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Esercizio di kihon 3

Parliamo di Taisabaki, il kihon proposto introduce l’insieme della varietà di queste rotazioni

Rieccoci col nostro appuntamento settimanale con il Kihon. Attenzione perché quello che andiamo a proporre diventa davvero un rompicapo di coordinazione e velocità, solo la fluidità mentale vi aiuterà nell’impresa.

taisabaki kihon karate rotazione corpoA cosa è dovuta questa difficoltà ? Alla introduzione rispetto alle volte precedenti dei taisabaki. Per chi non ne fosse a conoscenza un taisabaki è un movimento di rotazione del corpo, che può variare in seguito alla direzione, alla angolazione e allo spostamento dei piedi-gambe rispetto alla propria posizione di partenza o punto di riferimento. Mi sarà abbastanza difficoltoso spiegarvi a parole alcuni di questi movimenti, quindi cercherò di esemplificarli tramite dei disegni.

Come possiamo vedere nel disegno, per convenzione, al fine di farvi capire al meglio questi movimenti, chiameremo rotazione “di pancia” l’andare a ruotare dal di dentro del nostro corpo e rotazione di schiena girare nel senso opposto. Perché questa spiegazione ? Dire orario o antiorario non è conveniente, per questo motivo: se ci troviamo con la gamba sinistra ad esempio, girare in senso orario ha un significato, dire antiorario ne assume un altro ! Significa che quella stessa gamba sinistra devo portarla sì “di spalle”, ma sarà nel senso opposto a quello inteso (vedi frecce sopra).  Non solo, per come è strutturato questo kihon, capirete meglio il concetto di “tornare al centro” . Con questi termini non indicherò solo il senso di rotazione, ma anche di direzione della posizione.

 

Già a livello teorico potete capire la difficoltà insita in questi movimenti, la pratica però vi aiuterà come sempre ad essere il più naturali possibili. Una volta assimilati non starete nemmeno a capire la differenza di ogni tecnica, sarà un tuttuno.

Ma passiamo ai fatti ! Come abbiamo fatto per gli altri andremo a costruire sequenzialmente il nostro kihon. Ogni fase fa ripetuta singolarmente almeno 4 volte, ad esempio eseguo la fase 1, una volta naturale farò fase 2 più fase 1, fino alla fine, prima velocemente poi al massimo dell’esplosività muscolare e mentale.

Partendo in Yoi, Fase 1: Gedan barai e kamae-te, eseguiamo kizami e gyaku tsuki sul posto. Tiriamo mae geri e scendiamo in avanti.

tornare al centro gedan baraiFase 2: Ruotando “di spalle” (quindi facendo perno sulla gamba che abbiamo poggiato avanti con mae geri, è la gamba posteriore che si sposta) a 45° tiriamo kizami e gyaku tsuki. Passaggio ora fondamentale da ricordare nelle altre fasi (il ritorno al centro, figura a fianco): facciamo gedan barai in rotazione “di pancia” per ritrovarci frontalmente come eravamo partiti (nota bene per ricordare: la gamba anteriore è sempre ferma, quella posteriore slitta dai 45° gradi in cui è direzionata, torna verso i 0° gradi di partenza).

Fase 3: ruotiamo ancora di pancia (il piede si muove ancora come abbiam fatto nella figura del tornare al centro) però questa volta nei 45° gradi opposti a quelli precendenti, quando la gamba posteriore ha compiuto il movimento, nello stesso istante tiriamo uraken uchi, gyaku tsuki, mawashi geri posteriore e poggiamo in avanti. Se avete capito il meccanismo del tornare al centro, ora è sempre la gamba posteriore che slitta e quella avanti fa da perno, quindi gedan barai.

schema kihon 3 parte 1Fase 4 (le cose si complicano): Il piede che sta avanti si avvicina a quello posteriore e facciamo in pratica un passo indietro, cambiando quindi la gamba che sta avanti. Stiamo svolgendo quindi la rotazione “di spalle” a 45° gradi, siamo ancora nel primo angolo dove ci siamo direzionati in fase 2. Kizami e gyaku , effettuiamo uno yoko geri posteriore e poggiamo avanti. Ancora una volta tornare al centro con gedan barai.

Fase 5: Effettuiamo una rotazione di spalle di 135° (ci troviamo nell’angolo 3, opposto a quello della fase 4), uraken uchi, gyaku tsuki, ushiro geri posteriore, poggiamo in avanti, ancora gyaku tsuki e stavolta per tornare al centro facciamo un mawatte traslato ritornando sempre avanti con gedan barai (il mawatte normale ci avrebbe portato all’angolo 1).

Fase 6: Stavolta è il piede posteriore che incontra quello anteriore facendo un passo avanti e il corpo esegue una rotazione “antioraria” di 135° (siamo nell’angolo 4, arancione nel disegno), eseguiamo la particolare tecnica gedan uchi durante la rotazione, precisamente parte quando il posteriore si avvicina all’anteriore. Gedan uchi è lo speculare di gedan barai, si para con l’interno dell’avambraccio “verso dentro”, quando parte si tira da dietro, ruotiamo e il braccio parante sarà in linea con la gamba anteriore. Finiamo con gyaku tsuki e per tornare al centro, eseguiamo la rotazione che abbiamo fatto, al contrario, quindi 135° di pancia.

schema kihon 3 parte 2Fase 7: Ultima fase, frontalmente dove siamo, eseguiamo un Kirikaeshi, la gamba anteriore va vicino alla gamba posteriore e quest ultima va avanti diventando quella anteriore (è un cambio di gamba rimanendo sul posto, la testa quasi non si muove), la gamba che deve diventare anteriore va direttamente chudan o jodan facendo mawashi geri (è in sintesi un cambio di gamba facendo mawashi geri). Uraken e gyaku tsuki. Gedan barai sul posto e torniamo in Yoi.

Una volta assorbiti tutti questi movimenti, difficili solo a parole, e capite tutte le fasi, ripetiamole più volte, a destra e sinistra (è qui il difficile) tornando da capo se non abbiamo capito. Gli schemi proposti potranno esservi di aiuto, buon allenamento.

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