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L’illusione della superficie e dell’abisso

Credo che a ognuno di noi prima o poi gli sia capitato di denigrare una causa definendola superficiale elogiando magari un’altra per la sua profondità

abisso mente psicologiaEbbene a questo punto c’è da chiedersi: fin dove ho spinto me stesso per poter distinguere il profondo dal superficiale? Il mio abisso è tale per tutti o è uno scalino per alcuni? La mia superficie è universale o nasconde un mare per altri? Da qui comprendiamo subito come il concetto di profondo e superficiale sia un fatto pressoché individuale, tutto dipende dal nostro filtro, la maniera in cui interpretiamo le cose, il modo di assimilare le esperienze.

Facendo un piccolo esempio, quante volte abbiamo servito un buon caffè a degli ospiti? Molte credo; bene, lo facciamo con una tale disinvoltura che forse non lo reputiamo nemmeno superficiale in quanto dare quest’etichetta a qualcosa implica un minimo di riflessione, dunque per noi è insignificante. Perché invece non chiedete ad un Maestro del tè giapponese se è superficiale il suo silenzio nel servire, i suoi gesti perfetti, la sua estetica nel preparare la gustosa bevanda?

Si tratta in entrambi i casi di servire qualcosa, ma nel modo di porsi rispetto l’azione c’è l’infinito a separarli. Dunque, servire è o non è profondo? Dipende dal vostro filtro appunto, dipende da come osservate la cosa.
A questo punto capirete che ciò che magari reputavate profondo un tempo agli occhi del presente vi sembrerà una sciocchezza in confronto ad altro e che quest’altro sarà un’altra sciocchezza nel vostro futuro, questo lo si può dedurre dal fatto che il vostro filtro cambia in base alle esperienze, dunque facendo fronte a più esperienze si affinerà sempre meglio il modo di osservare.

Giunti qui basta poco per arrivare ad un traguardo, cioè che sapendo che ogni esperienza sarà necessariamente registrata dal cervello e dunque si accoderà alle altre informazioni arricchendole, la ricerca è il nostro modo per sviluppare sensi migliori e cogliere abissi sempre più profondi.

Un vantaggio per così dire strano di tale comportamento è che oltre a migliorarci lo spirito rendendolo più acuto, non conosceremo il significato della noia. Una persona simile persino in una stanza vuota avrà da ragionare sulle proprie sensazioni, sul senso del vuoto, sulla forma della stanza, sul colore delle pareti, sulla luminosità e tanto altro, il cervello sarà sempre in funzione.

In ultima analisi, un atteggiamento simile farà si che il concetto stesso di superficiale non esista, si saprà cogliere l’abisso da ogni cosa, ogni istante è qui per dirci e insegnarci qualcosa. Profondo e superficiale sono stati dell’animo, scegliere uno di questi modi d’essere significa dare il senso generale personale a tutte le cose.

 

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Sulla Via del nebuloso Do.

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