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Il cibo, il carburante del nostro corpo

Alimentazione: l’arte di procurare e bilanciare le risorse per il nostro corpo

mangiare troppo alimentazioneRitengo opportuno inserire nel discorso su cosa sia l’allenamento, accennato in via generale la volta precedente, il concetto di Alimentazione (o se preferite di nutrizione).

Tale premessa è opportuna per una semplice ragione: senza cibo (o la corretta conoscenza delle sue dinamiche) come si può pretendere di far muovere quell’armoniosa e perfetta macchina che è il nostro organismo ?

Che ruolo svolge la nutrizione ? Essa è la base di maggiori e più complessi processi che avvengono al nostro interno, quali l’adattamento e il recupero. La caratteristica primaria della funzione svolta dal cibo è la possibilità di assumerne il contenuto, trasformarlo chimicamente e renderlo risorsa imprescindibile per il corpo.

Attraverso l’assimilazione di microalimenti e macroalimenti possiamo infatti supportare ed alimentare (renderne continui i processi) l’energetica cellulare, sostenere il sistema immunitario e ottimizzare i processi ormonali. E’ tutto un gioco di equilibrio: a seconda delle nostre necessità, il nostro corpo richiede buon cibo e una dose di cibo. La buona salute del corpo risiede tutta, quindi, nella quantità e nella qualità di ciò che assumiamo giorno per giorno.

Mangiare troppo e mangiare troppo poco, la rottura dell’equilibrio – Sempre in via generale e senza scendere in procedimenti di tipo chimico-fisiologico (di cui non ci capisco quasi nulla, altrimenti avrei aperto un sito che parlasse di chimica e subatomica), si può parlare approssivativamente degli effetti negativi che le due categorie apportano.

mangiare in eccesso esagerare troppoMangiare troppo poco. Come potete intuire l’eccesso del minimo, l’introdurre poco cibo all’interno del nostro corpo ha come primario effetto quello di non permettere di supportare in modo ottimale l’allenamento. Calano senza dubbio le funzioni metaboliche e le prestazioni energetiche, queste ultime saranno caratterizzate da spossatezza, calo delle performance e lento recupero dallo stress indotto dall’allenamento. Paradossalmente mangiare in quantità inadeguata, non fa (sempre) calare la massa corporea e ciò proprio perché si altera il metabolismo.

Mangiare troppo. Analogamente con il mangiare troppo, calano le prestazioni proprio per il senso di pesantezza che si ripercuote sull’intero organismo. Qui non parliamo di persone magre e di grasse. Parliamo di quantità. Se mangiamo qualitativamente bene, ma ne mangiamo a tonnellate, rovineremo gli effetti positivi di una determinata alimentazione. Consigliamo sempre di non mangiare tutto l’apporto giornaliero di cibo in singoli pasti distanti ore ed ore fra di loro, ma di fare ripetuti “spuntini” (di piccole quantità), circa 5-6 volte al giorno, di 1 ora e mezza, due ore, distanti l’uno dall’altro.

Come in una macchina a vapore, se noi gettiamo complessivamente troppo poco carbone o troppo carbone tutto in una volta, i rendimenti saranno scarsi, nell’uno, non basterà per poter generare energia per tutto il giorno, nel secondo, il concentrare troppo carbone, un simile accumulo, renderà inadeguata la carburazione e richiederà più tempo per essere bruciato.

Questa era un’analisi sommaria degli apporti quantitativi assunti. La prossima volta cercheremo di parlare di qualità, il rapporto con lo sport/le arti marziali e in quale cibi cercare i principali mattoni rinnovativi del corpo umano (micro e macro alimenti). Tutto ciò è fondamentale se pensiamo al fatto che nelle arti marziali, soprattutto nell’agonismo, il peso conta ed è dimostrato dal fatto che avviene una suddivisione di categorie per peso. Ma a noi interessa stare bene e viver sani, non è così ?

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