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Il karate è dalla parte della giustizia

Giustizia e Arti marziali a confronto

Giustizia karate arti marzialiNakae Toju, samurai che visse nel 600′, a prescindere dalla sua concezione derivante dal confucianesimo, aveva una certa idea di Giustizia che in questa sede è opportuna citare:

Cultura è un altro nome per indicare la via dell’Umanità, marzialità è un altro nome per indicare la via della Giustizia. Poiché umanità e giustizia sono un’unica virtù della natura umana, anche cultura e marzialità sono una qualità sola, e non due caratteristiche separate… Se non sviluppi un’adeguata comprensione del vero significato di cultura e marzialità, la tua mente sarà piuttosto confusa, e ti ostacolerà in tante cose.

Come vediamo, le due cose non vanno allontanate l’una dall’altra, la marzialità si fonda sul concetto di giustizia, e a tal proposito vi consiglio di vedere l’origine del termine Bu (marziale).

 

Ma che definizione possiamo dare alla Giustizia ? E perché la marzialità si fonda proprio su di essa ?

Possiamo dire in via generale, e salvo le dovute eccezioni, che Giustizia è tutto ciò che è retto. E in quanto tale porre in essere la giustizia necessita di grande forza e vera abilità. Questa conseguenza però è soggetta ad abusi e distorsioni di questo principio. Ma per fortuna ci aiuta Blaise Pascal con questa semplice frase:

La giustizia senza forza è inerme, la forza senza giustizia è tirannica

Gli uomini riescono ad essere più determinati e forti quando credono di essere nel giusto, mentre al contrario dove non c’è giustizia, la forza viene definita, in questo caso, violenza. Quando la marzialità si fonda su questo Principio, nel momento dell’azione, cioè quando sentiamo che è giusto agire, allora è lì che si manifesta il coraggio, mentre fare il contrario, è atto di vigliaccheria. Si può paragonare questo modo di fare per praticare il coraggio, come l’uscita da una bolla, una sfera invisibile che fintanto che siamo al suo interno stiamo valutando pro e contro, quando invece pensiero ed azione devono coincidere.

Attenzione: ciò non significa che dobbiamo procurarci una mantellina e fare i supereroi sempe e comunque. Pro e contro vanno valutati. Se ci imbattiamo disarmati contro svariate persone armate che possono facilmente metterci fuori gioco, agire avventatamente non è la soluzione migliore. Praticare la giustizia è anche essere intelligenti, senza buttarci a capofitto.

Come diceva il buon Bruce: sii come l’acqua. A seconda della situazione muta e non essere sprovveduto, sii conscio dei tuoi limiti. Se qualcuno che mette in pratica l’ingiustizia, vuole derubarti e ti minaccia in modo tale che è rischioso agire, vale la pena rischiare la propria vita per dei soldi o qualcosa di materiale? La giustizia si pone in rapporto al preservare la Vita in ogni sua forma con giusto equilibrio.

Il karate è un Arte che può permettere di uccidere a mani nude se il praticante ha raggiunto livelli alti in questa disciplina marziale, ma questo avviene se questi arti li si usa impropriamente. Giustizia è anche laddove c’è proporzione. Quando il nostro avversario è debole e ci attacca con fare minaccioso, non dobbiamo rispondere con una forza spropositata rispetto all’attacco.

E’ impossibile parlare in così poche righe del concetto di Giustizia, ma va ricordato che i principi del nijukun vanno uniti fra di loro, soprattutto con il concetto di Rei, infatti mettere in pratica il giusto è anche far tornare in assetto un rispetto reciproco che è venuto meno. In ultima analisi, quando rispettiamo noi stessi e gli altri, tramite il grande sforzo nella pratica, rispetteremo anche la Vita al di fuori del dojo, con il pensiero di essere pronti in ogni momento per difendere sé stessi e gli altri quando quella rettitudine viene meno.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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