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Pugno ed effetto combinato delle braccia

Approfondimenti ulteriori riguardo i principi che regolano il pugno e la catena del corpo da cui nasce e si sviluppa.

Per ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria

pugno fisica potenzaA parte l’effetto scenico di una simile frase, ecco che vi presento il 3° principio della Dinamica enunciato da Sir Isaac Newton qualche annetto fa. Cosa c’entra con le arti marziali ? C’entra, c’entra. È grazie a questo principio che possiamo gestire e controllare aspetti sottilissimi della nostra vita, prendete ad esempio una bicicletta, da fermi è impossibile rimanere in equilibrio (per più di un tot di secondi senza fare nulla) perché con il manubrio cerchiamo di compensare sempre l’azione che ci fa inclinare lievemente a destra o a sinistra, vi sfido a pedalare bloccando il manubrio in modo da non poter muoverlo. Provate a lasciare e rilassare le vostre gambe che contrastano la forza di gravità, finireste col sedere a terra, ma ci siamo così abituati che per noi è ovvio come il respirare.

Alcuni effetti di questo principio possiamo ben vederli quando tiriamo una qualsiasi tecnica. A maggior ragione sono più visibili se sferriamo una tecnica di pugno. Per tal motivo parleremo di due componenti fondamentali: l’effetto combinato delle braccia e di riflesso, l’importanza del “braccio che torna” (in realtà l’importanza è dovuta a tutta la parte del corpo connessa a quel braccio).

Effetto combinato – Nei precedenti articoli abbiamo sottolineato i principi regolatori del singolo pugno isolato dal contesto degli eventi. Ma quel discorso è un distorcere la realtà, perché questa non è statica, ma sempre in movimento. Abbiamo appreso che l’energia cinetica si muove nel corpo liberamente e attraverso movimenti specifici decidiamo noi a indirizzarla dove vogliamo. Isolare una sola tecnica è la morte della tecnica stessa. Se il solo limite è la resistenza del soggetto a sferrare una quantità di combinazioni, l’importante è sottolineare che per ogni colpo che “va” è necessario un qualcosa che “torni”. Immaginiamo, sempre per esemplificare il 3° principio della dinamica, una pistola. Il proiettile che andrà in una certa direzione può muoversi solo grazie all’energia sprigionata dal di dietro, con effetto che ci sarà il rinculo della pistola, stesso dicasi per un razzo, che potrà muoversi verso l’alto solo grazie all’energia prodotta verso il basso. Il pugno quando colpisce qualcosa incontra un ostacolo (che se è in movimento e vi viene contro sarà maggiore l’energia di ritorno) e come reazione al contatto otterrà una certa energia residuale che tornerà indietro se non siamo riusciti a distruggere quell’ostacolo. Quel residuo di energia tornerà nel nostro corpo in una sorta di eco. Questo residuo è una perfetta occasione per alimentare e sostenere le tecniche seguenti. Sommando questa minima energia a quella che intelligentemente andremo a produrre con gli altri colpi (in un combinare armoniosamente) può far sì che si possa infliggere maggiore efficacia. Inoltre se la tecnica ha gli arti ben allineati non si avranno ripercussioni invece sulle parti mal allineate (come spesso capita alla spalla). Maggiore sarà la precisione, maggiore sarà la stabilità del corpo.

Il braccio che torna – Immaginate di vedervi dall’alto, quando a titolo di esempio tiriamo due pugni, fissate nella mente il pugno che colpisce per primo. Ora se vogliamo otterenere maggiore potenza per il secondo pugno, oltre alle considerazioni precedenti dell’effetto combinato, occorre tenere conto che il braccio (ma tutta la parte a esso collegata) di ritorno, deve esprimere la stessa identica intensità ed energia del pugno di quando è partito. Vedendoci dall’alto vedremo che l’energia di ritorno del primo pugno tornerà alla spalla, e ruotando il tronco intorno all’asse, verrà trasmessa energia all’altra spalla per poi far partire il secondo pugno con molta più efficacia, in una sorta di movimento ad “U” da un braccio all’altro.

Le braccia quindi vanno considerate in modo unitario e non come tecniche separate, quando va un colpo ce n’è uno che torna, e viceversa, ogni colpo che colpisce ottiene un’energia di ritorno da trasmettere all’altro colpo, in un armonioso meccanismo di potenza, coordinazione, velocità e precisione.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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