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Atteggiamenti difensivi e precauzionali in caso di scontro

Prevenire è meglio che curare

difesa personale rissaInizio con una premessa: tutto ciò che andrete a leggere è una lista parziale dell’immenso mondo racchiuso in uno scontro, infatti ci si trovano dentro psicologia, fisica, anatomia, stati mentali e chi più ne ha più ne metta.

Ora capirete che ogni cosa appena citata è una materia a sé ed è impensabile trattarle qui tutte in maniera esaustiva, però si possono dare consigli più o meno generali sul come agire in determinate situazioni incresciose.

Una seconda premessa è doverosa, nel contesto reale, anzi REALE, dovete togliervi il concetto di codardia e scorrettezza, non ci sono regole, per molte situazioni l’onore va a farsi friggere, l’obiettivo è sopravvivere, perciò potreste arrivare a dare il portafogli in tutta serenità o prendervi degli insulti senza proferire parola, potreste ritrovarvi ad accecar l’avversario o a stringergli i testicoli con forza. QUESTA NON È CODARDIA, È STRATEGIA!!

Credetemi, non c’è né tempo né spazio per pensare alla filosofia o a tecniche coreografiche, qui si entra nel crudo dell’azione, niente rispetto e nessuna pietà, questo è il comportamento che ci riserverà l’attaccante, dobbiamo agire di conseguenza cercando in tutti i modi di EVITARE lo scontro fisico, ma qualora capitasse, per salvare la propria vita l’unica regola è usare TUTTO quel che ci è possibile usare!

Iniziamo ovviamente per gradi, partiamo dall’esterno e pian piano ci addentriamo.
PREVENZIONE.

Tutti conosciamo il detto “prevenire è meglio che curare”, niente di più vero. Dunque stiliamo una lista dei vari punti da tenere d’occhio!

1) AMBIENTE.

discoteca ambiente rissaScrutare ciò che ci circonda è il primo passo nella prevenzione, capiremo bene che una mattinata in spiaggia ha una probabilità minore di dare origine ad uno scontro fisico rispetto una serata in discoteca. Dovremmo sempre cercare di evitare vicoli bui, spazi stretti e zone isolate. Certo, alle volte avremo necessità di infrangere questi luoghi, dunque occhi aperti!

Scrutare l’ambiente oltre che aiutarci a capire le zone “sicure” (in realtà non ce ne sono, le definiamo sicure per la bassa probabilità di conflitto) ci fornisce ottimi indizi sul come comportarci nello sfortunato caso di scontro, faremo attenzione a eventuali vie di fuga, ostacoli e ripari. Se ci troviamo in luoghi chiusi, quando la situazione inizia a farsi pesante, è sempre bene cercare di avere l’uscita alle spalle in modo d’aver via facile per fuggire.

2) PERSONE.

Ebbene si, qui rischiamo di toccare la banalità, qui l’abito spesso fa il monaco! C’è da sottolineare il fatto che noi più o meno consciamente utilizziamo il nostro corpo come un vero e proprio cartellone pubblicitario! I disegni sulle maglie, gli anelli, gli orecchini, i tatuaggi, il taglio di capelli e altre innumerevoli caratteristiche forniscono continuamente informazioni di noi a chi ci osserva!

Dunque per fare un esempio mi pare chiaro che, se osservando un tizio al bar notiamo tra l’indice e il pollice qualche linea e/o puntini tatuati, forse è meglio stare attenti poiché quello è un tatuaggio di riconoscimento dei camorristi, un vero e proprio ordine gerarchico!

Fattore molto importante inoltre è il volto. Cenni, tipi di sorrisi e sguardi sono alcuni degli indizi che possono aiutarvi a capire cosa pensa o prova una persona e il tipo di persona che stiamo osservando.

Abbinare il fenomeno “cartellone pubblicitario” al volto nella sua totalità è un ottimo modo per farsi una prima idea di una persona e prendere le giuste precauzioni. Ovviamente bisogna avere allenamento e capacità di giudizio che l’esperienza quotidiana potrà regalarci.

Importantissimo! Osservare senza farsi notare! La gente non ama essere fissata, perciò fate tutto con discrezione! Soprattutto guardare negli occhi, questo perché secondo vari psicologi si guarda negli occhi per più di due secondi solo se si ama o si odia, osservare in questa maniera è un invadere lo spazio altrui, quindi se non stiamo attenti potremmo dare il via ad una catena disastrosa con il primo anello che porta il nome di: “cazzo guardi?”.

Curiosi per il punto 3 ? Bhè non vi resta che attendere la continuazione di questo articolo (dove metteremo per la prima volta un video fatto dalla redazione di Karatesen !). Per il momento allenate le meningi ad immaginare come adattarsi ad un contesto ambientale e a riconoscere le caratteristiche delle persone !

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