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Dire mille, fare 1000

Dire mille, fare 1000

allenamento mille tecniche karateSalve a tutti, l’esercizio di kihon che verrà proposto di seguito fa parte di un mio esperimento, per cui ci tengo a precisare che chiunque può apportare le modifiche che ritiene opportune in base alle sue necessità e possibilità.

In sostanza si tratta di sferrare in una seduta di allenamento 1000 tecniche o 1000 combinazioni di tecniche (in base al vostro livello), le tecniche o le combinazioni in questione saranno 5 (scelte non a caso), le eseguiremo tutte 100 volte per guardia, dunque 200 volte ripeteremo ciascuna delle 5 tecniche.

Prendiamo in esame un allenamento tipico.

1) Mae geri. Possiamo iniziare l’allenamento tirando 50 mae geri per gamba dalla posizione che preferite (shizen tai, zenkutsu dachi, moto dachi ecc) non troppo veloci per evitare infortuni (visto che abbiamo appena iniziato stiamo un po’ freddi dunque attenzione) e nemmeno troppo lenti per non lavorare in maniera isometrica, cerchiamo di essere sciolti e di concentrarci sulla corretta respirazione addominale e sull’esecuzione tecnica.

Dopo ciò dovremmo essere già abbastanza caldi se avremo eseguito i 100 calci con attenzione, abbastanza caldi da consentirci di tirarne altri 50 per gamba in maniera rapida (attenzione, non uno dietro l’altro a catena bensì la tecnica in sé dovrà essere rapida, lasciamo spazio tra un calcio e l’altro). Ricerchiamo sempre la corretta esecuzione, deve essere un lavoro qualitativo oltreché quantitativo o ci stancheremo a vuoto.

2) Tsuki. Usiamo la posizione shizen tai per tirare 50 tsuki (colpi di pugno a vuoto) per braccio, questa posizione ci permette di studiare bene il movimento delle anche, cercheremo tramite questo esercizio di sbloccare e sciogliere le anche abbinandole alla tecnica di pugno.

Dobbiamo immaginare che a mezza strada tra la spina dorsale e un punto che si trova circa tre centimetri sotto l’ombelico ci sia una piccola sfera, il nostro centro, il tanden, a questa sfera sono collegate delle fruste inanimate (i nostri arti), se ruota la sfera ruotano le fruste e lo faranno con una potenza spaventosa visto che l’energia scorre libera e senza ostruzioni, dunque mi raccomando braccia molto rilassate, evitate contrazioni inutili.

A questo punto possiamo dedicarci all’esecuzione rapida, stiamo sempre molto attenti ad essere rilassati e a far partire il tutto dallo scatto delle anche, il braccio dovrebbe alzarsi in seguito al movimento, per comprenderci, avete presente il ceffone a mano morta che usano spesso le ragazze? Bene, quello è un buon colpo, riducete al minimo le contrazioni muscolari.

3) Hiza geri. Immaginiamo di afferrare la testa del nostro attaccante, facciamo partire la nostra ginocchiata e contemporaneamente portiamo le mani vicino il nostro ginocchio (tipo la parte finale di heian yodan), capirete che in questo modo le due forze opposte che si scontrano genereranno molta energia in più. Raggiungiamo le 50 esecuzioni per gamba concentrandoci sulla sincronia tra il movimento del ginocchio le mani.

Una volta finito passiamo alle 100 ginocchiate eseguite rapidamente, se avete familiarizzato con le 100 esecuzioni lente a questo punto dovreste sentire che il tutto è un po’ più automatico, maggiore coordinazione significa maggior efficacia.

Stanchi? Siete solo a 600 tecniche perciò anche se state inzuppati di sudore ve ne mancano 400, dunque andiamo oltre.

4) Mawashi empi. Immaginiamoci molto vicini all’avversario, ci mettiamo in una posizione comoda e pratica (moto dachi va benissimo) e iniziamo con le 50 gomitate circolari per braccio, il braccio anteriore simula l’afferrare la testa avversaria e il braccio posteriore esegue la tecnica di offesa.

Ora è il turno delle esecuzioni rapide, cerchiamo di ricordare che siamo molto vicini all’avversario dunque non facciamo vistosi caricamenti (ciò vale anche per la lunga distanza ovviamente, ma da vicino, le probabilità di riuscire a correggersi sono molto limitate), dobbiamo sprigionare energia partendo praticamente dall’immobilità.

5) Katame waza. Si tratta ora di eseguire 50 volte per guardia, in maniera lenta e facendo attenzione ai propri movimenti, una tecnica di controllo attraverso l’immobilizzazione, la leva articolare o lo strangolamento. Scegliete una tipologia e allenate una tecnica a piacere (possibilmente di semplice esecuzione). Essendo un allenamento in solitario dobbiamo affidarci molto alla nostra immaginazione e visualizzare bene il nostro avversario (ovviamente alleneremo tecniche che già conosciamo in maniera sufficiente da consentirci di allenarla in solitario).

Terminate le prime 100 esecuzioni passiamo alle altre 100.

mae geri allenamento intensivoAVVERTENZA: consiglio di alternare ogni 50 tecniche un po’ di allungamento leggero (soprattutto nelle fasi iniziali dell’allenamento) in modo da rilassare e al tempo stesso preparare i muscoli interessati alle esecuzioni future (soprattutto quelle rapide), se farete attenzione a calibrare bene i momenti lenti, l’allungamento e i momenti rapidi, arriverete a fine allenamento perfettamente integri e del tutto bagnati di sudore.

A COSA GIOVA QUESTO ALLENAMENTO?

Queste tecniche, come detto a inizio articolo, non le ho scelte a caso.

Nel punto 1 ci si concentra sui calci a distanza, ci esercitiamo nel tener lontano l’aggressore con il nostro arto più lungo, è la tecnica che arriva prima al bersaglio, se il nostro avversario è fuori la portata del nostro calcio è fuori la portata di tutto ciò che riguarda lo scontro corpo a corpo.

Nel punto 2 focalizziamo principalmente i nostri sforzi nell’usare le anche, utilizziamo una semplice tecnica di pugno in modo da rendere un po’ più abbordabile il tutto (usare le anche con i calci è più complicato), inoltre in questo modo facciamo riposare le gambe che abbiamo usato nell’esercizio precedente.

Nel punto 3 l’attenzione si sposta sulle capacità coordinative di braccia e gambe allenando al tempo stesso un’efficacie tecnica utile nella corta distanza.

Nel punto 4 ci occupiamo di sviluppare la maggior energia possibile dalla distanza minore possibile, infatti il colpo di gomito è utile nella cortissima distanza.

Nel punto 5 si pensa ad allenare la sensibilità tattile e ad affinare le tecniche di controllo.

Lo so, sembra paradossale allenare questo aspetto in solitario e infatti si sa che l’avversario è indispensabile per verificare la validità delle proprie tecniche , ma ciò vale anche per le tecniche di percussione.

Se prendiamo in esame delle tecniche di controllo che conosciamo bene potremo allenarle anche in solitario cercando di tener ben presenti le reazioni avversarie e i principi che regolano la tecnica.

ALTRI EFFETTI POSITIVI.

Questo allenamento può forse non sembrar granché, in effetti leggere potrebbe non rendere l’idea, ma (provare per credere) è davvero faticoso (per questo il titolo “dire mille, fare 1000”)!

Dunque ci si stanca.

Aumentiamo la nostra resistenza polmonare e fisica, infatti oltre che avere il fiato corto, a fine seduta ci ritroveremo anche con i muscoli molto indolenziti dall’acido lattico (dipende dal soggetto comunque), muscoli che nemmeno credevamo di avere!

Inoltre irrobustiremo muscoli necessari per il corretto uso marziale del corpo, molti credendo di far bene si allenano come body buider costruendo un corpo goffo e impacciato nelle tecniche marziali, dunque ripetendo le tecniche continuamente svilupperemo i muscoli necessari ai nostri scopi.

In ultima analisi c’è da dire che numeri come 10, 100, 1000 son numeri psicologicamente soddisfacenti, se notate nei vostri esercizi di solito non farete mai 26 piegamenti sulle braccia, una ripresa di sparring di 3 minuti e 47 secondi o un percorso di 8 km e 230 metri, tenderete ad arrotondare, e qual numero è più soddisfacente di 1000?

DUNQUE, CHI DI VOI MARZIALISTI VUOL CIMENTARSI NELL’IMPRESA?

Se volete potete lasciare un commento una volta che ce l’avete fatta (siate sinceri, mentirete solo a voi stessi altrimenti) condividendo sensazioni, risultati, dando pareri sul sistema ecc…

Potete scrivere ogni cosa, anche il senso di soddisfazione che avete provato, qualsiasi cosa è occasione di crescita reciproca.

Ricordate che i più allenati possono allenare non 1000 tecniche ma 1000 combinazioni di tecniche! Insomma è anche un modo per conoscere le proprie possibilità, un modo di indagare se stessi, ora basta chiacchiere e mettiamoci in gioco!

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