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Genitori, quante pretese

Genitori che diventano i figli

Un titolo, un programma. Questa volta l’articolo si “scaglierà” verso quelle figure protettive e a volte grottesche che spesso si manifestano quando si parla di arti marziali.

genitori pretendono Dave Engledow

Pertanto questo non sarà una specie di guida o manuale, un volantino persuasivo che tenta di spiegare in un minuscolo foglietto l’intento di un’Arte, come quando si vuole far capire a un genitore perché sia giusto che il proprio figlio si iscriva a un corso di arti marziali. Questo forse sarà ciò che andrebbe detto (prima di iscrivere il proprio pargolo alle lezioni di “mazzate”) ai padri e alle madri di molti praticanti, soprattutto dei più piccoli, a cui non è permesso proferire suggerimento o consiglio senza passare per coloro che si impicciano dei fatti altrui.

Molte volte i Maestri in difficoltà (possiamo dire economiche, e non occorre che vi spiega il perché di tal precisazione) ingoiano bocconi amari di infinite lamentele per motivi futili o perché l’insegnante ha cercato di sostituire la figura genitoriale. Neanche è giusto scegliersi gli allievi per non subire questo genere di episodi, il vero Sensei affronta a cuor sereno ogni avversità, cercando con la pacatezza e la gentilezza di insegnare al praticante, che non ha di certo scelto i propri genitori.

Mi perdonino invece quei genitori affidabili e coscienti che sostengono il corpo e la psiche dei loro bambini. Sappiate che tutto ciò non è diretto a voi, perché generalizzare è totalmente sbagliato e antimarziale. E’ una sorta di sfogo personale.

 

Come abbiamo accennato, queste figure quasi mitologiche, hanno quasi sempre dei punti in comune. Spesso sono persone frustrate o che non hanno controllo nella loro vita, famiglia o rapporti sociali e per tal motivo “sfogano” direttamente su chi possono controllare facilmente: i bambini. La loro incapacità di fondo di non saper controllare e gestire i fatti di vita quotidiana, si ripercuote come un boomerang, si finisce controllati a propria volta e infine, ricoperti di capricci da soddisfare. Inconsci di ciò, avvicinano i loro figli a determinati sport o arti marziali (per svariati motivi, quasi sempre personali); ove, invece, è richiesta una vera e propria disciplina.

Questo ultimo termine ha una doppia valenza: può essere inteso come organizzazione metodica e rigorosa di un’attività o della condotta morale oppure come accade in determinate filosofie indica il controllo di sé stessi attraverso il dominio degli istinti (grazie all’allenamento ci si auto-disciplina). Ciò è soprattutto vero in quelle che non a caso vengono chiamate discipline marziali, essendo due facce della stessa medaglia.

Molti di questi padri e molte di queste madri (ma qualsiasi figura che tuteli, educhi o mantenga il praticante), proiettano ciò che loro non hanno raggiunto nella vita o le stesse angherie che hanno subito dai loro stessi genitori, finendo con il fare la stessa cosa inconsciamente, magari aggiungendo un “con i miei figli sarà diverso”. Sapevate che gli psicologi spiegano il fatto che i genitori comprano i giocattoli ai loro figli, perché inconsciamente vorrebbero giocarci loro ?

genitori maleducazione arti marzialiCari papà e mamme, questi sono i miei consigli e le mie raccomandazioni su come dovrebbe essere un genitore che sostenga veramente il proprio figlio:

  • Vostro figlio/a non ha come unico scopo d’esistenza, quello di soddisfare i vostri desideri

Non imponete mai nulla, perfino l’impegno preso (che deve rimanere costante) nelle arti marziali, deve essere soggetto a una propria scelta cosciente. Se usate vie traverse, come la persuasione indiretta, sappiate che sarete ugualmente peccatori. E’ vostro figlio a dover decidere cosa poter fare nella vita. C’è un detto che dice “fai il lavoro che realmente ti piace e neanche un singolo giorno della tua vita ti sembrerà di aver lavorato”.

  • Il fatto che voi paghiate una quota mensile, non significa che possiate agire come i padroni del dojo o della palestra

Vale sia per il praticante che per il genitore. Molti bambini sono davvero pieni di energie e questo fatto permette al genitore di giustificare il comportamento eccessivo del proprio figlio. Ma non bisogna confondere l’energia impiegata per imparare giocando con quella spesa per mettere in atto la maleducazione ricevuta. Ad esempio mi capita e mi è capitato, che alcuni bambini durante la lezione comincino a picchiarsi tra di loro, e che i genitori che guardano da fuori, una volta terminata la lezione non riprendono il comportamento errato del figlio. Se alla base delle arti marziali vi è l’insegnamento del rispetto reciproco o di altri principi morali, soprattutto quando si è piccoli, il lavoro del Sensei viene completamente distrutto se a casa del bambino avviene il contrario di ciò che impara in palestra.

Qualora il Sensei corregga un simile atteggiamento, adottando le necessarie misure, può succedere che il genitore si senta sostituito e tira in ballo la carta “io pago e pretendo che …”. La disciplina marziale impone un trattamento egualitario per età ed ogni altro canone che invece ci differenzia al di fuori del dojo. Se volete paragonare l’educazione di vostro figlio a un costo, un investimento mal riuscito, solo perché la scelta del maestro differisce dal vostro insegnamento, e questo avviene solo per una non ammissione della ragione altrui, allora cari genitori, fate un esame di coscienza.

  • Il bambino deve pensare a ciò che sta facendo e non salutare con la manina mamma e papà che stanno fuori

Si parla molto di deficit di attenzione. Molto più degli sport, le arti marziali si basano sulla concentrazione (ad esempio con il Mokuso) e ci si esercita ad aumentarla con impegno costante. Già a casa televisione, pubblicità, computer, videogiochi e altro, distraggono il bambino continuamente, non permettiamo che salti anche l’unica occasione di imparare a concentrarsi. L’attenzione è tutto: se non si riesce ad ottenerla, il Maestro parlerà con i muri, senza un pubblico che lo ascolterà a dovere, non ci saranno basi per ulteriori insegnamenti.

  • Non trasmettete la cultura del vincere a tutti i costi

Volere un piccolo campione in casa, sembra bello e soddisfacente, ma state certi che gonfierete il vostro Ego e farete crescere bene quello di vostro figlio. Nelle arti marziali l’insegnamento più grande è che non esiste vittoria né sconfitta, né tentativi né catapultarsi con ogni mezzo per ottenere un fine. Non si vince e non si perde, ma si pensa a non perdere e a non vincere. Che è ben diverso.

Quindi non andate fiondati contro l’arbitro che non assegna il punto a vostro figlio in gara, offendendo con frasi tipo “arbitro cornuto” et similia. Non iscrivete il vostro bambino solo perché volete che picchi una volta per tutte il bulletto della scuola che non gli da pace, e chiunque lo importuni. Non andate a sgridare il Maestro qualora abbia ritenuto che vostro figlio non è ancora pronto per ottenere la nuova cintura, ribadendo che è stato mortificato e sminuito rispetto agl’altri bambini che sono stati promossi al grado successivo (“Ma… Maestro… dopotutto è un bambino !”). Sbagliare, errare, perdere, sono i più grandi insegnamenti che l’Arte ha da offrire, prima lo si capisce, prima si cresce. Solo chi sbaglia può correggersi, quindi migliorare. Sostenete vostro figlio nelle difficoltà ed egli acquisirà la capacità di affrontare qualsiasi cosa con voi al fianco.

  • La colpa a volte, vi sembrerà strano, è anche di vostro figlio !

Non fate il gioco dello scarica barile tra genitori. Quando il proprio figlio ha commesso un errore, è bene indicare lo sbaglio e insegnargli la cultura del chiedere scusa e quella del “cosa posso fare per riparare al danno ?”. A volte è necessaria imparzialità, perfino quando è umiliante accettarlo.

  • Evitate la violenza in OGNI caso !

schiaffi violenza genitoriSe come unico metodo di insegnamento conoscete gli schiaffoni in faccia, siete calorosamente invitati all’interno nel dojo a sfidare chi sa combattere meglio di voi. Così capirete cosa prova vostro figlio. Sia ben inteso: è la forza spropositata che è da abolire, dare uno schiaffetto sul sedere al proprio figlio capriccioso, a volte è davvero l’unica soluzione. Ne ho presi anche io da piccolo, oggi ringrazio i miei genitori. Se vostro figlio capirà che fare del male è l’unico modo per farsi rispettare, lo farà anche con altri bambini, sentendosi legittimato a farlo. Ma ricordate bene che le Arti Marziali si basano sul principio che nessuno deve rimanere ferito, perfino nelle lotte più intense, è una regola Sacra di ogni dojo che valga davvero questo nome. Se anche il maestro è un violento, cambiate immediatamente dojo, ma non date la colpa all’Arte, che non c’entra nulla.

  • Chiedete sempre ai vostri figli se sono felici

Non occorrono troppe parole in merito. Basta però che tale felicità dipenda o meno da ciò che il bambino sta imparando. Se si è stancato di fare arti marziali, capite davvero se lo fa per un capriccio (o non si impegna più di tanto per i motivi su citati) o perché davvero non è l’attitudine di vostro figlio. Ma ricordate, le Arti Marziali aprono le porte all’infinito, crescendo potrà capire che impegnandosi, ogni obiettivo può essere raggiunto se davvero lo si vuole.

  • Come capisco se il Maestro è bravo o ne sa davvero di arti marziali , io che non ci capisco niente di esse ?

Semplice. Non guardate diplomi ed esibizioni di gradi di cintura, guardate dapprima la sua sincerità nel parlare, la coincidenza della sua nobiltà d’animo in vostra presenza e quando invece non ci siete. Poi si passa al tecnico: se il maestro si muove goffamente o intuite che in lui pensiero e azione non coincidono, allora FORSE è meglio cambiare Maestro. Se è buono di cuore, ma non sa insegnare, non è un vero sensei. Il maestro è tutto ! Deve divenire un nuovo padre per il bambino, non contrastatelo nelle sue scelte a meno che manchino alla base dei principi morali fondamentali.

Con questo “piccolo” riassunto, genitori miei, non voglio sminuirvi, non voglio scoraggiarvi, non voglio insegnarvi nulla (non ho il potere per simili pretese). Voglio solo dirvi che simili consigli, se messi in pratica. un giorno potrà rendervi il regalo più grande che un figlio potrà donarvi: un “GRAZIE DI TUTTO MAMMA E PAPÀ”.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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