Home / Mentalità / Nijukun / Spirito prima, tecnica dopo

Spirito prima, tecnica dopo

Lo spirito viene prima della tecnica

Gijutsu yori shinjutsu

shin spiritoCome potremmo definire lo Spirito ? E’ quella componente considerata sotto infiniti punti di vista. Ogni disciplina cognitiva dell’uomo ne ha una definizione sua.

Talvolta in ambito religioso vuole intendere una parte di noi propriamente chiamata anima, la scintilla divina che rispecchia nell’essere umano. In psicologia può essere inteso come energia psicologica che muove i comportamenti umani, quelle energie che Freud chiamava Io, Es e Super Io. La scienza invece parla del corpo umano come animato da una serie di componenti elettro-chimiche e biologiche. Nelle credenze popolari sono le entità sovranaturali dell’aldilà che si possono evocare.

E possiamo dilungarci a lungo su metafisica, psicolgia o spiegazioni di tipo scientifico, rimane però il fatto che è un argomento per cui non ne verremmo a capo. Ciò che a noi interessa invece è la componente Shin delle culture orientali, più nello specifico della semplice “attitudine o facoltà mentale” verso le cose.

Quindi presenteremo due brani che vi lasceranno a libere interpretazioni.


Un giorno Tsukahara Bokuden, famoso spadaccino del 16° esimo secolo, decise di mettere alla prova l’abilità dei suoi figli. Per primo chiamò nella sua stanza il figlio più grande, Hikoshiro. Aprendo la porta con una gomitata, Hikoshiro la sentì più resistente del solito, fece scorrere la mano lungo il bordo superiore della porta, scoprì e rimosse un pesante poggiatesta di legno che era stato appoggiato lì e lo rimise poi al suo posto con cura dopo essere entrato nella stanza. Bokuden allora chiamò il secondo figlio, Hikogoro. Quando, ignaro di tutto, egli fece per aprire la porta, il poggiatesta cadde ma lui lo afferrò velocemente e lo rimise ancora una volta nel suo posto originario.

bokuden aneddotoPoi Bokuden chiamò il terzo figlio, Hikoroku. Quando egli, la cui abilità tecnica superava di gran lunga quella dei suoi fratelli più grandi, spinse con forza la porta per aprirla, il poggiatesta cadde in testa sul nodo dei capelli. Con una reazione istantanea, Hikoroku sguainò la spada corta che teneva nella cintura e in un sol colpo tagliò in due l’oggetto prima che toccasse il tatami.

Bokuden disse ai suoi figli: “Hikoshiro, sarai tu colui a cui tramanderò il nostro metodo di spada. Hikogoro, se ti eserciterai anche tu senza sosta un giorno potrai raggiungere il livello di tuo fratello. Hikoroku, in futuro tu sarai sicuramente la causa della rovina di questa famiglia e porterai vergogna sul nome di tuo padre. Non voglio avere imprudenti come te in questa casa.

Tale aneddoto viene a sottolineare l’importanza della padronanza sulle facoltà mentali, che regolano e governano la tecnica e il fisico, queste ultime strumentali alla realizzazione come esseri umani.

Cosa voleva intendere il Maestro Funakoshi ? A mio avviso, questo: il guerriero non può studiare soltanto come poter eliminare il proprio avversario, ma deve creare un valore prettamente sociale per gli altri e per sé, come modo per autorealizzarsi e scoprire la vita, vivendola al massimo, agendo con modi ponderati e non con la prima cosa che ci balza in testa, addirittura con un atteggiamento di prevenzione. Ciò è particolarmente vero per questo altro aneddoto su Bokuden:

Tra gli allievi Bokuden ce n’era uno dotato di straordinaria abilità tecnica. Una volta, mentre camminava per strada, l’allievo passò vicino a un cavallo ombroso che improvvisamente gli sferrò un calcio, ma lui compì un’abile schivata per evitarlo e sfuggì all’incidente. I testimoni presenti dissero: “la sua fama di essere uno dei migliori allievi di Bokuden è pienamente meritata. Bokuden non tramanderà sicuramente ad altri i suoi segreti”.

Ma Bokuden quando seppe di questo incidente si inquietò molto e disse: “Mi sono sbagliato sul suo conto”, poi lo espulse dalla sua scuola. Nessuno degli altri allievi comprese il pensiero del maestro, e decisero che non si poteva far altro che imitare il modo in cui egli stesso si sarebbe comportato in circostanze simili. Per fare ciò, attaccarono un cavallo particolarmente bizzoso a un carro sulla strada lungo la quale sapevano che Bokuden sarebbe passato. Spiarono di nascosto la scena da una certa distanza e con grande sorpresa videro Bokuden attraversare la strada per andare dalla parte opposta standosene bene alla larga dal cavallo.

Questo finale colse tutti alla sprovvista e in seguito, dopo aver confessato il loro esperimento al maestro, gli chiesero per quale motivo avesse cacciato così all’improvviso il suo discepolo.

Egli rispose: “Se una persona ha un’attitudine mentale che la porta a camminare distrattamente vicino a un cavallo senza considerare le sue possibili reazioni, essa è una causa persa per un insegnante, non importa quanto si applichi allo studio delle tecniche. Credevo che lui fosse una persona dotata di maggior buon senso, ma mi sbagliavo”.

About Karatesen

Sulla Via del nebuloso Do.

Check Also

Il karate-do comincia e finisce col saluto

Il primo dei venti principi del Nijukun e l’importanza del saluto come attitudine verso gli ...

Lascia un commento