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L’abilità tecnica di un rissoso

Tecniche da rissa

colpo da strada rissa pugniBene, abbiamo insistito su motivazioni più o meno razionali (anche se preferirei il termine “comportamentali”) di chi al di fuori delle nostre aspettative potrebbe minare la nostra pacifica serata con gli amici, la nostra passeggiata tranquilla da soli o con chi più teniamo a questo mondo.

Da una prima occhiata superficiale, abbiamo dunque compreso quanto in realtà la coesistenza sociale sia fragile e come l’equilibrio dei rapporti umani possa alterarsi facilmente.

Vi prego solo di una cosa: ora non andate girando con lo spay al peperoncino nella borsetta, o non portatevi dei nunchaku nelle tasche dei pantaloni (camminereste un po’ alla Pinocchio) per avere delle precauzioni o per aumentare la vostra ansia e paranoia.

Continuiamo piuttosto il discorso intorno al “conosci il tuo nemico”. Cosa manca all’appello ?

Ah già. Se ce ne troviamo uno di fronte, che capacità può avere ? Perché dopo millemila anni di Sonoilpiùforte-Do al primo incontro spiacevole, il muratore di turno (non me ne vogliano i muratori, uso questo termine proprio per la possenza delle loro braccia nella manovalanza) mi ha messo K.O. in due secondi ?

La mia Arte dunque a quanto pare è inutile … NO ! Questo è l’atteggiamento di chi ha bassa autostima e non confida nelle sue capacità di miglioramento ! (eccezion fatta per quei “maestri” che hanno danneggiato i loro allievi sul serio)

Una prima risposta ci arriva da un antico testo giapponese che parla di Kendo, il Tengu-geijutsu-ron (discorso sull’Arte dei Tengu):

Sono molti quelli che, mentre sono intenti da una parte a ribattere, dall’altra a parare un colpo, sono tenuti in scacco da un avversario rozzo, ma forte e vengono costretti alla difesa e non assestano alcun fendente. E tutto questo accade solo perché si sono rifugiati nella consapevolezza.

Quell’avversario rozzo, invece, non sa come si debba reagire, né possiede un cuore che possa all’occasione attaccare o ribattere, ma per il fatto che per natura è un ragazzo robusto e non ha paura di niente, e non attribuisce al nemico un valore superiore a quello che attribuisce a un insetto, non si consegna con tutto il suo cuore a questa situazione e non vuole nulla per forza, e non è neppure rigido e non si chiude, non aspetta e non si trattiene, non ha dubbi, né è agitato e appena si trova davanti all’avversario, non indugia nella riflessione.

La sua energia e il suo cuore sono liberi in egual misura. Per la qualità della sua energia, è superiore alla maggior parte dei maestri di spada che nel mondo godono di considerazione. Ciò nonostante, non lo si può considerare bravo.

Il testo continua spiegando che il problema di chi viene messo in difficoltà da un avversario fisicamente forte è dovuto al fatto che diamo forma ai nostri pensieri nel momento in cui ci alleniamo o combattiamo. Facciamo insomma il gioco della mente. Il nemico va a colpire proprio questa forma e ci prevalica facilmente, perché siamo intenti a pensare ad altro.

Ecco dunque spiegato perché qualcuno che non ha mai praticato arti marziali, può facilmente soggiogare chi da anni invece “pratica”.

Manca una questione annosa. Quali sono le armi di un rissoso ? E quali tecniche può adoperare ?

aggressione rissa attacco a terraLa risposta è già stata messa per iscritto dal Sensei Patrick Mc Carthy, con i suoi HAPV (Habitual Acts of Phisical Violence), gli attacchi più frequenti statisticamente in una rissa, una bella lista che comprende:

  1. Calci diretti
  2. Calci angolati o circolari
  3. Pugni diretti
  4. Pugni circolari
  5. Pugni con rincorsa da lontano
  6. Colpi verso il basso
  7. Colpi verso l’alto
  8. Colpi del ginocchio e del gomito
  9. Testate, mordere e sputare
  10. Stretta ai testicoli
  11. Torsione del piede / gamba oltre la loro naturale escursione
  12. Tirare i capelli dalla parte anteriore / posteriore con una o due mani
  13. Soffocare dalla parte anteriore / posteriore con una o due mani
  14. Soffocare da dietro la parte anteriore del collo
  15. Presa classica alla testa
  16. Mezzo Nelson o Nelson completo (una tecnica di lotta che consiste nell avvolgere il proprio braccio dietro al collo dell’avversario spingendo la testa verso il basso dalla sommità del capo)
  17. Bear Hug (presa con due mani simile a un abbraccio) da dietro sopra alle braccia (e variazione laterale)
  18. Bear Hug da dietro sotto alle braccia (e variazione laterale)
  19. Bear Hug frontale sopra alle braccia (e variazione laterale)
  20. Bear Hug frontale sotto alle braccia (e variazione laterale)
  21. Placcaggio anteriore o da dietro
  22. Afferrare il polso con una mano o due mani (normale o modo inverso)
  23. Presa di entrambi i polsi
  24. Afferrare entrambe le braccia frontalmente o posteriormente
  25. Presa singola o doppia alle spalle
  26. Bloccaggio del braccio da dietro
  27. Leve articolari frontali con fulcro sulle braccia (può succedere casualmente, non è molto probabile se l’attaccante non è un praticante di arti marziali)
  28. Leve articolari da dietro (ruotare il braccio dietro la schiena è invece molto più probabile che accada)
  29. Presa singola o doppia al bavero/colletto della giacca
  30. Spinta con una o due mani
  31. Portare la maglietta o gli abbigliamenti sopra alla testa, così da impedire movimenti e la visuale
  32. Buttare a terra e mettersi “a cavallo” dell’avversario per colpirlo con pugni
  33. Prese dalla gamba o dalla caviglia
  34. Calci e colpi qualora cada a terra un avversario per far sì che ci rimanga
  35. Schiaffi

E la lista a mio avviso potrebbe continuare ancora per molto, ma in generale sono questi i più comuni fra chi non ha formalizzato le sue tecniche, perché , semplicemente … le esegue istintivamente !

Come le tira queste tecniche ? Non avendo fatti studi in materia, si butterà quasi alla cieca, ma colpirà con la SUA massima velocità finché qualcosa non andrà a segno. Altra peculiarità è che non avendo una scioltezza derivante dallo stretching, è molto improbabile che riceverete calci al di sopra del busto o tecniche che richiedono grande abilità per essere padroneggiate (calci girati all’indietro), che poi nel caso di specie, poco e niente servono. Evitate dunque piroette inutili, perché è ciò che fa il vostro nemico, usa solo l’essenziale !

Ricordiamoci però delle tipologie di avversari di cui abbiamo parlato l’altra volta, il represso vi attaccherà con una grande dose di rabbia, l’ubriaco invece vi verrà contro barcollando. Sfruttate queste situazioni ! Chi è in preda alla rabbia, può farvi un gran male se mi prende, ma perde completamente il controllo del suo corpo e i suoi colpi diventano sì più potenti, ma anche molto più lenti. L’ubriaco avrà gran difficoltà a stare in piedi e avrà una vista offuscata, prendetelo dal baricentro e proiettatelo a terra (non è una tecnica assurda, avrete tutto il tempo di farla anche perché i riflessi altrui saranno inefficaci a causa dell’alcool).

Dunque non è detto che si presenteranno per forza questi attacchi, e in questa sequenza, ma è molto probabile che avvenga. Questo discorso deve far riflettere qualsiasi praticante.

L’avversario è sempre variabile e multiforme ! Sopravvalutare e sminuire, sono atteggiamenti da principiante ! Cominciate dunque ad allenare efficacemente le vostre tecniche principalmente per questa variante di tecniche, non c’è bisogno di corsi separati di difesa personale, la vostra Arte contiene già tutto !

Sarete voi dunque, allenandovi, a immaginare il reale pericolo che dovrete affrontare e ad affinare le armi a vostra disposizione, sia mentali che fisiche. Percepite quel pericolo, sentitelo come se scorresse nelle vostre vene, e automaticamente sentirete l’adrenalina che sale a mille, quella è la sensazione che volete rimanere vivi e a tornare da chi per voi conta di più. Non ignoratela.

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