Home / Tecniche / Principi / Riarmi, gli invisibili e dimenticati sconosciuti

Riarmi, gli invisibili e dimenticati sconosciuti

Parate, riarmi e occhi pigri

Quando da anni analizzi e studi una determinata tecnica, spesso dopo estenuanti sessioni di allenamento, di interminabili ripetizioni (coscienti o non), puoi renderti conto di un grande inganno.

parata soto uke yoko geriInganno ? Ma stiamo parlando di arti marziali mica di truffe ? Forse troppe ore di quel meraviglioso film che è “la Stangata” con Paul Newman e Robert Redford ?

No. Qualcosa di più sottile. Qualcosa di più labile. La tecnica è in sé una truffatrice nata, ma lo fa a fin di bene.

Non ci mostra subito le sue reali intenzioni, ma resta in silenzio a vedere se prima o poi ti accorgi dei suoi più profondi segreti. O meglio, ti fa soltanto credere di averla compresa a pieno.

Perché parlare così di quello stupendo strumento che è la tecnica per l’artista marziale ?

Tra le sue sfaccettature, l’occhio pigro ne vede spesso solo l’esecuzione finale.

Ad esempio ? Bhè… l’esempio più lampante sono le cosiddette “parate” !

Quando immaginiamo una parata, che sia un film, che sia il kumite vero, spesso immaginiamo di bloccare il colpo dell’avversario con le nostre magiche doti di previsione, ed è magari è lo stesso avversario a farsi male. Perché è andato a finire sul nostro poderoso braccio d’acciaio robotizzato.

E invece non è così che deve andare ! Troppi anni passati a farsi le braccia tumefatte non assicurano i benefici di uno studio un po’ più attento ai suggerimenti che invece le tecniche di parata prevedono.

Che tipo di benefici ? Ora mi spiego meglio. Di solito l’esecuzione di una tecnica prevede queste fasi:

  1. Posizione di partenza
  2. Riarmo dell’arto (quello che nel gergo è ad es. il ginocchio che si alza prima del calcio o il gomito prima di tirare l’uraken uchi)
  3. Il colpo vero e proprio
  4. Di nuovo il riarmo
  5. Posizione di partenza ancora (per un nuovo ciclo)

Ciò che voglio dirvi è che molti artisti marziali si soffermano sullo studio del punto 3 ma trascurano del tutto il punto n° 2. Ma le fasi 2-3-4 sono intimamente legate, vibrate e non c’è distinzione di kime tra esse.

Cosa è successo nel tempo ? La parata bassa serve solo a parare un calcio frontale, la parata alta a un pugno in faccia, quelle al centro del corpo solo per parare dei pugni come gyaku tsuki. Ed era inevitabile che andasse a finire così !

Perché questo ? Perché analizzandone solo la parte finale, si è andati a localizzare la tecnica in quella parte del corpo esposta all’attacco. Mentre così non è ! Spesso la tecnica comprende più di una parte, se non tutto l’intero corpo a partecipare.

A cosa può mai servire tale riarmo ? Bhè nelle parate classiche è l’intermezzo dalla contrazione dell’arto che ha colpito/parato e il ritorno del pugno al fianco con l’hikite. Voglio sottolineare che il concetto di riarmo non si sottintende solo ed esclusivamente alle tecniche di parata, ma in un certo qual senso qualsiasi tecnica ha in sé quelle 5 fasi richiamate prima, ma ne varia la forma. Così ad esempio in un calcio frontale, se l’avversario incalza, il riarmo diventa ginocchiata (che non ha potuto colpire di piede ed è corsa ai ripari).

Perché riarmare e non parare ? Perché la funzione primaria del riarmo nelle parate è assorbire il colpo avversario, assecondandolo, non andandogli contro ! (sarà il magnifico concetto di cedevolezza, quel famoso “Ju” del jujutsu e del judo ??). 

Così nelle quattro parate fondamentali (uchi uke, soto uke, age uke e gedan barai), il discorso si amplifica e si notano sfaccettature che forse prima sfuggivano.

La “parata” diventa un contrattacco, una leva, una proiezione, un soffocamento o un colpo della lotta a terra.

Ho cercato con le mie poche abilità, la mia poca esperienza e la mia poca età di dimostrarlo in questo video mettendoci questa volta la faccia:

{youtube}78Nok5BZid8{/youtube}

Il mio intento non è quello di mostrare realtà assolute, né di imporre la mia visione, né ancora quello di voler mostrare tecniche complicate come alcune se ne vedono applicate. Piuttosto ho preferito mostrare l’infinita varietà di applicazioni possibili che non sono riconducibili unicamente alla parte finale della tecnica.

Nel gedan barai vedrete che il riarmo potrà deviare un pugno al volto e nello stesso tempo, attaccare alle costole. Nell’age uke potrete vedere addirittura un mawashi tsuki (colpi che il karate col tempo ha dimenticato per via del regolamento a impronta sportiva), etc etc etc… 

Così l’occhio pigro torna a svegliarsi, proprio come abbiamo visto anche qui !

Vi auguro una buona visione ! E siate aperti alle critiche, non al criticismo !

About Karatesen

Sulla Via del nebuloso Do.

Check Also

Tecniche da vecchi

Tecniche da vecchi Titolo bizzarro non credete? Cosa intendo io per tecniche da vecchi? Bene, ...

Lascia un commento