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Scontro fisico

 Scontro fisico

difesa personale da stradaEccoci giunti alla parte che forse catturerà maggiormente la vostra attenzione (è un po’ lunghetto, ma ne vale la pena), come reagire ai più probabili attacchi dell’aggressore di turno? (Vi invito a considerare comunque di uguale importanza, forse anche di più in quanto prevenzione, la parte precedente).

Le braccia saranno la priorità! Di solito in uno scontro da strada le braccia stanno alla base, esse compiono mille traiettorie casuali finché uno dei due non becca in un punto vulnerabile l’altro, la ferocia e la velocità dei gesti non ci permetterà di ragionare granché, ma vediamo come reagire al meglio contro tutto ciò che riguarda le braccia! (AVVERTENZA! i video che seguiranno sotto sono puramente dimostrativi e fittizi, servono per rendere l’idea con esempi parziali, essendo girati in maniera del tutto controllata potrebbero mancare di vero contenuto emozionale).

Ecco a voi il primo video dello staff, attori non professionisti che si sono diligentemente proposti con la volontà di mostrare la loro passione:

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Di seguito trovate la spiegazione di ogni tecnica mostrata:

1) PUGNI A TRAIETTORIA CIRCOLARE.

Il colpo più comune durante le risse è il “gancio da strada”, parlo di quel colpo circolare tirato senza una meccanica precisa e senza mirare in un punto specifico, l’aggressore si accontenterà di colpire la testa, non mirerà all’occhio, alla gola, alla tempia e così via, solitamente lascerà fare al caso.

Occhio alla traiettoria! Se facciamo boxe ad esempio sappiamo più o meno come tirerà un gancio l’avversario, il tizio da strada può confonderci parecchio, anche con gesti inutili superflui, non dobbiamo lasciarci ipnotizzare dai suoi errori posturali ma usare questi come segnali d’avvertimento! Di solito il bullo da strada “telegraferà” le sue intenzioni, dunque, sebbene il colpo avrà una traiettoria del tutto casuale noi sapremo in anticipo quando sta per attaccare! Se stiamo attenti sarà come se l’attaccante ci avvertisse: “ehi! Prendi questo!” ma tutto ciò ce lo dirà non con la sua voce ma col suo corpo!

Come reagire a questi colpi?

Un buon modo preventivo è quello di alzare le braccia tipo “mani in alto questa è una rapina” quando la situazione si fa pericolosa e lui ci viene vicino a passo svelto, ciò fa si che si comunichi all’avversario che siamo la preda (ricordate di dissimulare le intenzioni) invece creiamo una sorta di guardia contro i colpi circolari!

Al primo accenno di attacco avversario scagliamoci contro con raffiche dirette al viso, ciò confonderà il nostro attaccante prima dell’attacco finale! Se siamo riusciti ad entrare con questi colpi diretti confondendolo, sferreremo l’ultimo attacco in uno di questi punti vulnerabili: occhi, gola, genitali! Sono i principali bersagli da tenere in considerazione se vogliamo salvarci la vita!

2) PRESE AI POLSI.

Può capitare non di rado essere afferrati ad un polso o ad entrambi, con una o entrambi le mani, davanti o da dietro.

La regola base è questa: non provate a liberarvi dalla presa dal suo fulcro!

Sebbene le arti marziali hanno escogitato metodi per liberarsi dal centro stesso della presa, noi concentriamoci sulla base!
Un avversario che ci afferra il polso concentrerà tutta la sua intenzione in quel gesto, se la nostra intenzione schizza in quel punto allora staremo in sua balia! Non servirà dimenarsi poiché quello è il punto sul quale sta concentrando tutto il suo essere!

Come fare allora?

gomitata da stradaSfruttiamo la sua intenzione! Se è bloccato con la mente a immobilizzarci il polso, glielo lasciamo fare, abbiamo l’altra mano libera! Dunque mantenendo la mente al centro di noi stessi (non il centro fisico ovviamente, intendo padronanza di sé) e non sul nostro polso, possiamo reagire adeguatamente con un colpo agli occhi, alla gola o, qualora entrambi i polsi siano impossibilitati a reagire, il ginocchio o la tibia (in base alla distanza) avrà come bersaglio i genitali.

Se ci afferrano entrambi i polsi da dietro possiamo se la distanza è molto ridotta utilizzare una testata all’indietro, se la distanza è maggiore possiamo affidarci ad un colpo di tacco verso il suo ginocchio o la tibia, questo potrebbe non bastare per lasciare del tutto la presa ma certamente sarà ammorbidita e con uno scatto delle braccia, se tutto va come deve, potremmo essere liberi!

3) PRESA DELL’ORSO.

Questa è la classica presa di chi sembra volerci bene, infatti si presenta come un abbraccio, solo che a differenza di chi ci vuole bene, l’abbraccio proseguirà a lungo con forza sempre crescente fino a farci davvero male. Ci sono molte varianti, prendiamone una per volta e affrontiamole di conseguenza.

Premessa: vale per ogni tipologia, se veniamo sollevati da terra cerchiamo di avvinghiarci alle sue gambe, possibilmente dall’interno, ci consente di ridurre le possibilità di essere scaraventati per terra. Inoltre questa tecnica sarà tanto più probabile che si verifichi quanto più è grosso (stazza e/o muscolatura) il nostro avversario.

Frontale sotto le nostre braccia.
Questo è il caso più “semplice” da affrontare. Avremo entrambe le mani e le braccia molto libere, oramai avrete capito che colpiremo con le dita agli occhi o con qualche colpo di taglio (anche un pugno va bene) alla gola, possiamo aggiungere anche un doppio schiaffo simultaneo coprendo le due orecchie dell’attaccante, questo attacco disorienta parecchio, chiunque abbia ricevuto uno schiaffo su questa zona sa come ci si sente “fischiare” l’orecchio e il conseguente senso di smarrimento che si prova, si può anche rompere il timpano con questo colpo.
Anche afferrare il collo dell’avversario e premere con i pollici nell’incavo immediatamente sopra il punto di convergenza delle clavicole è un ottimo modo per convincere l’aggressore a mollare la presa.
Un altro punto si trova dietro l’orecchio, premere con le dita in quella zona provoca parecchio dolore.
Una testata va anche molto bene, insomma ci sono svariati metodi.

Frontale sopra le nostre braccia.

La situazione si complica. Se ci riusciamo, visto che abbiamo le braccia distese verso il basso, afferriamo i testicoli dell’avversario con forza e torciamoli, questo di solito basta.
Se non riusciamo ad arrivare con le mani ai genitali (potrebbe essere dovuto al fatto che il nostro attaccante sia molto più grosso di noi e ci sollevi da terra) possiamo usare la ginocchiata ai testicoli, qui si avrà difficoltà a generare potenza visto la distanza parecchio ridotta ma potremmo farcela.
Anche la classica testata va benissimo se la situazione ovviamente lo permette.
Altra soluzione potrebbe essere quella di calciare col tacco dietro al ginocchio di chi ci ha afferrato, questo colpo può aiutare a far barcollare l’attaccante e creare nuove occasioni per reagire.

Posteriore sotto le nostre braccia.

Anche qui avremo entrambe le braccia libere, dunque una gomitata girata al volto è di facile esecuzione, per non parlare della funzionalissima testata all’indietro.
Se ci sollevano difficilmente la testata sarà applicabile, in questo caso possiamo affidarci ancora alla gomitata o ai colpi di tacco alla tibia, ginocchio e in alcuni casi potremmo persino arrivare ai genitali.

Posteriore sopra le nostre braccia.
La cortissima distanza e la posizione delle braccia faranno si che sia relativamente semplice afferrare i testicoli dell’assalitore e sfuggirgli alla presa, un’alternativa può essere ancora la testata, volendo nessuno ci vieta di unire le tattiche.
Se ci sollevano dal suolo non ci resta che scalciare col tacco su tibie e ginocchia e dimenarsi, se non ci liberiamo dalla presa, con un po’ di fortuna perlomeno l’attaccante essendo disturbato e sbilanciato, ci farà rimettere i piedi a terra per ristabilizzarsi, a questo punto sappiamo cosa fare.

Presa laterale (braccia sopra, braccia sotto, un braccio sopra e uno sotto) e presa frontale/posteriore con un braccio sopra e uno sotto.
Con le nozioni precedenti potrete cavarvela anche in questi altri modi di essere afferrati, ragionateci un po’ su.

4) SPINGERE e TIRARE.

Regola base: se ci tirano spingiamo, se ci spingono tiriamo. Utilizziamo la loro forza!

Frontale.
Come accennato prima, se ci spingono dobbiamo tirare. Una spinta improvvisa può farci fare un bel volo, se prontamente riusciamo ad aggrapparci alle sue braccia, ai polsi, alle maniche della giacca o a quel che abbiamo a portata di mano, riusciremo a sfruttare la sua forza tirandocelo a noi e di conseguenza riprenderemo il nostro equilibrio compromettendo invece quello dell’attaccante, a questo punto potremo attaccare le solite zone vulnerabili.
Se ci tirano ovviamente spingiamo, potremmo fargli perdere totalmente l’equilibrio fino a buttarlo giù (anche se c’è il rischio di cadere con lui), un’alternativa sarebbe quella di entrare con un colpo in un punto sensibile, sfrutteremo la velocità con cui ci tira per rendere ancor più efficace la nostra risposta offensiva.

Posteriore.
Bè una volta che ci spingono da dietro altro non si può fare che cercare di proteggersi al meglio il capo da eventuali urti, se abbiamo un muro davanti a noi cerchiamo di attutire l’impatto con le braccia, altrimenti, se non ci sono ostacoli e stiamo per cadere, sarà il suolo ad accogliere il nostro impeto (ovviamente ci sono tecniche di caduta adeguate alle situazioni, ma rimaniamo sul semplice).
Se invece ci tirano da dietro spesso è possibile usare una testata con grande efficacia.

Laterale.
In questo caso potremmo fondere i due modi precedenti di comportarci. Con il braccio che si trova vicino all’attaccante possiamo tirare (se spinge), spingere o entrare con un attacco (se tira), con il braccio più lontano possiamo far attenzione ad ostacoli o attutire eventuali colpi.

strangolamento strada5) STRANGOLAMENTI.
Premessa: è di importanza vitale applicare una piccola tecnica. Ogni volta che qualcuno esercita una pressione costante sul nostro collo dobbiamo tenere la bocca chiusa e spingere molto forte la lingua contro il palato, questo ci darà degli attimi in più e quindi aumenteremo le probabilità di applicare una qualche controffensiva con successo.

Frontale.
Chi vuol strangolarci frontalmente di solito lo farà con le mani e tenendo una certa distanza. Quello che va assolutamente evitato è il cercar di liberarsi dal suo punto più forte (le sue mani), la mente schizzerà lì ma noi dobbiamo sforzarci di mantenerla nel nostro centro e trovare la prima zona sensibile avversaria e colpirla col massimo della forza a nostra disposizione (attenzione! Più il tempo passa e più il massimo della forza diventa un concetto alquanto relativo!). Dunque i bersagli preferiti saranno occhi, gola e genitali.

Posteriore.
Chi ci strozza da dietro di solito lo farà cingendoci un braccio intorno al collo a cortissima distanza, in questo modo l’attaccante vuole assicurarsi che non scappiamo via. Anche qui vale ovviamente il discorso del non pensare di ottenere la salvezza dal lato forte avversario , quindi cercheremo di afferrare i suoi genitali stringendoli e torcendoli con forza. Se troviamo difficoltà, per via dello spazio, nell’afferrare i testicoli, possiamo colpire di tacco la tibia o il ginocchio, oppure possiamo inclinarci in avanti dandogli un colpo con il bacino; queste manovre possono aiutare a trovare uno spiraglio e poter andare dritti sulla zona sensibile in questione.

6) MORSI.

Ebbene si, anche i morsi dovremo imparare a gestire! Come fare?

L’obiettivo che ci assicurerà la salvezza è la gola! Un colpo anche leggero in questa zona fa si che la morsa si allenti, con un colpo ben assestato o con dei colpi ripetuti la questione si può risolvere molto velocemente.

7) COLPI A RINCORSA.

Alle volte succede che l’aggressore parta in un attacco stile battaglia campale, questo quando lo scontro fisico inizia a distanza medio-lunga.

Come comportarsi?

Non state lì impalati! Due sono le cose: scansarsi all’ultimo momento accompagnando la sua corsa facendolo andare chissà dove oppure anticiparlo con qualche colpo diretto (è importante che l’anticipo sia diretto e non circolare per sfruttare al massimo il suo impeto).

Bene, abbiamo parlato fino ad ora delle azioni più probabili che il nostro aggressore compirà per quanto riguarda la parte superiore del busto, adesso passiamo alla parte inferiore!

Nel combattimento in strada ricordiamoci che i calci altezza viso non esistono! È impensabile che un aggressore fermamente intenzionato a ferirci ci colpisca alzando la gamba fino al nostro volto, tutto questo è degno dei peggiori film di arti marziali.
Né noi né l’avversario ci ritroveremo a tirare calci a quest’altezza perché essendo senza riscaldamento, magari coi jeans, in uno stato emozionale molto forte le probabilità di successo di questo colpo diventano pressoché nulle.
I bersagli dei calci in uno scontro reale saranno concentrati nella parte inferiore del corpo, al massimo l’addome.

1) CALCI DIRETTI.

Attacco molto comune di gambe è il calcio diretto usato per spingere.
Contro un attacco diretto non ci resta che schivare di lato, non pensate di poter incassare l’attacco, c’è sempre il tizio in grado di colpire più forte di quel che riusciamo ad assorbire ed anche qualora riuscissimo ad incassare bene il rischio sbilanciamento è alto, dunque cercate per quanto vi è possibile di schivare e contrattaccare rapidissimamente, concludendo con un attacco agli occhi, la gola o i genitali.

2) CALCI CIRCOLARI.

Questi calci sono molto simili a quelli che si danno ad un pallone, da schivare sono più problematici visto la loro traiettoria, non si può che schivare indietreggiando, questo può essere un vantaggio poiché l’avversario potrebbe sbilanciarsi e uno svantaggio poiché ci allontaniamo troppo dai bersagli che dobbiamo colpire.
Una soluzione potrebbe essere quella di chiudere improvvisamente la distanza entrando con qualche colpo diretto, per compiere un’azione simile però bisogna avere il coraggio di scagliarsi contro l’attacco in corso dell’avversario.

3) GINOCCHIATE.

Questi colpi possono essere tirati solo a distanza molto ravvicinata, ma la distanza non basta per convincere l’attaccante ad usarli, di solito userà le ginocchiate se è riuscito con le mani a piegarci in avanti, da qui una raffica di ginocchiate possono abbattersi sul nostro torace, sulle costole o sul capo.

Cosa possiamo fare?

Una buona soluzione può essere quella di mettere un gomito lungo la traiettoria del ginocchio avversario, potrebbe scagliarsi con tutta la sua furia col quadricipite sulla punta del nostro arto piegato, questo farà parecchio male al nostro assalitore fornendoci l’occasione per sfuggirgli!

Questi grossomodo sono gli attacchi più frequenti con gli arti inferiori che potremmo ritrovarci a fronteggiare in un contesto di scontro da strada.
Ora passiamo alla lotta a terra!

1) NOI A TERRA, L’AGGRESSORE IN PIEDI.

Questa è un’altra situazione spiacevole, infatti capiremo bene la precarietà della nostra situazione, da un momento all’altro potrebbe investirci una pioggia di calci con la punta, il tacco e la pianta, colpendo circolarmente e direttamente a casaccio, situazione complessa da gestire.
Lo so, sembra scontato, ma dobbiamo far in modo di rialzarci il prima possibile!
Cercate di tenere il vostro avversario sempre davanti a voi in modo da avere le gambe come difesa ai suoi attacchi, se non riusciamo ad alzarci velocemente infatti, la nostra soluzione è quella di scalciare da terra mirando a tibie, ginocchia e genitali, questo dovrebbe consentirci il tempo necessario per ritornare in piedi.

2) AGGRESSORE SOPRA.

lotta a terra avversario da sopraAccade non raramente di scivolare a terra nella foga dello scontro e portarsi dietro l’assalitore oppure di essere buttati a terra di proposito. Vediamo i due casi più comuni.

Gambe sotto quelle avversarie.

L’aggressore ci sta sopra poggiando le ginocchia al suolo, le nostre gambe sono più o meno distese passando sotto le sue. Questa è la situazione più complicata.
L’avversario è in posizione di netto vantaggio assalendoci dall’alto con raffiche impressionanti di pugni (maggiormente circolari), quel che si può sperare di fare è coprirsi subito la testa e alla prima occasione dare uno scatto con gli addominali cercando di raggiungere i suoi capelli per torcerglieli oppure ci avvinghiamo al suo collo e una volta ritornati con la schiena a terra tentare di soffocarlo per fargli perdere un po’ le forze oppure causargli dolore con la pressione dell’avambraccio in una sorta di morsa tra esso e il nostro petto.

Gambe all’esterno.

Noi ci ritroviamo in questo caso con le gambe divaricate, il nostro attaccante è poggiato con le ginocchia all’interno. Questa è una posizione poco più vantaggiosa della precedente in quanto oltre ad usare la stessa strategia possiamo più agevolmente sgusciare fuori dalla situazione.

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