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Kentsu Yabu, il sergente del karate

Kentsu Yabu e i contributi al nascente karate moderno

yabu kentsu karateIl Maestro Kentsu Yabu nasce nel 1866 (secondo altre fonti nel 1863) da una famiglia di nobili origini e appartenente alla media aristocrazia (rango penchin), il cui lavoro era soprattutto l’amministrazione civile o l’applicazione del diritto vigente.

Sin da bambino quindi ricevette probabilmente le migliori possibilità formative e culturali nella calligrafia, nella conoscenza politica e nozioni sulla pedagogia confuciana. Non a caso il nonno paterno Ken’yo fu maestro nella disciplina dell’arco del Signore Ikegusuku e il padre era calligrafo di corte.

Figlio maggiore di Kenten Yabu e Morinaga Shun, Kentsu Yabu nacque a Shuri-shi (Yamakawa-cho) nell’isola di Okinawa. Conosciuto in infanzia come Kamadu, Kentsu Yabu aveva tre fratelli, tre sorelle e tre sorellastre.

Il secondo fratello Kencho, era un laureato presso l’ Isei Ishi Kyoshujo (Istituto di Medicina e Biologia), ma morì all’età di 25 anni. Il terzo fratello, Kenkyu, era un noto pittore e calligrafo.

E` stato allievo diretto – sin dalla tenera età – del Maestro Matsumura Sokon, ma apprese forse molto anche da Itosu Anko, poiché erano i maestri più influenti a quel tempo.

Probabilmente cominciò da bambino la pratica del karate, poiché si narra che egli fu attratto da questa disciplina per il fatto di essere fisicamente più energico e forte dei suoi coetanei, ed è ragionevole credere che fu intorno al 1880.

Venne arruolato per combattere la guerra tra Cina e Giappone per ottenere il controllo della Corea del 1894-95, le cronache riportano come fosse stato uno dei pochi abitanti di Okinawa ad essere arruolato, nonostante fosse concessa agl’abitanti dell’isola un’esenzione dal servizio militare. Questo perché voleva dimostrare di avere la stoffa di qualsiasi giapponese dell’entroterra nipponico.

yabu kentsu giovaneGichin Funakoshi a tal proposito scrive nel suo Karate-Do Nyumon:

[…] Durante la guerra cino-giapponese, un giovane che si era allenato duramente per mesi con Itosu prima di entrare nell’esercito fu assegnato alla divisione Kumamoto, dove l’ufficiale medico, notando il suo perfetto sviluppo muscolare, gli disse: “So che vieni da Okinawa. In che arte marziale ti sei allenato?”.
La recluta rispose che il lavoro di fattoria era sempre stata la sua unica occupazione, ma un amico che era con lui si lasciò scappare di bocca: “Pratica il Karate”.
Il dottore mormorò semplicemente “Capisco, capisco”, ma ne rimase profondamente impressionato.

Durante la medesima guerra ottiene velocemente sia il grado di sergente che quello di tenente, anche se verrà poi soprannominato dai suoi allievi come Gunsu (“Sergente” e non Chusa, cioè tenente) per i suoi modi militaristici sia nell’insegnamento che nella vita quotidiana. Si narra che essendo stato il primo okiwanense ad ottenere questi encomi militari, la sua uniforme e la sua spada sono stati conservati nel castello di Shuri.

Numerosissimi sono gli aneddoti e le leggende relative alla sua enorme forza derivata da una tecnica perfetta soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo della mano aperta.

Probabilmente aveva una debole pazienza, dato che si narra perfino che abbia ucciso un suo subordinato con un teisho e di aver subito dunque un processo per omicidio, per poi essere scagionato per aver usato una tecnica a mano aperta e non un pugno (paradossalmente illegale, mentre il primo colpo non lo era). Per dar dimostrazione della tecnica, si dice abbia colpito delle tegole davanti al giudice, che gli concesse l’assoluzione.

Le cronache riportano che i suoi kata preferiti fossero Gojushiho (modificato dal suo maestro Matsumura) e Naihanchi.

Al suo rientro dalla guerra, nel 1902, comincia ad insegnare nelle scuole di Shuri assieme ad Itosu, durante il quale imponeva, per l’appunto, ai suoi studenti la ripetizione incessante – le leggende parlano di 10 mila all’anno (una media di 28 ripetizioni al giorno quindi) – del kata Naihanchi (quello che oggi è chiamato Tekki).

Probabilmente il Gojushiho modificato da Matsumura (che anticamente aveva origini cinesi) fu influenzato dalla danza delle Ryukyu, divenendo più sinuoso, e paragonabile al moto delle onde, che quando si infrangono colpiscono con forza.

yabu kentsu anziano shorin ryuC’è un’altra leggenda che narra che Yabu Kentzu abbia affrontato e sconfitto un altro grande karateka dell’epoca in un incontro privato per pochi spettatori: Choki Motobu. Ma non ci sono prove a seguito di questa affermazione, probabilmente tutto ciò non è mai avvenuto. Piuttosto che nel karate, forse, i due si sono confrontati nel Tegumi, il sumo di Okinawa, perché Yabu ne era un grande appassionato.

Durante gli anni ’20 si reco diverse volte in America, per fare visita al figlio primogenito Kenden, soprattutto in California e nelle isole Hawaii dove diede anche diverse dimostrazioni del Karate di Okinawa e con la ripromessa che se il figlio avesse dato alla luce un maschio, egli lo avrebbe riportato ad Okinawa per insegnargli la tradizione.

Nel 1924 chiede di divenire socio fondatore di un’iniziativa per la tutela del Tode delle Ryukyu e in seguito, nel 1934, partecipa al gruppo che cambiò i caratteri tradizionali riferiti alla parola karate, passando dal significato “mano cinese” a “mano vuota”.

Muore nel 1937 a Shuri di tubercolosi.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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