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Condizioni, ambienti e oggetti

Brutti, sporchi e cattivi

Ti sei improfumato, la serata si prospetta interessante, stanco degli allenamenti cerchi su Whatsapp i tuoi amici.

lotta per strada condizioniScioccamente ti sei dimenticato di fare rifornimento all’auto, stasera vai a piedi, ma fortunatamente i tuoi compagni ti avvisano che sono a una serata poco distante dal centro, quattro passi non fanno mai male se la città è abbastanza piccola.

Metti su qualcosa in dieci minuti, telefono (se mai gli amici comunicano di spostarsi), portafoglio, chiavi. Saluti a casa e abbastanza di fretta scendi giù a passo veloce.

Cominci a fantasticare, a fischiettare nella testa,  ormai pienamente in modalità automatica, così da poter non accorgerti che stai facendo un tragitto abbastanza palloso considerando che sei da solo alle undici di sera, e non c’è anima viva per strada.

Di bar ne è piena la città, e qualcuno ha alzato il gomito. Caio non è mai stato un tipo tranquillo e già di suo ama dar fastidio al prossimo con frecciatine di vario genere; nel suo gruppetto è sempre protetto perché insieme sanno come farsi rispettare giù al quartiere. Si scherza e si ride per l’ultima volta che un extracomunitario ha provato a guardarli negli occhi e a chiedergli una sigaretta, la capocciata sul naso è l’aneddoto preferito per vantarsi con gli amici.

Vicino al bar non c’è gusto a dar spallate ai ragazzini che con sguardo intimorito chiedono subito “scusa, scusa, non volevo”, due paroline sul “ma tu lo sai chi sono ?” e via più orgogliosi di prima. Per Caio è ben poco. La serata al bar è noiosa, serve una scarica di adrenalina. Si va in giro a cacciare.

Indovina chi, andando dagli amici al centro, se lo troverà di fronte ? Esatto. Mentre continui a camminare, tra vicoletti e stradine mal illuminate per via dei pochi fondi comunali, vedi a un 50 metri un gruppetto di 4 urlanti ragazzi, ma più che normale sapendo che andrai a far baldoria anche tu. Decidi di camminare in mezzo a loro.

Eccola lì… la prima spallata. 

Non l’ha data di certo Caio, è stato Sempronio, che certo di ciò che sta per accadere aspetta la minima parola fuori posto del mal capitato. Ma non basta girarsi un attimo che Caio, in cerca d’azione molla il primo schiaffo.

STOP !

Non sappiamo cosa accadrà di preciso da adesso in avanti, a dir la verità ci saranno (o potrebbero esserci) una gamma pressoché infinita di scenari dettati dalle condizioni, le variabili, gli oggetti circostanti, l’ambiente che influenzeranno senza dubbio l’esito dell’aggressione. Cerchiamo di vederne qualcuno di fondamentale importanza.

Almeno a livello teorico il nostro protagonista ha cercato durante gli allenamenti di rendere istintiva la pratica e la strategia e ha valutato a priori questi parametri:

Ambiente circostante

difesa personale rissaE’ notte, è buio, i vicoletti larghi pochi metri creano una specie di labirinto cittadino nel quale è facile essere bersaglio, a terra c’è un discutibile asfalto più o meno usurato, affiorano alcuni residui dello stesso che si sono staccati col tempo.

Contro: cominciamo col dire che il fattore notte crea un primo ostacolo che affligge il senso della vista (oh ma non mi dire karatesen !?), rendendo tutto più sfocato e di difficile localizzazione, i pochi lampioni presenti non migliorano di certo la situazione.

Se non si conosce alla perfezione determinate zone della città, quei vicoletti potrebbero rivelarsi fatali, qualora dovreste provare a fuggire, potreste ritrovarvi braccati in un vicolo cieco e con un bel po’ di fiatone per aver provato a fare i furbi con gli avversari. Volete provare a scavalcare muretti e cancelli ? Attenzione a determinati indumenti, potrebbero impigliarsi. Quegli spuntoni sui cancelli non sono proprio invitanti, non provateci nemmeno, lasciate fare a Tony Jaa certe cose.

I sassolini distaccati dall’asfalto usurato hanno creato a terra una patina simile alla grattugia per il parmigiano. Solo che al posto del parmigiano potrebbe finirci la vostra pelle. Evitare assolutamente di finire a terra ! Niente lotta a terra, anche perché se vi sono più avversari, non pensiate che gli altri stiano a guardarvi mentre cercate di fare juji gatame.

Pro: gli stessi fattori che vi penalizzano potranno favorirvi se saprete sfruttarli a dovere (varrà anche per i punti successivi). 

Se non potete vedere voi, figuratevi gli altri ! E per di più se gli avversari della nostra storiella sono abbastanza alticci e ubriachi. Ma voi non lo sapete con certezza. Provate a valutare con rapidità se i movimenti dell’avversario sono ancor più goffi nell’oscurità e se ce n’è l’occasione, provate a scappare, se ciò non è possibile cercate di sfruttare il già precario equilibrio che posseggono e atterrateli con sbilanciamenti. Avete mai provato a rimanere in equilibrio su una gamba ? Se provate a chiudere gli occhi mentre ci provate diventa molto più difficile e vi sbilancerete con più facilità. Il principio è più o meno questo: equilibrio e vista vanno di pari passo per chi non sa sentire il proprio corpo.

Se conoscete bene le strade della vostra città e i vostri avversari no, senza pensarci due volte datevi alla fuga e cercate di disperderli. Potreste tutt al più migliorare la vostra condizione di svantaggio numerico, portandovi a presso soltanto chi riuscirà a starvi dietro tra le intricate vie (se sarete fortunati sarà zero il numero).

Non a caso Funakoshi e altri Maestri illustri consigliavano di prendere un po’ più larga la curva per entrare in un vicoletto. Questo perché bisogna immaginare (kamae mentale) a priori che ci sia qualcuno pronto ad aggredirvi una volta svoltato l’angolo. Così facendo si instilla in voi un pensiero di vigilanza non paranoica, che potrà permettervi un vantaggio per lo meno in termini di distanza e reazioni.

Perché è fondamentale conoscere tutto ciò e bisogna smetterla con i castelli creati nella propria fantasia ? Perché la realtà è imprevedibile e davvero, davvero, davvero folle ! Può succedervi in qualsiasi momento, perfino mentre siete tranquilli in un ristorante per i fatti vostri:

Attacchi codardi in massa, colpi non convenzionali, oggetti dell’ambiente (nota che nel video prendono le sedie dei tavoli, ma…ne parleremo nella continuazione di questo articolo), schiaffi, sputi e bassezze di ogni genere che l’etica fra gentleman sconsiglia, ma che nel discorso strada sono l’ordine del giorno e non ci si fa complimenti. Tu che volevi fargli il calcio alla Chuck Norris, girato e capriolato… sì, dico a te… DATTI UNA SVEGLIATA !

Scenari alternativi

Giù al mare:

Strada impolverata o spiaggia. Evitate bagni a mare dove l’uomo non è fatto per combattere, ma solo per affogare qualora la vostra forza fisica sia inferiore a quella dell’avversario.

La sabbia sarà la vostra più grande alleata. E i fondatori del karate di Okinawa lo ben sapevano (non a caso questa arte è nata su un’isola). Ci sono svariati kata di vari stili che nascondono fra le movenze, attacchi con lancio di sabbia negli occhi dell’avversario. Se il vostro avversario non può vedervi o se gli finirà della sabbia in gola, perderà tempo prezioso durante il quale voi potreste sparire dalla scena o annientarlo con un calcio negli zebedei.

Discoteca:

In un luogo così affollato, le cose si complicano a dismisura. Casino totale, luce che va, luce che viene, calca immensa di gente che si muove a ritmo di musica. Non entrare a contatto nella sfera altrui è praticamente impossibile, così come urti involontari verso gente che non conoscete.

Nel caso di situazioni che peggiorano sempre di più, il vantaggio deriverebbe dalla stessa folla immensa: far perdere le proprie tracce come shinobi, in mezzo a così tanta gente diventa una priorità. Il consiglio è di evitare di immettersi al centro della pista, ma di percorrere le vie laterali dove di solito si “esce” dal mucchio con più facilità. Non solo: il temere dei bellimbusti come i palestrati e i buttafuori, sarà la vostra carta vincente. Raggiungete immediatamente quelli nelle vicinanze. Esatto, sono i “buttafuori”. Non appena sentiranno toni accesi vi chiederanno con la gentilezza di un panda asiatico: “c’è qualche problema ragazzi ?”.

Controindicazione al vantaggio precedente: Ho capito che sei Rambo, ma se mai dovessi invece decidere di picchiare qualcuno che ti importuna, arriveranno proprio quei tipacci muscolosi a “rimettere ordine” alla serata. E indovina con chi se la prenderanno a prescindere da chi ha ragione o ha torto ?

Luoghi angusti come corridoi o strettoie:

Ho sempre sostenuto una personale teoria secondo la quale è preferibile la lotta e il contatto corpo a corpo con prese e sottomissioni, piuttosto che l’insieme delle tecniche di striking in una simile situazione. Non che le seconde siano improbabili o inefficaci, ma stare vicini e non permettere all’avversario di indietreggiare (assecondando già l’impossibilità creata dall’ambiente), vi potrebbe far uscire vittoriosi e forse incolumi. Ma questo è il mio modo personale di vedere la cosa. Anzi, non proprio. Ad Okinawa la distanza (maai) nel kumite del karate è pressoché quella di un pugno, perché non erano considerati i calci ad altezza viso, ritenuti forse poco vantaggiosi ed immediati. Di fatto in questi angusti corridoi tirare calci jodan sarà per voi una rovina, potreste cavarvela con più efficacia e meno spreco di energie.

Insomma sfruttate l’ambiente e le sue caratteristiche a seconda della situazione ! Per adesso fermiamoci qui, che è solo un’anticipazione del vero cuore di questo articolo: gli oggetti usabili e le condizioni mentali per un approccio reale smontato da falsi idealismi.

Sarà doveroso fin da ora, dire che l’approccio e le parole che si utilizzeranno, come alcune usate qui non comprendono il contesto della legalità e delle leggi vigenti in tema di autodifesa. Piuttosto si parlerà in termini di sopravvivenza e di massima efficacia proprio come ci si dovesse salvare la vita in mezzo a una giungla…

Pertanto vi consiglio di acclamare con occhio critico tali esposizioni e di non prendere alla lettera il messaggio tramandato in questo testo, cercate di rielaborarlo a seconda dello ius vigente. Dura lex, sed lex … dicevano i latini.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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