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Come rendere vivo Oitsuki ? 2

Considerazioni finali sull’uso di Oi tsuki

oi tsuki kumite(per l’articolo precedente clicca qui) In caso, invece di Oyo Kihon, ossia di Kihon applicativo e pratico, cambia tutto.

Qui si porrà meno attenzione alla forma corretta, che pure è fondamentale nel passaggio da “kata” a “jissen” (ossia da pura tecnica e tecnica reale), concentrandosi sull’idea di essere effettivamente nel bel mezzo di uno scontro.

La postura sarà naturale, per lo più alta. La guardia si concentrerà sul volto e sulla linea centrale del tronco, e le tecniche non andranno “bloccate” a mezz’aria, ma sempre richiamate con velocità pari o superiore a quella dell’esecuzione.

In altre parole, non si eseguirà Hikite, ma si lancerà la tecnica e subito si ritrarrà il braccio, riportandolo in guardia. La mano normalmente usata da Hikite, invece, rimarrà al suo posto, segnendo semplicemente il movimento naturale del corpo nel corso dell’esecuzione della tecnica.

Anche in questo caso sarà utile variare gli spostamenti, lavorando in Taisabaki, in Tenkan, variando le altezze mantenendo le gambe “morbide” ma al tempo stesso “tese”, pronte a scattare. Il tallone sarà tendenzialmente sollevato, per assecondare il movimento di Gamaku, e si potranno tentare combinazioni di Fumikomi (ossia percussione del suolo con la gamba che avanza al fine di caricare meglio il peso sul pugno), colpi circolari e via dicendo.

L’importante sarà tornare sempre in guardia e lasciare che tutto il corpo sia rilassato, con le punte dei piedi in posizione di “spinta” al fine di non lasciare mai che il piede posteriore risulti “morto”, ossia privo di energia, alla fine della tecnica.
Quando, infine, si voglia applicare Oitsuki al Kumite effettivo, si potrà agire come nel Kihon applicativo e in quello di base al tempo stesso: per fare un esempio, si potrà usare Hikite per afferrare l’avversario, tirarlo a sé e nel frattempo avanzare per colpire con un pugno cortissimo il suo volto, o per usare il gomito su tempia, plesso, fianchi…

Si potrà eseguire un taisabaki in avanzamento per superare la sua guardia e mirare alla tempia; o avanzare frontalmente in fumikomi, penetrando la guardia dell’avversario e colpendolo con un pugno circolare in oikomi (ossia mawashitsuki, kagi tsuki, furiuchi ecc., usati come Oitsuki) sull’angolo cieco…

Insomma, come si nota le applicazioni in Kumite sono molteplici, ma per arrivare a gestirle correttamente sarà fondamentale allenare prima l’uso di Gamaku, la gestione della “guardia” e soprattutto eseguire Oitsuki, nelle sue infinite varietà, a livello di Kihon.

Con questo abbiamo, almeno per ora, terminato il discorso relativo a Oitsuki. In realtà ci sarebbe moltissimo altro da dire, ma prima sarà utile approfondire altri temi fondamentali, quali il succitato corretto uso di Hikite e, successivamente, il modo corretto di estendere il braccio quando si tira un pugno.

Nel corso dei miei due decenni di pratica, ho avuto modo infatti di ricevere numerosi insegnamenti al riguardo, ed è stato grazie a questo che sono giunto alla conclusione che nel Karate le tecniche sono sempre circolari, e mai veramente rettilinee come viene insegnato in genere.

Ma di questo, se vorrete, parlerò un’altra volta…

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