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La dimensione temporale nel kumite

Sintonia e previsione

mohamed ali schivaIl modo in cui ci rapportiamo alle persone nella vita comune non è poi tanto diverso da quello che si verifica durante un combattimento.

La bugia diviene una finta (shikake), la vera intenzione si manifesta con un attacco portato a termine, la gestione degli spazi mostra come siamo dentro, si capisce quasi all’istante se una persona preferisce tenere a distanza con i propri calci o se è un temerario (il cosi detto “incontrista”) e preferisce avanzare entrando nella media-corta distanza, piuttosto che indietreggiare.

Ma ciò che realmente mostra a un livello quasi metafisico la sintonia tra due avversari è senza dubbio la percezione del ritmo. Se non ci siamo capiti, stiamo parlando di tempo.

Filosoficamente parlando qualcuno può “stranamente” asserire che il tempo è una dimensione umana, nel senso che esso non esiste davvero, ma è misurato solo e soltanto dall’Uomo (Socrate diceva che se il passato è “ciò che non è più” e il futuro “cosa che ancora non è”, il presente in quanto separazione tra due cose che non esistono … non è !).

Potreste infatti farmi l’esempio di qualcosa che è accaduto ORA ? Non potete … perché nel momento in cui lo avete pensato, è già passato !

Eppure ciò di cui andremo a parlare, nello specifico, è qualcosa di molto più sottile, che non attiene a misurazioni o questioni filosofiche. La precisazione fatta è doverosa, perché la parola “tempo” può essere facilmente fraintesa.

Per tal motivo il tempo in questione richiama qualcosa citata qualche rigo più su, una parola che estende il concetto stesso di tempo. 

Sintonia

Ed è proprio la sintonia qualcosa di più labile da osservare, perché in questo contesto entriamo nel campo della percezione (mondo di cui il tempo filosoficamente fa parte).

Suntonia (συντονία) in greco indica un “accordo di suoni”, ed è un termine legato alla realtà musicale, dove andare a tempo è fondamentale, ma nello specifico sun (σύν) significa “insieme”, “unione”, “con la partecipazione di”.

ritmo pianoforteE la musica è l’esempio perfetto. Da cosa si capisce se una persona è un abile musicista o un dilettante alle prime armi ?

Se egli riesce soprattutto a rispettare i tempi richiesti dallo spartito e le doverose pause tra una nota e l’altra, il suono diventa più fluido e pulito, non si bada neanche più al suonare in quanto azione, si può arrivare perfino ad improvvisare e godere a pieno il suono generato, dimenticando ciò che si sta facendo in un vero e proprio mushin !

Il principiante invece sbaglia i tempi a causa dell’inesperienza, prova a far qualcosa, pigia dei tasti o cerca di far vibrare delle corde per capire a quale suono corrisponde. Se invece ne ha compreso già le posizioni dei suoni, il ritmo della loro esecuzione è altalenante, ciò che ne uscirà non sarà un suono pulito, ma qualcosa di molto confuso, per non dire irritante per chi ascolta (musicista compreso).

Allo stesso modo un combattente non esegue la “sua melodia” ? Il principiante ha ritmi spezzati, non c’è né sintonia, né sincronia ! (cronos = tempo)

Per poter parlare di sintonia e sincronia nel mondo marziale, vi sono un’infinità di aspetti da analizzare e migliorare. Si va dall’espressività del volto, a piccoli segnali offerti dal corpo, come contrazioni muscolari involontarie per cui sono richiesti anni e anni di allenamento per poter controllare e non dar indizi all’avversario.

A un alto livello invece si riesce perfino a sentire il respiro del proprio avversario, il giusto istante in cui il saltellare sui piedi è in fase di ancoraggio a terra e radicato al suolo (che permette attacchi di anticipo per cui l’avversario non saprà “scappare” da questa azione in maniera efficace), oppure la fase “aerea” di tale molleggio (energia non scaricata al suolo) nella quale sono possibili azioni di proiezione o di spazzata sugli appoggi.

Quella percezione perfetta come il sentire una goccia di rugiada cadere dall’albero durante la pioggia, da quando si stacca fino al momento in cui tocca terra.

La sintonia si compie, c’è partecipazione all’evento di entrambi gli avversari, la melodia è scritta ed eseguita nel momento stesso in cui avviene, in precisi tempi. Solo chi saprà ballare in armonia con questa musica e su QUELLE note, potrà usare i punti deboli del proprio avversario e usarli a proprio vantaggio una volta spezzato il tempo.

Vi sono stati periodi storici in cui studiare le arti marziali era preparatorio per poter affrontare la guerra e tornare con la propria pelle a casa.

samurai film sopravvivenza

Il ritmo frenetico di chi attacca per non morire è molto diverso da chi si allena per gioco (“ho preso un pugno controllato, chissene  frega se sono arrivato dopo !”). Pur di sfuggire a un pericolo mortale, impieghereste tutte le vostre energie e una miriade di attacchi in un lasso di tempo molto breve per poter infliggere a vostra volta un colpo mortale e sopravvivere.

Se riprodurre questo concetto in un dojo di quel tempo era già difficile, immaginate oggi !

Soprattutto riguardo il discorso “sportivo” di alcune arti marziali, questo aspetto a mio parere viene un po’ falsato, per via dei limiti imposti dalle regole. Regole che vengono gettate ai quattri venti qualora si tratti di vita o di morte.

Esempio rapido: sono una persona molto resistente ai colpi, nemmeno voglio scansarmi a un pugno una volta compreso che non avrà chissà quanto effetto per via dei guantini e della debolezza del mio avversario. Pensate ora la stessa cosa, con lo stesso avversario … però con un coltello in mano al posto dei guantini. Cambia tutto vero ?

Se arrivo troppo presto o troppo tardi sulla tecnica, fine. Sono morto. Game over. (solo che non ci sono vite extra come nei videogiochi)

Allora dobbiamo aver ben chiaro se vogliamo imparare la cadenza del ritmo al fine di non prendere un punto o al fine di salvare la propria vita.

Nel frattempo prendiamoci una pausa, poiché a breve introdduremo il concetto di Yoshi e Yomi. Prendiamo la nostra decisione personale in merito, perché sarà da questo che il nostro allenamento avrà una certa impronta. Il senso del tempo dunque è intimamente legato all’efficacia. Campioni di kumite a punti o maestri di sopravvivenza ?

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