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Onore e rispetto

La riconoscenza dietro i miei pugni

onore rispetto arti marzialiSentiamo spesso parlare di onore e rispetto nella vita di tutti i giorni; in società siamo costantemente sotto l’influsso di leggi che dobbiamo rispettare, e attraverso la buona educazione, rendiamo rispetto verso chi non conosciamo, e lo stesso equivale verso chi è più anziano e/o più importante di noi, sia esso il nostro capo a lavoro, l’insegnante a scuola, il genitore a casa, ma anche il politico o la star dello spettacolo.

Il motivo di tale atteggiamento in primo luogo è dato dal fatto che riteniamo tali persone degne di onore e pertanto meritano rispetto.

Se non ritenessimo il nostro capo una persona onorevole per qual motivo dovremmo rispettarlo? Non lo faremmo semplicemente.

Proviamo ora a cambiare scenario. Ci troviamo nel dojo e ci stiamo allenando con un nostro compagno nel kumite. Tralasciando che egli ci possa stare simpatico o meno, nei suoi confronti devo mostrare rispetto? È egli una persona onorevole?

La risposta non può che essere sì. Il nostro avversario durante un combattimento, sia si tratti di allenamento, che di gara o qualunque altra situazione, ci da’ la possibilità di migliorarci, di scoprire quali sono le nostre lacune che, successivamente, andremo a migliorare.

Grazie al nostro avversario abbiamo la possibilità di testare noi stessi in primis! E quale modo migliore per dimostrargli il nostro rispetto e il fatto che lo riteniamo una persona degna d’onore se non dando tutti noi stessi in quelle parate e in quegli attacchi, così che anche lui possa compiere la sua azione di miglioria.

L’avversario diviene, così, non solo colui che ci mette alla prova, ma colui che ci dà la possibilità di superare il nostro primo vero nemico: noi stessi e i nostri blocchi.

In più da notare il fatto che come in molti altri aspetti delle arti marziali ecco che vediamo tornare il celebre Yin e Yang: il nostro avversario testa noi e al contempo è testato da noi, in un continuo e reciproco scambio di ruoli.
Forse è proprio per questo che nelle arti marziali viene data così tanta importanza a rituali come quella del Rei prima di ogni incontro.

Salutare il proprio avversario diviene non solo una formalità, ma una prima dimostrazione di rispetto e un ringraziamento per tutto ciò che impareremo grazie a lui. E il rispetto che impariamo a portare all’interno del dojo scopriremo che può essere esteso a qualunque attimo della nostra vita, chiunque, anche il più piccolo dei bambini può avere qualcosa da insegnarci e se non lo rispettiamo come possiamo apprenderla?

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Sulla Via del nebuloso Do.

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