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Guardia triangolare (parte 3)

La guardia triangolare contro i colpi circolari, la figura geometrica che buca la guardia avversaria

Eccoci qui, le promesse vanno mantenute e dunque ecco a voi ulteriori approfondimenti riguardo la guardia triangolare! (per la parte 2 clicca qui)

In qualsiasi modo guardiamo questa struttura (come abbiamo fatto nei capitoli precedenti) ci accorgiamo della sua superiorità nei confronti di altri tipi di fisiologie strutturali. La sua efficacia si nota anche nel campo dei colpi circolari che ci vengono scagliati contro. Contro questi tipi di colpi, la guardia triangolare agisce estendendosi in avanti e penetrando nello spazio creato dall’attacco in questione (figura 1).

figura 1 3D guardia triangolarefigura 1 triangolare

Ovviamente senza un buon tempismo e senza un corretto uso dei passi laterali e spostamenti vari non saremo in grado di usufruire del potenziale della guardia triangolare. La struttura non funziona da sola!

Un’alternativa a questo tipo d’attacco potrebbe essere quella di aprire il triangolo per bloccare con il braccio (figura 2), questo però ci mette di fronte a dei problemi: 1) allontanando un braccio dal nostro centro tenderemo via via a formare parte della struttura pentagonale, quindi per rimediare ad una struttura inadeguata dovremo iniziare ad usare la forza dell’arto in questione, e visto che ci mettiamo nel contesto di un avversario superiore fisicamente, capiremo che la nostra disfatta è imminente. 2) dal momento che il colpo va a impattare il punto debole della nostra struttura, cioè i lati, potrebbe farci ruotare di fronte l’avversario offrendogli una ghiotta occasione per colpire di conseguenza il nostro lato scoperto.

figura 2 triangolarefigura 2 3D guardia triangolare

Alla luce di questo inconveniente, un approccio migliore alla situazione potrebbe essere quello di angolare la nostra struttura in modo che abbia l’estremità rivolta verso l’attacco, in quanto l’apice di un triangolo è la parte più salda di questa geometria. Ciò ci consente di intercettare l’attacco in qualsiasi punto si desideri mantenendo comunque stabile la nostra guardia (figura 3).Ovviamente non stiamo parlando di tecniche effettive ma del concetto in sé, le tecniche di solito applicano i principi in maniera più sottile.

figura 3 triangolarefigura 3 3D guardia triangolare

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di colpire direttamente l’avversario posizionandoci fuori dalla portata di attacco (figura 4).

figura 4 3D guardia triangolarefigura 4 triangolare

Ripeto che le figure rappresentano esempi di movimento molto grossolani, è l’espressione del principio che dovete prendere in esame con maggior cura.

Per essere più concreti vediamo il tutto applicato su una tecnica reale, prendiamo in esame una qualsiasi parata (bloccaggio, deflessione o quel che volete) che parti dall’esterno per incrociarsi verso l’interno (ogni arte marziale, “dura” o “morbida” che sia, ha la sua versione di questo movimento).

Nella rappresentazione che segue vediamo l’omino a sinistra difendersi dal pungo dell’omino a destra in maniera strutturalmente errata (figura 5).

figura 5 triangolare

figura 5 3D guardia triangolare

Notiamo che l’omino che para lo fa adottando una guardia essenzialmente pentagonale. A parte il fatto che compie un tragitto palesemente poco economico, questo movimento provoca due debolezze strutturali. In primis si comprende facilmente che il braccio impegnato nell’azione difensiva non ha il supporto di tutto il corpo, osservando la freccia (indicante la direzione della forza) si può appurare come la base di essa sia priva di alcun sostegno. In ragione del fatto intuiamo che l’attacco avversario avrà ben poche possibilità di essere deviato. Il secondo punto debole riguarda la posizione del braccio rispetto al corpo; gli arti finiscono per trovarsi a sinistra della linea centrale, distruggendo, di fatto, la guardia triangolare e impedendo l’allineamento della colonna vertebrale (figura 6).

figura 6 triangolare

Ora prendiamo il modo corretto di agire. Ruotando leggermente il corpo verso il pugno la parata può essere così eseguita seguendo la traiettoria triangolare, la traiettoria che ci consente di avere l’intero corpo come sostegno alla nostra parata (figura 7). Questa naturalmente è solo una delle numerose applicazioni possibili.

figura 7 triangolare

figura 7 3D guardia triangolare

Ricordando il principio di Michelangelo possiamo constatare che anche qui non si tratta di aggiungere qualcosa ma di togliere l’eccesso che intralcia la nostra guardia triangolare, eliminare i nostri difetti strutturali e approfittarci di quelli dell’avversario.

Per la legge della reciprocità ogni punto forte ha il suo lato debole, abbiamo capito che la nostra guardia sarà forte all’apice (ma anche lungo ciascun “braccio” del triangolo!) e debole alle forze ricevute ai lati, dunque un adeguato uso del corpo ci consentirà di offrire all’avversario sempre l’apice della nostra guardia. Le figure che seguono possono aiutare a schematizzare meglio (figure 8 e 9).

figura 8 triangolarefigura 9 triangolare

Gli approfondimenti sulla guardia triangolare termineranno con un’ultima parte dedicata ai rimedi contro una presa al polso! Ci tengo a sottolineare che il più lo farete voi prendendo più coscienza delle vostre tecniche, questi esempi servono appunto a comprendere meglio i nostri movimenti tecnici perfezionandoli! Buon lavoro e a presto con l’ultima parte!

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