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La visione periferica

Visione periferica e sguardo “nel vuoto”

La visione periferica, un principio semplice e basato su una realtà anatomica, andrebbe utilizzata sempre al posto di quella diretta: non dobbiamo mai portare gli occhi sul bersaglio.

visione perifericaLa frase “guardare lontano per vedere vicino, e vicino per vedere lontano” vi dice qualcosa? È un’ottima definizione molto conosciuta, è usata da Maestri del presente e del passato, nelle più svariate discipline, se proprio non vi viene un nome famoso ve lo cito io: Miyamoto Musashi.

Quest’ultimo (ma anche altri prima di lui, come Sun Tsu) nel suo “libro dei cinque anelli” (se neanche questo vi dice nulla è ora di iniziare a ricercare al riguardo) usa le suddette parole per indirizzarci ad un preciso modo di guardare, il modo periferico.

A questo punto è il momento di entrare più nello specifico.

Lo stimolo recepito dagli occhi quando si fissano su qualcosa sarà elaborato in maniera cognitiva dal cervello, inizieremo a pensare a quello che stiamo guardando; con la visione periferica naturalmente lo stimolo sarà recepito ugualmente ma il cervello “non ci penserà su”.

La visione periferica è molto importante, gli occhi sono estremamente legati alla mente; capirete bene che fissare lo sguardo su una cosa significa di conseguenza fissare la mente, e quando fissiamo la mente su una cosa la cristallizziamo impedendole di fluire con il continuo mutare del presente.

Se noi fissiamo gli occhi sulle braccia del nostro avversario (per fare un esempio) imprigioniamo la mente proprio lì in quel punto e tenderemo ad ignorare le altre sue parti del corpo (per non parlare di avversari multipli!), così facendo, per tenere a bada un eventuale attacco di gambe, dovremo “staccare” gli occhi (e quindi la mente) dalle braccia e fissarla alle gambe e cercare di gestire la situazione.

Credo sia di facile intuizione (soprattutto per chi ha fatto qualche sessione di sparring) che un simile atteggiamento visivo sia particolarmente inadeguato per affrontare uno scontro, eppure in molti (anche chi ha alle spalle qualche anno di pratica) sono i praticanti che in alcune circostanze fissano lo sguardo, bisogna fare attenzione.

visione periferica bruce lee

Ma il discorso non vale solo negli atteggiamenti difensivi, molto spesso si cade nel grossolano errore di guardare (anche solo per un istante) la zona da colpire prima di colpirla (e un praticante navigato se ne accorgerà subito!) telegrafando i nostri gesti e rivelando quindi la nostra intenzione!

Bisogna lasciare gli “occhi liberi” per poter agevolare la “non-intenzione”.

Utilizzare la visione periferica è un po’ come lasciar cadere lo sguardo nel vuoto, basta un nulla che… Boom! Rieccoci qui. Lo sguardo “vuoto” ci garantisce una sensibilità tale da percepire l’istante stupendoci di noi stessi.

È molto difficile far comprendere ulteriormente questo concetto, faccio un esempio che accomuna la maggior parte di noi sperando di essere quanto più chiaro possibile: quando guidiamo certamente stiamo guardando la macchina di fronte a noi, eppure riusciamo lo stesso a percepire l’imbecille che ci invade la corsia e prendiamo nell’istante che segue i giusti provvedimenti per salvare la situazione.

Ecco, questa è la visione periferica, non resta che applicarla alla vostra arte marziale, e perché no, alla vostra vita!

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