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Onde Energetiche e Karate: senti la mia Energia?

Onde energetiche e Karate

Di Stefano Censi

Vi è piaciuto l’articolo di Jesse Enkamp? Io ancora non sono riuscito a trovare un suo scritto che non meriti di essere letto, tra i tanti pubblicati sul suo sito (www.karatebyjesse.com).

Ora però veniamo al tema principale di questo articolo: Il KI!

Di tanto in tanto su canali TV come Discovery o History Channel ci sono programmi che mostrano allo spettatore le tanto famose e temute “arti marziali”. Il grande pubblico spesso non è informato su queste discipline, quindi ciò che trasmettono i media viene recepito come “questo è ciò che si fa in ogni dojo” e il più delle volte non è un bene.

Infatti un giorno di qualche mese fa mi è capitato di vedere un documentario incentrato sulla figura di George Dillman e il NO TOUCH KO.

Nel servizio veniva illustrato in linea di massima come questo personaggio (e ovviamente i suoi allievi) riuscisse a far svenire le persone semplicemente imponendo le mani. Se qualcuno ve ne parlasse direste subito che si tratta di un imbroglio o di un trucco.

Eppure le immagini non tradivano le parole del grassoccio americano. In pochi secondi, dopo aver imposto le mani davanti alla sfortunata vittima, lui (a suo dire) proiettava il proprio KI sulla cavia che cadeva inerme al suolo. Anche dopo aver visto il “miracolo” attraverso il tubo catodico però ero molto scettico.

IDEOGRAMMA REIKI

Il fatto era che Mr Dillman non è l’unico sulla terra che (afferma) sa usare questa misteriosa energia e sa farla interagire con altre persone. I casi sono tanti
e vanno dalla pranoterapia ai chakra e persino alla cosiddetta “para-medicina”, come il reiki. Molta gente affetta da disturbi sia psichici che fisici (ovviamente non gravi, come un tumore) sostiene di aver superato la malattia proprio grazie a queste cure, le quali però sono spesso contestate dalla medicina ufficiale e dalle quali i medici mettono in guardia.

Come è possibile tutto ciò?

La risposta è semplice: grazie alla mente umana.

Il cervello è lo strumento più potente a nostra diposizione e solitamente usiamo circa il 6% delle sue potenzialità. Esso regola tutte le nostre attività ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana, ogni secondo della nostra vita. È la tipologia di computer più potente oggi esistente, anche più dei calcolatori della NASA.

Come influisce però il cervello con l’onda energetica di Dillman o con i’imposizione delle mani a scopi curativi?

È un meccanismo semplice, usato a volte anche nella scienza medica. Sto parlando dell’Effetto Placebo.

Usando le parole del Dottor Fabrizio Benedetti, docente di fisiologia all’Università di Torino e consultant al National Institute of Health a Bethesda (USA) e alla Mind-Brain-Behavior Initiative della Harvard University: “In ambito medico, con placebo ci si riferisce a qualsiasi sostanza inerte, ossia priva di capacità terapeutiche intrinseche, capace di migliorare le condizioni cliniche del paziente e quindi avere su di lui un effetto piacevole. L’effetto placebo, quindi, è un fenomeno psico-biologico in cui l’innescarsi di un nuovo stato emotivo determina precisi cambiamenti all’interno del nostro cervello. [I meccanismi biologici più noti] Sono due: i meccanismi tipicamente cognitivi e quelli totalmente inconsci. Nei primi la coscienza gioca un ruolo fondamentale poiché la risposta a un trattamento dipende dalle aspettative che il medico riesce a creare nel paziente. Non è un caso che nei malati di morbo di Alzheimer, i cui processi cognitivi sono compromessi, l’effetto placebo è molto ridotto.

Potete anche chiamarla “convinzione” o semplicemente “suggestione”.

Ora analizziamo nuovamente il NO TOUCH KO in maniera più critica, avendo in mente cosa sia l’effetto placebo. Come mai le persone svenivano pur non essendo toccate? Quasi certamente quella gente si aspettava che succedesse qualcosa e, con l’aiuto del carisma e della soggezione di personaggi come Dillman, il loro cervello ha assecondato le loro aspettative e ha “spento le luci”. Non ci credete? Guardate questo video in cui due famosi studiosi del CICAP “affrontano” un allievo di Dillman.

{youtube}JM_qg5d1YGI{/youtube} 

{youtube}lsSzSflkns8{/youtube}

(Anche voi siete rimasti un po’ perplessi dalla risposta finale di Dillman? Lasciamo stare…)

Il Professor Luigi Garlaschelli non è svenuto perché era al corrente del meccanismo placebo sfruttato da Leon Jay e non si è lasciato suggestionare.

350px-Kamehameha Dragon Ball

Questo ragionamento critico può inoltre essere applicato ad altri fenomeni, come il Reiki. Questa disciplina, messa a punto da Usui Mikao negli anni intorno al 1900 in Giappone, si fonda su principi simili a quelli del NO TOUCH KO, ma usati per la guarigione. L’energia vitale che è in noi ci permette di svolgere le funzioni necessarie alla sopravvivenza. I malanni e le debolezze quindi non sono altro che scompensi dovuti a questa oscura “energia vitale”. Imponendo le mani, chi pratica il Reiki (sostengono) è in grado di regolare il flusso di Ki del malato con il proprio, curandolo. Un meccanismo simile si trova nella pranoterapia, nelle teorie dei Chakra, etc.

I miglioramenti che i pazienti riscontrano sono merito dell’energia infusa loro da qualcun altro, oppure dipende tutto dalla loro mente?

Purtroppo nel nostro mondo le Kame-hame-ha (le famose “onde energetiche” presenti nel manga Dragon Ball di Akira Toriyama) sono soltanto un sogno.

“Ma io ho sentito la scarica di Ki provenire dal mio sensei! Lo giuro, mi ha steso all’istante senza che potessi fare niente!”

Hai sentito veramente quell’energia o l’hai voluta sentire?

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Sulla Via del nebuloso Do.

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