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Meditazione secondo Krishnamurti 2

Continua la scoperta del Sé tramite la visione di Krishnamurti riguardo il meditare

meditazione krishnamurti filosofiaParte 2 (per parte 1 clicca qui) – Senza meditazione non c’è conoscenza di sé e senza conoscenza di Sé non c’è meditazione. Quindi dovete cominciare a conoscere che cosa siete. Non potete andare lontano, se non cominciate da dove siete, se non capite in che modo funzionano ogni giorno in voi pensiero, sentimento e azione. In altre parole il pensiero deve capire il proprio funzionamento; osservando voi stessi in azione, vi renderete conto che il pensiero è un continuo movimento nell’ambito del conosciuto.

Non potete pensare a quello che non conoscete e quello che conoscete non è reale, perché è relegato nel tempo. Quello che conta non è pensare all’inconoscibile, ma essere liberi dalla rete del tempo, perché il pensiero non potrà mai avvicinarsi all’inconoscibile. Le risposte che esaudiscono le vostre preghiere provengono tutte dal conosciuto. Se la mente vuole ricevere l’inconoscibile, deve essa stessa farne parte, deve diventare inconoscibile.

La mente è un prodotto del tempo, è frutto del processo del pensiero ed è proprio questo processo che deve finire. La mente non può pensare all’eterno, a quello che è aldilà del tempo; quindi deve essere libera dal tempo; qualsiasi processo mentale che abbia a che fare col tempo deve finire. Solo quando la mente è libera dal passato e smette di usare il presente come mezzo per proiettarsi nel futuro, può ricevere l’eterno.

La scopo della meditazioneè conoscere noi stessi, non solo superficialmente, ma nelle più recondite profondità della coscienza. Se non vi rendete conto di tutto questo e non vi liberate dal condizionamento che il funzionare nel tempo comporta, non avete alcuna possibilità di oltrepassare i limiti della mente. Per questo è necessario che il pensiero si dissolva e il pensiero può finire solo con la conoscenza di noi stessi. Così la meditazione è il principio della saggezza, che consiste nel capire la propria mente e il proprio cuore.

 

La libertà comincia quando non siamo più nulla. Se siete capaci di provare questa sensazione, via via approfondendola, scoprirete di non essere liberi, di essere legati ad un’infinità di cose e tuttavia la mente spera sempre di essere libera. Rendetevi conto della contraddizione. La mente deve indagare sul perché si aggrappa a qualcosa ed è un lavoro duro, molto più duro dell’andare in ufficio, del faticare fisicamente o dello studiare tutte le scienze che volete.
La mente umile, intelligente, si interessa a se stessa senza per questo diventare egoista; quindi deve essere straordinariamente attenta e consapevole.

Questo richiede un lavoro veramente duro che va fatto ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. È un lavoro che non conosce tregua, perché la libertà non può essere ottenuta tanto facilmente. Troverete impedimenti di ogni genere: vostra moglie, vostro marito, vostro figlio, il vostro prossimo, i vostri Dei, le vostre religioni, la vostra tradizione. Ma tutti questi impedimenti ve li siete creati voi stessi, perché volevate sentirvi al sicuro. La mente impegnata a cercare la propria sicurezza non la troverà mai.

Se date un’occhiata al mondo, vi renderete conto che la sicurezza non esiste. Mogli e mariti muoiono, i figli se ne vanno, accade continuamente qualcosa. La vita non è statica, anche se noi vorremmo renderla tale. Nessuna relazione è statica, perché tutta la vita è movimento. Di questo ci dobbiamo rendere conto; è una verità che dobbiamo vedere, sentire; non è qualcosa su cui si debba discutere. Se comincerete la vostra indagine, vi renderete conto che vedere tutto questo fa parte di un processo di meditazione.

Non lasciatevi ipnotizzare da questa parola. Meditazione significa essere consapevoli di ogni pensiero, scoprire la sorgente da cui scaturisce e comprenderne gli intenti. Conoscere per intero, ogni singolo pensiero rivela come funziona la mente. (continua)

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