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La non intenzione

Non intenzione

lotta shaolin statue terracottaSe ne sono dette talmente tante e in così larga misura riguardo questa forma mentis tanto cara ai marzialisti che è davvero scoraggiante parlarne qui. Più o meno sinteticamente cerchiamo in maniera semplice di capire di cosa si tratta.

Innanzi tutto bisogna capire cosa è l’intenzione. Definiamo grossolanamente l’intenzione come “una direzione determinata della mente”, nel nostro caso, diviene una fissazione della mente, la determinazione ad agire in un determinato modo piuttosto che in un altro, teniamo presente che chi ci attacca e lo fa per primo, è sempre intenzionato a farlo! (Tranne in un caso, se il nostro aggressore è spiritualmente illuminato sarà privo di vera intenzione in quanto ogni gesto è armonizzato con l’universo rendendolo innocente delle sue azioni che nascono a partire dal Vuoto, comunque se mai incontrassimo questo pseudo Buddha dubito che lanci il primo attacco).

 

Spesso capita che gente che conosco da poco, venuto a conoscenza del mio praticare un’arte marziale, inizi a scimmiottarmi contro qualche tecnica improvvisata e in maniera poco convinta, sebbene ci siano modi per gestire tali situazioni capiamo bene che sono sciocchezze, capiamo che senza vera intenzione non possiamo usare la nostra marzialità.

Per dirla con parole di Bruce Lee: “manca il vero contenuto emozionale”.

A molti di noi sarà successo sicuramente di sentirsi frustrati nell’aver fallito miseramente nell’applicare una tecnica ad un amico durante un confronto fisico scherzoso, bé la tecnica non poteva funzionare! Non bisogna assolutamente affliggersi e perdere fiducia in se stessi o nelle arti marziali in generale, poiché il nostro “avversario” non aveva intenzione di ferirci ma solo quella di intraprendere una “lotta” giocosa. È l’intenzione che da vita al corpo e all’efficacia delle arti marziali! Può sembrare strano ma per battere un avversario reale ci vuole la sua collaborazione!

Dunque la mente da vita al corpo, da origine agli impulsi del movimento e delle azioni, il cervello tramite scariche elettriche da vita ad ogni minima contrazione muscolare che ci consente di compiere i più svariati gesti.

Immaginate di dover eseguire un leva al vostro avversario e questo, da un attimo all’altro, si “spegne” completamente rinunciando ad ogni intenzione a combattere e trasformando il suo corpo in mozzarella, credo che avreste molta difficoltà nell’applicare con efficacia la chiave articolare.

Noi abbiamo bisogno di utilizzare il movimento, i muscoli, la forza contro il nostro stesso attaccante, l’assenza di questo tipo di componenti spiazza. Dunque anche negli esercizi in coppia, durante ad esempio una presa dell’orso, non dobbiamo semplicemente abbracciare o stringere forte, dobbiamo essere intenzionati realmente a bloccare! In questo modo, tramite l’intenzione, possiamo verificare se una tecnica è inequivocabilmente efficace!

È l’intenzione del nostro avversario che più di tutto sfruttiamo a nostro vantaggio! Se il nostro avversario decide di agire fermamente in un determinato modo, qualsiasi durata abbia il suo movimento, un secondo o pochi decimi non importa, in quel tempo lui è bloccato, bloccato nell’intenzione! E a questo punto la sua tecnica diventerà la nostra tecnica (per approfondire questo pensiero clicca QUI).

Ora, facendo un discorso a livello reciproco, come noi vogliamo approfittare dell’intenzione dell’avversario così lui vuole farlo con la nostra! Per questo deve essere “non”.

Concludiamo questa prima parte tenendovi presente che non ho detto che “non dobbiamo avere intenzione” o che dobbiamo esserne privi, nell’esempio precedentemente fatto (quello della mozzarella umana) l’avversario era diventato mentalmente e fisicamente spento.

Ma allora, che cosa è questa non-intenzione? Vi tocca scoprirlo nella prossima parte!

 

 

 

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