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L’incompiuto come attrattiva artistica

incompleto arte marzialeIl non finito è spesso più efficace del finito, soprattutto in un encomio: per i fini di questo occorre appunto una stimolante incompletezza, come elemento irrazionale che simuli davanti la fantasia dell’ascoltatore un mare e, come una nebbia, nasconda la costa antistante, e dunque la limitatezza dell’oggetto della lode. Se si menzionano i meriti noti di un uomo descrivendoli ampiamente ed esaurientemente, ciò lascia sempre adito al sospetto che quelli siano gli unici meriti. Chi loda compiutamente si pone al di sopra del lodato, sembra quasi dominarlo con lo sguardo. Per questo, la completezza produce l’effetto di indebolire. (F.W.Nietzsche)

Non è la prima volta che metto in mezzo il filosofo baffuto per concetti inerenti la nostra arte, il capitolo dal quale ho preso questo pensiero è appunto dedicato a chi come noi decidono di percorrere il sentiero dell’artista.
Con una prima lettura superficiale si potrebbe avventatamente sostenere che ciò detto da Nietsche in questo caso non ci riguardi, ma con una attenta riflessione possiamo accorgerci che, cambiando un po’ le variabili il discorso fila benissimo con il Karate, si parla proprio della nostra amata “Via”, il DO.
È la “never ending road”, il cammino che non termina mai, il percorso che ha fine solo quando noi stessi “finiamo”, proprio per questo è una POTENTE attrattiva artistica, perché è incompiuto.
Chi ascolta il DO, l’ascoltatore dunque, ha sempre davanti a sé quel mare limpido e sente sempre che c’è della nebbia che prontamente gli nasconde l’obiettivo successivo, ogni passo che fa sa che non è l’ultimo e dunque è costantemente ispirato ad andare avanti, allungando il collo a cercar di spiare la prossima meta.
In effetti è questa la magia dell’arte, che non finisce, l’amiamo poiché ci nasconde i suoi tesori e ci rifiutiamo di vedere il DO come “semplice” ricerca dell’efficacia marziale e dello sviluppo spirituale, ci aspettiamo sempre che ci sia qualcos’altro, al costo di inventarcelo persino, le affermazioni statiche ammazzano il romanticismo e per gli innamorati dell’arte questo non va bene, hanno bisogno dell’irrazionalità di chi ama, hanno bisogno di non indebolire l’amore con la chimica o il DO con spiegazioni troppo esaurienti, hanno bisogno d’amare l’arte in quanto “incompleta”.

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