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Omosessualità e samurai

Shudo: omosessualità determinante per la crescita del samurai

Prima di poter parlare di bushido o di ciò che classicamente o involontariamente sappiamo sui samurai, occorre un quadro completo sul loro costume o sulla loro cultura.

Se nell’ immaginario collettivo il samurai è il guerriero per eccellenza della società giapponese di qualche secolo fa, quel silente combattente che per il suo modo d’essere attirava a sé il massimo dellla virtù virile e, quindi sempre per la nostra mente fantasiosa, un’infinità di fanciulle, bhé … vi sbagliate !

omosessuale samurai giovaneVi sorprenderà apprendere, come ha sorpreso me, che nella formazione del Bushi era pratica comune il wakushudo, ossia la Via dei Giovani (Shudo abbreviato ma poteva essere chiamata anche Bi-do, la Via Bella). La pratica omosessuale di prendere un ragazzo nella propria vita erotica.

Perché non ne abbiamo mai sentito parlare ? Se parliamo di diffusione culturale, ben sapete che in Occidente la cultura cristiana mal tollera l’omosessualità, tuttavia in Giappone non è un reale tabù. Sono numerose le testimonianze scritte e i dipinti dell’epoca (quello a fianco è di Ishikawa Toyonobu del 1730) che parlano apertamente della cosa, non era cosa segreta, anzi veniva addirittura consigliata e incoraggiata. Ma i numerosi film sui samurai che abbiamo visto di Kurosawa o interpretati da Mifune, non ne hanno mai fatto minimo accenno.

Le ragioni pratiche-storiche di questa scelta sessuale, alcuni storici sembrano rinvenirle nella mancanza di donne nei monasteri e nelle città governate dai samurai, e il sistema patriarcale faceva poi del resto il suo gioco, allontanando le fanciulle dalle attività pubbliche. Perfino i daimyo seguivano questo comportamento e quando non li si vedeva in compagnia di qualche fanciullo, ci si domandava il perché non fosse ancora successo.

Ma non va confusa omosessualità fra samurai e omosessualità in generale. Il periodo storico con l’apice di questa tendenza fu intorno la fine del periodo Ashikaga per protrarsi fino ai primi anni del periodo Edo, e la qualità che doveva detenere il giovane prescelto per l’amore era l’età compresa fra 13 e i 19 anni (quelli che gli inglesi chiamano teenager, ma nel caso di specie è chiamata età wakashu).

Che cosa comprendeva questo rapporto ? Come già accennato non bisogna fare confusione. Era più che una semplice omosessualità, era il rapporto che si veniva a creare profondamente tra Maestro e allievo, amore che si consolidava in eterna fratellanza e amicizia. Nell’ Hagakure si trovano consigli per i samurai che hanno contatti con l’uno e l’altro sesso. Il valore essenziale sta nell’idea dell’amore celato, non vissuto, che è la forma più elevata per esprimere questo sentimento. E ancora Ijiri Chusuke, nel 1482, ci parla dell’amore incondizionato senza distinzioni fra ricchi, nobili e stesso sesso che fiorì in quel tempo, sperando che tale sentimento non scompaia mai dal nostro mondo.

Il ragazzo preso in custodia cresceva con il samurai fino in età adulta (se vi era suo consenso), e non era insolito che il samurai prima di una battaglia preferiva coricarsi con un fanciullo piuttosto che con una donna. Questa pratica era estremamente simile alle pederastia che fiorì nell’antica Grecia molti secoli prima, l’attrazione erotica reciproca fra uomo veterano adulto e giovane scelto. Con il passare dei secoli tale pratica è divenuta da intensa attività sessuale a amicizia profonda e consolidata, fino ai giorni d’oggi, divenendo tabù e non venendo affatto citata.

Se non avete il cervello bacato e pieno di preconcetti, potreste cogliere l’essenza dello Shudo, e il samurai non diverrà una delusione per voi, ma conserverà ancora quell’alone mistico di grande guerriero qual era.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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