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Funzionalità

Funzionalità nelle arti marziali

funzionalità sopravvivenza arti marzialiInizio quest’articolo col dire che la funzionalità richiede molto impegno, costante ricerca e lavoro mentale.

Riguarda il modo in cui concepiamo e pratichiamo le arti marziali: approccio al combattimento, metodo di insegnamento, curriculum (con questo si intende il programma completo di uno stile), e così via. Dobbiamo cercare di praticare la nostra arte in modo da soddisfare in ogni momento l’obiettivo puro (per approfondimento sull’obiettivo puro clicca QUI).

Mi pare chiaro che le arti marziali siano una lotta per la vita, non un gioco. Non ci possiamo permettere esitazioni né errori. Di conseguenza non possiamo che considerare come un ostacolo ogni tecnica che non soddisfi i nostri scopi, e questo per vari motivi. Innanzitutto perché ci fa sprecare tempo, che avremmo dovuto dedicare ad allenare qualcosa di più utile.

 

Ogni minuto utilizzato per praticare una tecnica che, sebbene possa aver qualche lato positivo, nel complesso non dà i risultati sperati, è un minuto che avremmo potuto utilizzare meglio.

In secondo luogo, praticare queste tecniche genera brutte abitudini e sviluppa una reazione istintiva e altre meccaniche che dovremo eliminare, o modificare a seconda dai casi, nel momento in cui decidiamo di dedicarci all’obiettivo puro.

Capirete quanto sia più semplice iniziare essendo proiettati già sul nostro obiettivo rispetto al dover estirpare abitudini radicate prima di iniziare il percorso per raggiungerlo.

Allenarsi nel modo sbagliato inoltre crea l’illusione che si stia progredendo, quando in realtà avanziamo verso un sentiero sbagliato. Ci sembra di diventare più bravi, e in un certo senso è vero, ma questo non significa necessariamente che ci stiamo avvicinando al nostro obiettivo, diventeremo più bravi in cose che ai fini dei nostri scopi non servono.

Infine, e forse questa è la cosa più importante, ogni tecnica che non elimina l’avversario (ed “eliminare” non significa necessariamente ferire) gli dà una chance in più per farci del male. Più opportunità concediamo al nostro avversario più attacchi avremo da gestire. Cosa potrebbe essere meno funzionale dell’offrire al nostro attaccante nuove occasioni per farci del male?

Dunque ogni tecnica dovrebbe avere il potenziale per mettere fine ad uno scontro istantaneamente e senza sforzo, e questo deve valere anche per ogni singolo movimento di una combinazione. Se immaginiamo una sequenza composta da un pugno, un calcio e una proiezione, idealmente ognuna delle tre tecniche dovrebbe poter terminare il combattimento.

Ricordo che si sta parlando di un obiettivo preciso che ha a che fare con le arti marziali, non confondiamo la pratica marziale con quella sportiva, sebbene i principi siano universali e ogni sport quindi ha i suoi ragionamenti per essere funzionale in base ai suoi obiettivi, ciò di cui si parla in quest’articolo riguarda esclusivamente la lotta per la vita, lo scopo delle arti marziali.

Sicuramente non tutte le tecniche (anche solo la metà del bagaglio sarebbe un ottimo livello, in quanto un colpo su due termina uno scontro) di chi ha questo modo di intendere l’arte (l’unico modo se si sta parlando di marzialità) hanno i requisiti per soddisfare l’obiettivo puro, l’importante è affrontare la pratica tenendo presente l’importanza di allenarsi sotto l’ottica della funzionalità e dell’obiettivo puro.

Dunque in conclusione non credo ci sia una buona ragione per dedicare tempo e sforzi per delle tecniche che da sole non siano in grado di terminare uno scontro. Questo ovviamente non significa che le combinazioni non sono ammesse ma semplicemente che ogni parte di quella combinazione di per sé deve essere capace di far fronte all’obiettivo puro.

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