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Kumite: muoversi nello spazio e il tempo

Spazio e tempo, la base delle variabili nel kumite

kumite spazio tempo maaiMi sono fatto un po’ di coraggio. Sono passati molti mesi dall’ultimo post introduttivo sul kumite, che dopo tanti studi in merito, ritengo incompleto e fine a se stesso. Ci ho messo così tanto a prepararne un altro perché penso che questo sia un argomento delicato e un terreno dove è facile inciampare.

Parte 1 – Ma cosa intendiamo realmente quando parliamo del Kumite, del combattimento ? Non inoltrandoci in disquisizioni filosofiche (per quello c’è la sezione riflessioni), tentiamo l’approccio pratico, che il praticante ricerca senza troppi giri di parole.

Nella mia visione, il kumite andrebbe visto come la branca del Karate-Do che ricerca l’ottimizzazione di movimenti coscienti e controllati nello spazio e nel tempo, organizzati in tattiche e strategie per poter “prevalere” su un avversario con massima efficacia, così che si possa sviluppare un istinto preparatorio qualora ci si debba difendere a un attacco portato realmente. Questo mio modo di vedere (e sottolineo per i dissidenti di questo articolo: MIO) penso possa essere in completa sintonia con il concetto di Shin-Gi-Tai.

Non a caso ho usato parole come coscienza e controllo (spirito/mente), “movimenti” (tecnica), prevalere (anche fisicamente inteso). Ma le parole che più devono balzare all’attenzione sono quelle che si riferiscono alla componente spaziale e quella temporale.

Lo spazio – Per poter combattere bisogna saper calcolare le distanze tra i vari elementi presenti, siano gli arti avversari, o il dover sondare e tenere conto della conformazione del terreno che ci circonda attraverso i nostri sensi. Tutto ciò richiede la capacità di sapersi muovere nella maniera giusta dopo un’elaborazione delle miriadi delle variabili che entrano in gioco, per portarci in una posizione spaziale che per noi diventi dapprima sicura, e poi vantaggiosa per il contrattacco.

Espressione fondamentale di questo discorso spaziale è il Maai (la distanza), che può essere suddiviso secondo vari parametri (le considerazioni valgono in senso misurativo del corpo umano di un soggetto fermo, in senso statico).

spazio maai distanza bolleUn parametro che vorrei definire “a bolle” (prossimità), che comprende:

  1. Lunghissima distanza: è la distanza in cui l’avversario è fuori dalla portata di ogni attacco avversario che sia disarmato
  2. Lunga distanza: è la distanza raggiungibile solo con la massima estensione fisica di una gamba senza che perda l’equilibrio
  3. Media-corta distanza: la distanza raggiungibile con un attacco di braccia estese o tibiale di una gamba estesa
  4. Cortissima distanza: è la distanza di una testata, una gomitata o una ginocchiata (opzionalmente, può esserci un’altra area a portata zero, dove possiamo fare il clinch o proiezioni, quindi molto attaccati all’avversario)

In senso dinamico queste distanze possono variare qualora si sfruttino movimenti quali salti o slanci che accorciano le distanze tra sé e il proprio avversario (con un tobi geri, un attacco da lunga distanza può essere portata a lunghissima distanza).

Un altro criterio può essere quello della Possibilità:

  • La giusta distanza per poter portare il proprio attacco
  • La giusta distanza nella quale l’avversario può tirare il suo attacco
  • Lo spazio comune a sé e l’altro (nell’immagine, lo spazio rosso)

Quest’ultimo è il più importante. Quando le aree tra noi e il nostro avversario diventano comuni ad esempio a livello di corta distanza, non ha molto senso attaccare con un calcio frontale, perché quest ultimo non si distenderà in modo corretto e mancherà della corretta efficacia (per questo nella definizione iniziale abbiamo parlato di kumite come ottimizzazione dei movimenti). Inoltre lo spazio comune va gestito al meglio, un combattente vincente è colui che rende lo spazio comune come proprio ! Se si riesce ad eludere l’avversario nello spazio comune, si avranno mille possibilità di contrattacco, ed è allora che proclameremo quella area come nostra.

Questo discorso in senso statico sullo spazio si interrompe qui, la prossima volta verrà considerato ciò che realmente conta di questo discorso: gli spostamenti, i mezzi per muoversi nella realtà spaziale. Prima di allora vi consiglio di andarvi a leggere come guida base alcuni concetti della guardia triangolare. Al prossimo articolo dunque ! (che trovate cliccando qui)

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