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Karate VS MMA: Separati alla nascita? (Parte 2)

Continua il nostro viaggio attraverso l’analisi differenziale ma non dicotomica della mma e del karate

Se vi siete persi la prima parte di questo articolo cliccate qui

Dove eravamo rimasti? Ah, giusto: Esiste una vera differenza tra Karate e MMA?

hadaka jime presa al collo soffocamentoSe parlassimo del fenomeno sportivo/mediatico delle MMA potremmo forse affermare che i contendenti dei più famosi tornei di arti marziali miste del mondo, tra cui spicca l’UFC (Ultimate Fighting Championship), vendono la propria arte per soldi, fama, riscatto o appagamento personale, a favore del pubblico che si gode una “sana scazzottata” (le MMA sono il 5° sport più seguito negli USA).

Anche gli antichi lottatori greci e i pancrazisti però mostravano le loro abilità di fronte al pubblico per le stesse ragioni degli odierni MMA Fighters, venendo acclamati dalla folla greca come dei veri e propri idoli.

 

I praticanti di Toudi erano anche loro soliti testare le proprie abilità nel Kake Dameshi (questa pratica consisteva nell’accettare e proporre duelli) o ancora andare nei quartieri malfamati di Okinawa e scatenare risse. Famosi sono gli episodi che si tramandano su Motobu Choki o le imprese narrate da Funakoshi Gichin nella sua autobiografia Karate Do: Il mio stile di vita riguardo ai suoi due maestri Anko Asato e Anko Itotsu.

Inoltre anche nel Karate le competizioni non mancano, vista poi la proposta al COI di includere il Karate nella lista degli sport olimpici (il famoso slogan The K is on the Way) e i Campionati del Mondo WKF a Bercy (Parigi) che si stanno svolgendo proprio mentre sto scrivendo.

Citando Franz Kafka (Quaderni in ottavo, 1916/18):

“Uno dei più efficaci mezzi di seduzione del male è l’invito alla lotta.”

Il problema qui si sposterebbe quindi sul fatto che le competizioni siano un bene o un male per le Arti Marziali “Tradizionali” (come la famosa critica che si fa al Judo Olimpico), ma questa è un’altra questione ben più complessa che necessiterebbe più tempo e spazio per essere trattata…

Un’altra critica piuttosto comune è che i lottatori di Pancrazio/MMA non curino l’aspetto filosofico e spirituale dell’arte. Ma anche qui le argomentazioni di dibattito non mancano.

Tralasciando il fatto che molti studiosi del mondo antico (tra cui lo stesso Archimede) erano campioni di lotta, si può contare sull’idea che le gare occupino solo un periodo più o meno breve della vita di un praticante.

Anche se ora nel Karate sono state programmate anche gare per la categoria Master (over 35 anni), la stragrande maggioranza dei concorrenti ha meno di 30 anni. Sta dunque ancora una volta al karateka decidere verso ove indirizzare la sua pratica.

Io mi affido al vecchio proverbio Bun Bu Ryo Do (“I sentieri gemelli della penna e della spada”). Non bisogna trascurare alcuna parte della pratica, perché il carro del Karate riesce a proseguire solo se le due ruote (parte fisica e parte intellettuale) sono presenti: una ruota può essere più o meno curata dell’altra, ma ci deve essere o il carro andrà fuori strada.

Come suole dire il mio maestro: “Il Karate è come una spada: sta a te fare in modo che il filo sia il più tagliente possibile!”

                                                        bunburyodo

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Sulla Via del nebuloso Do.

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