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Sensei 2.0: i tornei fra guerrieri virtuali

Sensei 2.0: i tornei fra guerrieri virtuali

Tekken_3_martial_artsStreet fighter ? Tekken ? Dead or Alive ? No, nessuna di queste fantastiche saghe di videogiochi picchiaduro. Se il titolo vi ha tratto in inganno è soltanto perché trattiamo un tema molto molto delicato, e tra non molto capirete il perché.

Il fenomeno della condivisione delle informazioni su più livelli è un qualcosa che si è sviluppato con un’accelerazione pazzesca a partire dalla metà del secolo scorso. Ci ritroviamo oggi con una grandissima opportunità, la capacità di poter parlare in tempo reale con persone che abitano dall’altra parte del mondo in meno di un secondo.

Questa infinita rete di interscambi ha portato alla trasposizione fittizia del mondo reale in quello che si chiama, non a caso, Web. Se non ci capiamo ancora a dovere, stiamo parlando di quel qualcosa dove siete ora: su Internet !

Il solo fatto che voi siate su un sito (dal latino situs, cioè “luogo”) come Karatesen.it è l’empirica dimostrazione dell’incredibilità di questo fenomeno. Potete attingere una miriade di informazioni sulle arti marziali, visitare il nostro forum, commentare gli articoli e scambiare opinioni con altre persone. E tutto non appena avrete fatto un paio di click !

L’evoluzione del web non si è fermata a questo, ma ha generato nuove correnti, perché lo scambio di informazioni crea valore e genera nuova conoscenza. Così non molto recentemente sono nati i social network. “Luoghi” virtuali dove ci sono praticamente tutti: i parenti, la ragazza che ti piace, il profilo del gatto del vicino, perfino l’anzianotta del piano di sopra con la foto del profilo in abiti succinti per attirare qualche giovanotto, i maestri di arti marziali, etc.

COSA ????? Sì. I Maestri di Arti Marziali.

Ebbene, popoli di tutte le etnie, sono finiti i tempi in cui i maestri mangiavano dojo e bevevano inchini. Gli infiniti colpi tirati e numerati in qualche strana lingua orientale o i salti mortali spaccando millemila tavolette sono terminati !

Da oggi esiste il Sensei 2.0 . E con essi tutta la loro schiera di seguaci. I combattimenti sono evoluti e si svolgono in arene di community, forum e gruppi su social network.

Prima di parlare di tutto ciò, occorre una doverosa premessa. Abbiamo accennato al fatto che questo è un argomento delicato e spinoso. Abbiamo parlato di quello strumento fantastico che ha connesso i cuori di mille persone nel bene e nel male.

Ecco la parola magica: strumento. Come qualsiasi espediente comunicativo, parliamo di un mezzo con il quale si può intraprendere informazione, conoscenza, riflessione, ma dall’altro lato può nascere gossip, notizie sbagliate, calunnie, provocazioni e tutti gli altri aspetti negativi che nascono da un cattivo uso di ciò che si sta manipolando.

Il fatto è che, non si tratta solo di comunicare, ma di una vera e propria proiezione virtuale del nostro essere al di fuori dello schermo.

Ragion per cui potete solo immaginare l’insorgere delle distorsioni che una simile proiezione può generare (la trilogia del film Matrix ci insegna qualcosa … forse).

Che tipologie di artisti marziali girano per il web ?

Bella domanda ! (Me la canto e me la suono, lo so)

Possiamo svagarci con tante categorie e descrizioni, e arriverei comunque a finire in una di queste. Possiamo quindi enunciare delle macrocategorie come insiemi aperti. E che ne dite se partiamo da quelle negative ?

Il “so tutto io”

Scontatissima per essere la prima categoria. E cosa uomo_del_monopoli_ace_venturaaspettarsi sennò ? Ma ovvio ! E’ quella più diffusa, in oguno di noi c’è un demonietto di saccenteria e in alcuni si nasconde proprio male.

“Lei, lei è un ignorante, vada a rivedersi la teoria “. Non c’è qualcosa di più odioso. Non per il fatto di essere ignoranti o meno, ma per il modo in cui ti viene sbattuto in faccia. Il nostro tipetto vive di cultura e di poca saggezza. Sa far leva sulla retorica e l’ironia, e ribaltare al minimo cavillo sintattico, verbale, dottrinale. Prende di mira qualcuno che non conosce “come lui”, lo mette in ridicolo per la sua mancata preparazione e glielo fa notare al minimo errore al fine di ottenere consenso in un gruppo di dottrinali come lui per ricevere la coppa invisibile del “più intelligente del momento” che si rubano a vicenda ogni giorno. Talvolta invece fa gruppo solo … con sé stesso.

Se leggendo ti sei accorto che sul “sé” non ci voleva l’accento e hai pensato “cribbio che ignorante”, probabilmente sei uno di quelli.

Tecnica preferita: l’ipse dixit

Quando si tratta di un maestro di Arti Marziali, la cosa preoccupa e fa venire i brividi. Domanda retorica: Ma il Maestro non è colui che umilmente sa di conoscere (cosciente che c’è ancor molto da imparare) e mette a disposizione di chi invece non sa senza fargli pesare la sua non conoscenza ?

La tigre

te_spiezzo_in_due_rockyAltro personaggio poco raccomandabile. “Io picchio te, il tuo maestro e il fondatore dell’arte marziale che fai”. Probabilmente ciò che dice è vero, ma che diamine ! Nel restante 99,99 % dei casi invece si tratta di un millantatore che vive di sfide “a prenotazione” di stampo virtuale. E’ un provocatore nato in senso fisico (quello di prima lo era solo verbalmente) e si affida sul fatto che chi offende si trova a duecento kilometri da casa sua, volendo solo mandare un messaggio per far capire chi è che comanda, stavolta per vincere la coppa del “più forte”. La rabbia è insita nelle sue parole, dalla prima all’ultima.

Tecnica preferita: “ti spiezzo in due” (cit.)

Il vero marzialista non è colui che dice solo “io combatto solo per la mia vita e per difendere quella altrui”, ma quello che sa confrontarsi anche duramente e affrontare perfino la sconfitta, non in situazioni d’onore, ma per crescere d’esperienza e spiritualmente. La sfida reale consiste nel misurarsi e confrontare ciò che si impara in palestra senza vantarsi di aver predominato l’avversario, ma solo avendo colto un’occasione di crescita.

Il criticone

puffo_quattrocchiNon gli sta bene niente. E’ forse la combinazione dei due gruppi precedenti, ma non è detto (perché può essere ignorante come una capra). A volte gli piace solo dar fiato alla bocca. Va in giro per la rete a trovare ciò che hanno di diverso gli altri e lamentarsi di continuo dello scempio appena visto. Petulante e piagnucolone, dimentica sovente di risparmiare i soldi per comprare degli Specchi in casa propria.

Lo fa principalmente perché ha poca autostima di sé e ha bisogno di vedere ciò che fanno gli altri per influenzare i suoi stessi comportamenti e non venir meno al giudizio sociale positivo. Probabilmente quindi lo fa perché è criticato costantemente dagl’altri e incanala questo atteggiamento verso tutti. Esplica tutto, lamentandosi di ciò che non va bene (avendo probabilmente anche ragione), ma non propone una soluzione al problema, ovvero non produce critica costruttiva.

Tecnica preferita: la super-predica

Un artista marziale sa per sé cosa è bene e lo prende, sa cosa è male e lo scarta. Non ha bisogno di riprova sociale, a volte può diventare un personaggio incompreso che intraprende strade solitarie pur di non ricevere il gravante peso dell’approvazione altrui. E lo fa soprattutto in silenzio, agendo direttamente. Quando è in disaccordo, lo dice e cerca una via comune senza compromessi.

L’indeciso/ finto indifferente

Uno che a me personalmente non piace. Anzi non piacciono quasi a nessuno (pure Dante Alighieri li schifava). Non sono né carne né pesce. Non si sbilancia minimamente in una decisione, non si esprime in un argomento sapendo che ha molto da dire, quando si tratta di fare una scelta quasi sempre viene meno. Sono complici passivi di chi partecipa in modo negativo a una discussione su un argomento marziale. Sa che la persona in questione sta sbagliando, ma per non subire attacchi, “indietreggia” e si fa da parte.

Potrebbe però partecipare solo quando in gruppo si attacca verbalmente una persona, lì è sicuro di non avere pareri contrari.

Tecnica preferita: farsi “i c**zi suoi”

Non bisogna confondere il non partecipare a un confronto incostruttivo con un “preferisco non esporre la mia idea per paura di sbagliare”. Si entra nell’argomento con fare non bellico, si propongono alternative e perché no si ricevono delle critiche per migliorare e rivedere il proprio punto di vista. Un Maestro che non ha niente da dire non riuscirà a trasmettere il proprio animo agli studenti, perché imparare e insegnare richiede numerosi tentativi ed errori.

Il guru

Guru_arti_marzialiAltro personaggio, forse di stampo minore, o forse che racchiude in sé tutti gli altri. Senza di lui non c’è salvezza né redenzione.

Detiene la verità sulla realtà che ci circonda. E’ l’eletto. (ma vaffanguru ! Citando un amico)

Tecnica preferita: la certezza assoluta del “Vangelo secondo sé stesso”.

Un Maestro con la m maiuscola è un uomo che vive di continuo dubbio su ciò che sta studiando, su chi sono gli altri e su chi è sé stesso.

Sa che non vi è una meta, né conclusioni. Ha la mente aperta verso altre discipline e sa che può apprendere grandi cose da altri stili.

Fermiamoci qui. Il quadro generale su queste categorie negative ci ha mostrato come ognuno di noi nel suo piccolo fa parte di uno o più gruppi (me compreso). Insiemi poi combinabili tra di loro che generano mostri a piede libero, spesso dimenticando che in fin dei conti DOVREBBERO essere degli artisti marziali, praticanti di quelle discipline che in fin dei conti si fondano sul mutuo rispetto e la crescita nelle relazioni con se stessi e gli altri.

Sarà necessario fare un altro articolo su chi invece interviene in modo positivo ? Forse. Ma potete già immaginare che comportarsi così per gonfiare il proprio Ego da gli spunti necessari per fare esattamente l’opposto. A voi la scelta di decidere dell’uso corretto o meno di quella grande opportunità che è diventata il web.

Per il resto un consiglio molto molto personale: a meno che non navigate esclusivamente per poter accrescere la vostra cultura marziale… che ne dite se ci allenassimo di più e parlassimo di meno ? Lasciamo fare i guerrieri con la tastiera ad altre persone.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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