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Storia di un sensei – L’altro karate

Capitolo 11 – L’altro karate

[Se hai perso il capitolo 9/10 (clicca qui).]

Sentivo spesso i sensei e i senpai del dojo parlare dell’ “altro karate”. I commenti a riguardo erano sempre molto rispettosi, ma tutti concludevano con un “ma è l’altro karate”.

altro karate stile Ho 17 anni, vivo il dojo pienamente, sento il peso della mia posizione (kuro obi) di senpai. Speso accompagnavo il sensei nelle lezioni e agli stage.

Seguivo, all’occorrenza i piu giovani, e partecipavo alle “riunioni”. Le riunioni erano uno strano esempio di democrazia dittatoriale. Nel senso che il sensei era solito dire: “siete liberi di fare quello che…dico io!”.

Durante una di queste riunioni il sensei ci annunciò che il dojo sarebbe stato inagibile per “un po’ di tempo”.

Panico ! C-c-come?!! Il dojo non puo chiudere ! E gli allenamenti? E i nostri obbiettivi? E il karate?

“Tranquilli…”, disse il sensei: “ho gia parlato con un sensei molto preparato, andrete da lui per il tempo che ci vuole”.

Aggiunse poi: “è un sensei dell’altro karate, cercate di imparalo il piu possibile”.

“Sensei cos’è l’altro karate?”. Rise, rise molto…

Arrivò il giorno, ci presentiamo presso il nuovo dojo. Il nostro sensei ci fece strada e ci presentò al nuovo sensei (e se ne andò!).
Noi ? A partire dal saluto, non ci stavamo capendo NULLA.

Molto allenamento, pochi impatti, nessun gedan geri, nessun ko proibito !

Il sensei, accortosi evidentemente, del nostro straniamento, si avvicinò durante la lezione e ci disse: “vi sembra strano..no?!”, e noi: “osu!” ( per dire “sì”, come si usava allora)… e lui “pensate che a noi quello che fate voi…ci sembra da pazzi! “

Arriviamo a fine lezione: kumite !

Non riuscivo a prenderli ! Questi sembrava non volessero combattere salvo poi “sparare” dei colpi a velocità pazzesche. Mi fermai e chiesi al sensei: “ma come si vince?”. E lui: “a punti !”

A punti ? In quel momento non apprezzai molto…

kumite sportivo puntiIl sensei mi disse che era il gioco dei karateka, che attraverso questa prova di abilità si misuravano tra loro. Feci l’errore di dire: “quindi non è efficace!?”.

Fu un tutt’uno. Nel dojo calò il silenzio, tutti si misero in cerchio, con mio stupore e timore, il sensei si mise al centro e mi fece cenno di entrare nel “quadrato”. Poi disse: ” tira efficace ora…!”.

Mi credete ? Quello volava! Ne presi una marea. I postumi di quei colpi li porto ancora oggi (ho una spalla che dopo un’atterramento su kakeashi non è più tornata nomale). Mi fece fischiare i suoi calci sulle orecchie e i suoi tzuki arivavano ovunque…anche in faccia !

Solo dopo, seguendolo per anni (senza per altro lasciare il kyokushin), seppi che il sensei era un campione della nazionale italiana. Famosissimo in italia..e conosciuto, nell’ambiente, con il nome di “crazy horse“.

Il suo stile? Sarebbe dovuto essere lo shotokan..ma si trattava di quella variante tutta orientata al kumite(sportivo) che in quegli anni (80-90) era nota con il nome di INTERSTILE…

Ganryu

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