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I Kata nel Judo: significato e storia delle forme (Pt. 2)

Randori¹ no Kata: introduzione e lettura di  Nage – no – Kata

NAGE NO KATA: compone insieme a Katame no Kata, il  Randori no kata, è composto da 15 tecniche di proiezione (Nage waza) eseguite sia sul lato destro che sul lato sinistro, suggerendo quindi un modus operandi volto ad uno sviluppo armonico e simmetrico del corpo grazie alla pratica ambidestra delle tecniche. Le forme dei lanci, propongono inoltre lo studio dello squilibrio, del contatto e della proiezione. 
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Nage no kata è composto da: 

 

Nage no Kata

 Principi esecutivi del Nage no Kata: 

  • cinque esempi di OMOTE ( in questo caso si tratta dell’opportunità d’attacco offerta da UKE a TORI ) 

    1,1 ( Uki Otoshi ) approfittando della forza applicata da Uke in spinta
    1,3 ( Kata Guruma ) sfruttando la mancanza d’attenzione di Uke
    2,2 ( Harai Goshi ) agendo inavvertitamente
    3,1 ( Okuri Ashi Barai ) sfruttando il movimento
    5,1 ( Yoko Gake ) approfittando della posizione
  • quattro esempi di SEN ( iniziativa presa da TORI ) 

    3,3 ( Uchi Mata ) cambiando direzione 
    4,1 ( Tomoe Nage ) provocando la reazione di Uke
    4,3 ( Sumi Gaeshi ) creando il vuoto
    5,3 (Uki Waza ) Tirando oltre il limite
  • tre esempi di GO NO SEN

    1,2 ( Seoi Nage ) armonizzando con l’azione di Uke
    2,1 ( Uki Goshi ) rompendo l’azione di attacco di Uke
    4,2 (Ura Nage ) Unendo la propria forza a quella applicata da Uke durante l’attacco
  • due esempi di rottura del ritmo ( nel kenjutsu la rottura di ritmo viene definita Hyoshi³ )

    2,3 ( Tsuri Komi Goshi ) eseguendo damashi²
    5,2  (Yoko Guruma ) renraku 
  • un esempio di SEN NO SEN ( Intuire l’intenzione)

    3,2 ( Sasae Tsurikomi Ashi) 

 KenshiroAbbe-Uki otoshi
Nella foto, il Maestro Kenshiro Abbe esegue UKI OTOSHI


1) Randori: da RAN: pratica libera e DORI: due prese 
2) Damashi: fantasma, spirito, e per estensione inganno, disorientamento. Nel judo è un termine legato ad un atteggiamento preso durante il randori. Ingannare l’avversario e spianarsi la strada per eseguire un attacco.
3) Hyoshi: Termine preso in prestito dall’arte della spada, secondo Musashi, indica la rottura del tempo esecutivo. Egli usa per la prima volta questo termine nel primo libro del Go rin no sho, chi no maki ( Heiho no hyoshi no Koto). 

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Sulla Via del nebuloso Do.

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