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Stati mentali in caso di scontro

Stati mentali

ragazza picchia ragazzoEccoci giunti alla parte più importante da tenere in considerazione, gli stati mentali!

Definisco questa il fulcro della sopravvivenza, senza il nostro intelletto ed una mente lucida non potremo far fronte a nessun tipo di aggressore.

È importante non lasciar che la mente coinvolga il corpo e viceversa.

Una mente eccessivamente calma potrebbe mettere il corpo in uno stato di rilassatezza eccessiva, facendoci ritardare riflessi e movimenti, allo stesso modo un corpo ferito può impressionare la mente annebbiandola e rendendola priva di qualsivoglia controllo di sé.

 

Una mente iperattiva può far si che si creino tensioni inutili nel corpo e potremmo reagire troppo frettolosamente, allo stesso modo aver eccessiva fiducia nel proprio corpo (magari noi siamo più grossi del nostro assalitore) può far si che la mente allenti pure quel minimo di tensione necessaria a restar vigili.

Teniamo ben presente che basta un tempo inferiore al secondo a decidere la sorte della nostra vita! Una minima disattenzione, un battito di ciglia quando non serve e ci ritroveremo nel migliore dei casi con qualcosa di rotto.

Perciò un buon metodo per essere pronti in caso di scontro è quello di addestrare la nostra mente attimo dopo attimo ad essere presente, ad essere sempre vigile, questo non significa diventar paranoici, solo più sensibili alle variazioni di ciò che ci circonda, prendere coscienza dell’attimo che stiamo vivendo.

Questo esercizio quotidiano ci farà sviluppare una mente sveglia e pronta, non faremo distinzione tra luogo pubblico e privato, la nostra mente sarà come l’acqua, si adatterà all’istante.

Essere presenti è possibile solo se ci abituiamo al pensiero della morte, questo argomento purtroppo spessò è un tabù, infatti il solo nominarne il termine pubblicamente può dar origine ai più svariati e curiosi gesti scaramantici.

Credo invece che solo accettando la morte si possa vivere appieno ed essere nell’attimo, dunque vivere l’istante è vivere, d’altronde non si può vivere il passato né tantomeno il futuro, non ci resta che il presente.

Eppure la mente è sempre sballottata da una parte all’altra di questi mondi di fantasia che portano i nomi di passato e futuro, come fare per mettere a tacere l’irrazionalità della mente?

Come ho detto prima la morte è la chiave. L’estrema nemica non ci avviserà, scivolerà da dietro bussandoci sulla spalla, non sappiamo quando ma lo farà, non resta che vivere appieno quel che ci resta poiché non è detto che io riesca persino a finire di scrivere quest’articolo, dunque mi sto godendo appieno ogni singola lettera!

pronti a morire spirito

Lo so, può sembrare un ragionamento tetro, buio, privo di speranza, questo perché le nostre abitudini e modi di pensare ci hanno plasmato in maniera diversa, ma vi assicuro che vivere facendo finta che la morte non esistesse è ben peggiore poiché l’angoscia che vi assale durante le notti insonni, le passeggiate in solitario, i silenzi assordanti è pena che l’uomo che rivolge almeno una volta al giorno il pensiero alla sua fine non ha!

Pian piano il concetto della morte diventerà più sopportabile, fino a ringraziarlo per tutta la vita che ci ha donato, per averci regalato l’unico tempo in cui possiamo dire di essere vivi: il presente.

Questo non significa che non dobbiamo aver progetti futuri per la nostra vita ma ricordare che per far si che il futuro si realizzi dobbiamo agire nel presente, allo stesso modo ricordare il passato è lecito ma viverci dentro no.

Adesso mi sto dilungando, dunque ritorniamo allo scontro.

Perché mai tutto questo giro di parole?

Ecco, vi rispondo con una domanda:
vi siete mai chiesti perché lo stereotipo del tizio scapolo, che va in carcere un giorno si e uno no, che va in giro spesso ubriaco e/o drogato, che non ha un soldo in tasca, sia l’essere più pericoloso che esista?

Bene ecco la risposta: perché non ha nulla da perdere!

Già, lui non pensa, agisce, non fa differenza tra uomo e donna, vecchio o bambino, vita o morte, lui semplicemente è, non si cura di nulla e mette se stesso in gioco al cento percento! Ecco poiché avrà la meglio sulla gente comune, su chi ha famiglia, su chi vuole rivedere la sua ragazza, su chi vuole laurearsi e perché no, sulla maggior parte degli artisti marziali!

Se noi non siamo disposti a morire tanto quanto lui, non c’è speranza di sopravvivenza. Ogni tecnica sarà bloccata dalla paura, dall’angoscia, dalla confusione, in breve dal pensiero!

Se l’artista marziale però riesce a togliersi dalla mente ogni pensiero che ostruisca la sua marzialità, bè allora difficilmente sarà battuto anche dal più cattivo degli aggressori, poiché ha dalla sua parte una mente libera in grado di sfruttare tutti i principi marziali, conoscenza che (fortunatamente) il nostro aggressore non ha (nella maggior parte dei casi gli artisti marziali sono persone pacifiche).

Dunque se volete dare un senso a tutte le parti precedenti che compongono quest’articolo dovete iniziare con il liberarvi dalla morte guardandola negli occhi almeno una volta al giorno!

(Ps. Alla fine ce l’ho fatta a finire l’articolo! Che cu… ehm fortuna!
Lungo la Via, per quanto tortuosa sia, niente vi vieta di farvi qualche risata, il broncio e le facce incattivite non fanno per gli artisti marziali!)

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