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Colpi e matematica

Numero aureo e arti marziali

fibonacci numero aureoPremessa: dopo la disquisizione puramente matematica, ciò che troverete riportato di seguito è una personale considerazione-interpretazione puramente soggettiva, qualcosa di sperimentale.

Avete mai sentito parlare di numero aureo ? E di successione di Fibonacci ? No, non avete sbagliato sito, non siete finiti in qualche strano blog di un Nerd appassionato di matematica. Siamo sempre in un sito di arti marziali.

“Di che cavolo stai parlando Karatesen ? La matematica non è mai stato il mio forte, a me piace il movimento, dacci qualcosa di karate piuttosto”.

Eppure le due cose sono intimamente legate. Avete mai notato la forma delle conchiglie ? E avete mai messo il nasino vicino a un girasole ? E che mi dite degli uragani e delle galassie riprese dai telescopi più potenti ?

Quanti punti di domanda. Devo darmi una calmata. Fatto sta che c’è una profonda interrelazione fra numeri, forme e movimento. Potremmo perfino dire che la nostra stessa vita si basa su queste tre cose.

0 1 1 2 3 5 8 13 21 34 55 89 144 233 377… e via discorrendo. “Bravo, ora dai proprio i numeri, sul serio”

Questa che vedete sopra è la cosiddetta Serie di Fibonacci. Ogni numero della sequenza è determinato dalla somma dei due numeri precedenti (0+1= 1 … 1+1=2 … 1+2=3…etc).

“E allora ? Basta ora chiudo la finestra, ho altro da fare”. Aspettate un attimo ! Proviamo ora a prendere un numero della sequenza e a dividerlo per il numero precedente: (233/144= 1,618055 ; 377/233= 1,618025… etc).

Pian piano otterremo sempre con maggior precisione un numero:

φ (phi) = 1,61803 

Questo numero è chiamato Numero Aureo. E non a caso un nome così mistico e speciale. E’ niente popodimeno che la chiave di lettura delle forme della natura ! Che dico ? Una delle chiavi dell’Universo ! E gli antichi già lo sapevano. Questo numero è correlato alle proporzioni dei corpi e addirittura al loro sviluppo (i rami degli alberi si sviluppano secondo la serie di Fibonacci).

I greci usavano questo numero per costruire i loro templi. Leonardo Da Vinci lo usava in tutte le sue opere. E’ ritenuto il numero della Bellezza, dell’armonia, delle divine proporzioni. Studi hanno dimostrato che le persone ritenute da noi “più belle” fisicamente altro non hanno che una tendenza dei loro tratti alle proporzioni del numero aureo (per saperne di più vai qui).

Volto  aureo

Provate a misurarvi altezza del viso e dividetelo per la sua larghezza con una calcolatrice, se siete stati precisi tenderà proprio al numero aureo (ancor più precisamente se siete esteticamente ritenuti belli). Se poi aggiungiamo il fatto che questi concetti si fondono con un ulteriore “miracolo delle forme”. Otteniamo questo (ed è qui che volevo arrivare):

spirale logaritmica sezione aurea

La cosiddetta Spirale Logaritmica. Guardatela e perché no, ammiratela. Tornate col pensiero ai girasoli, agl’uragani, alle galassie, alle conchiglie, ai ramoscelli di alcune piante che si arricciano in questo modo. Tutte seguono questa forma.

Senza entrare in ambiti esoterici, quella è la forma che rappresenta il come è dentro, così è fuori, mantenendosi in costante equilibrio (matematicamente parlando se tagliate una parte della spirale, sarà a sua volta una spirale logaritmica che si avvolge all’infinito).

Qua inizia il mio punto di partenza per lo sviluppo di questa idea teorizzata da me applicata al campo marziale.

Lo sviluppo tridimensionale della spirale logaritmica non è altro che l’Elica. E guarda caso la natura torna a farci pensare ai suoi frutti … ad esempio il DNA ! O se non ce lo vedete, immaginate di scendere una scala a chiocciola e di guardare in basso, se mai fareste una foto (immagine a due dimensioni), uscirà proprio una spirale logaritmica.

Morihei Ueshiba geometria universoCosa c’entra tutto ciò con le arti marziali ?

Oltre a una mia fissa riguardo queste relazioni che magari sono io che voglio vedere, curiosando per la rete cosa ho scoperto ?

Geometria e matematica sono il nettare della disciplina marziale. Ben lo sapeva questo Morihei Ueshiba, parlando di “Shikon Sangen Ichirei Hachiriki “(一霊四魂三元八力), cioè “uno spirito, quattro anime, tre origini, otto poteri “. La struttura dell’Universo.

Sembra invece di vedere un professore del liceo spiegare alla lavagna. Eppure quello la è il fondatore dell’Aikido ! La disciplina marziale che restituisce l’energia dell’attaccante a sé stesso, senza sferrare colpi, ma direzionando i vettori fisici dell’energia e delle giunture deboli del corpo, controllandoli.

La Natura suggeritrice delle sue forme e sussurratrice dei suoi segreti, ha mostrato a scienziati e speculatori filosofici, che è in essa la semplicità e la maggior efficacia ottimale dei movimenti. Studiarli dunque è perfezionarsi a tal punto da fondersi con tali forme e con l’Universo intero (e Ueshiba parlava proprio di ricongiunzione tra l’universo esteriore e quello interiore).

Un’altra volta se vi ricordate parlammo del movimento rotatorio del pugno. In quella occasione accennammo che gli tsuki nello specifico dimostrano come la spirale elicoidale sia il modo migliore per direzionare l’energia in un sol punto senza disperderla. Questo perché come una vite o un trapano, ciò che viene dall’esterno converge all’interno, generando un effetto penetrante.

Ma non è tutto … guardate qui:

spirale judo ude gaeshi

Ho sovrapposto la spirale logaritmica a questa tecnica di Judo in foto che forse è Uki Waza.

Che cosa ho notato ? Guardate all’estrema destra. Ho compreso che quello lì è il punto dove era il baricentro dell’uke lanciato prima di essere afferrato in tecnica (chiamiamolo punto A). Non solo, guardate come si sviluppa l’azione, ora siamo nel punto B (la foto sotto in quel dato momento). La testa di Uke è tangente all’estrema sinistra della figura logaritmica (la foto è stata posta in proporzione, non modificata a nostro piacimento), così com’è tangente la spalla sinistra in un’altro punto.

Altre particolarità. Guardate dove converge la figura. Il centro generatore della spirale è esattamente a metà dell’incrocio delle braccia (dove la tecnica è controllata e dove è avvenuto l’aggancio) e le linee perpendicolari fra loro, soprattutto quella verticale mostra come siano in linea braccio e spalla di Uke.

Questo video dimostra empiricamente questa tesi, mostrando Uke a rallentatore che si infrange come un’onda:

{youtube}4dC_Mm8Do-s{/youtube}

Le applicazioni di questo principio sono pressoché infinite. Dalle deviazioni dei colpi, alle parate (pensate a uchi uke che riarma dal fianco e andanto avanti, avvolge, avvicinandosi un po’ … una spirale !), ai movimenti degli attacchi, fino ai movimenti di taisabaki nello spazio. Spero di tornare a parlare di altre forme geometriche importanti abbinate a questa.

Non dimentichiamoci che lo sviluppo di questa forma in movimento sono le forze centrifughe e centripete !

Ed ora due foto che si commentano da sole, magari mostrando che questa teoria sulla spirale logaritmica e l’armonia con la natura esplicitata da me sulle arti marziali è una mia follia, ma forse sempre stata conosciuta dagli antichi maestri. Elaborarono un simbolo e non tutta questa infinità di parole che ho espresso, e gli diedero un nome.

taiji yin yangaikido-shinzui-bansen-tanaka 1976

Lo chiamarono Taijitu, il simbolo che rappresenta il concetto di Yin e di Yang. Due spirali opposte che si abbracciano infinitamente in armonia. Un sunto perfetto.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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