedisce un movimento ad onda che disperde l'energia. (figura al lato) movimento in kokutsu dachi

Le stesse considerazioni varranno camminando all'indietro, la gamba anteriore sarà quella che ci permetterà lo slancio posteriore.

Insomma, la posizione del kokutsu dachi, non è priva di significato, ma è stabile e potente come tutte le altre posizioni, permette rapidità di esecuzione ed è possibile applicarla nel kumite, in maniera più sciolta e personale, qualora si passi da una guardia rivolta in avanti a uno spostamento di peso all'indietro, che permette eventuali schivate di colpi a breve e lunga distanza. L'importante è comprendere le spinte meccaniche che regolano i movimenti del corpo e che ottimizzano le tecniche nella loro globalità, è una posizione base perché insegna come generare movimento e potere da parte della contrazione ed espansione dei fianchi.