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Cammino comune

Nascendo abbiamo in comune con gli altri esseri viventi la stessa meta, la morte.

cammino comuneImmagino già molti lettori intenti a compiere i più strampalati riti scaramantici, purtroppo questo argomento è ancora tabù per molti, dico purtroppo poiché iniziare a pensare alla morte potrebbe farvi iniziare a vivere, non sopravvivere, vivere nel presente, l’unico tempo in cui possiamo dire che ci siamo!

Esistono sostanzialmente tre modi di arrivare ad essa…

Il primo è quello del ”bambino capriccioso”, cioè sapere che un giorno dovremo far fronte alla fine della vita e per questo ci deprimiamo e ci angosciamo passando il resto dei giorni a scalpitare e urlare come un bimbo che non vuole andare a scuola.
Raggiungeremo la meta strisciando a terra sentendoci trascinati per i capelli. Il secondo è quello dell’ ”adulto distratto”, cioè passare la vita pensando troppo avanti come se non dovessimo morire mai, oppure distraendoci in altri modi come il lavoro e altri impegni di vario genere.
Di fronte alla morte crederemo non sia il nostro turno e vorremmo restare ancora un po’ a osservare per la prima volta la vita.

Il terzo metodo è quello del ”vecchio saggio”, costui sà benissimo che può morire da un momento all’altro, perciò è attento a mostrare in ogni momento affetto e rispetto nei confronti delle persone, potrebbe essere l’ultima volta che le vede.
Non sorgeranno mai conflitti e ci disfaremo dell’egoismo.
Si vedrà la vita come un viaggio e staremo attenti ai minimi particolari che i panorami dell’esistenza ci potrà offrire.
Dinanzi alla morte saremo pronti e senza rimpianti, abbiamo goduto appieno il viaggio della vita e saremo persino curiosi di scoprire la morte.

Sta a noi scegliere il modo di raggiungere la meta.
Medita a fondo sulla questione.

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