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Fiabe – L’orco di Rashomon Parte 2

L’Oni di Rashomon – Parte 2 – C’eravamo lasciati con Watanabe che incautamente crede che non vi sia nessun orco al cancello di Rashomon, ben presto deve ricredersi.

(se hai perso la parte 1 clicca qui)
Oni cancello rashomon braccio tagliato fiaba…Fissò al cancello il pezzo di carta firmato dai suoi quattro compagni, quindi girò il cavallo verso casa.
Mentre così faceva, si rese conto che c’era qualcuno dietro di lui, e nello stesso tempo una voce gli gridò di aspettare. Poi il suo elmo gli fu afferrato da dietro. – Chi sei? – chiese Watanabe per nulla spaventato. Quindi stese le mani e cercò a tentoni intorno per scoprire chi o che cosa lo stava tenendo per l’elmo. Così facendo toccò qualcosa che gli sembrò un braccio: era coperto di peli ed era grande e rotondo quanto il tronco di un albero!
Watanabe capì subito che si trattava del braccio di un orco e perciò estrasse la spada e calò un violento fendente.
Si sentì un fortissimo grido di dolore, dopo di che l’orco si gettò contro il guerriero.
Gli occhi di Watanabe si allargarono per lo stupore poiché vedeva che l’orco era più alto del grande Cancello, i suoi occhi lampeggiavano come specchi al sole e la sua bocca gigantesca era completamente aperta, e quando il mostro respirava, dalla bocca uscivano lingue di fuoco.
L’orco credeva di terrorizzare il suo nemico, ma Watanabe non si tirava mai indietro. Attaccò l’orco con tutta la sua forza, e in questo modo lottarono faccia a faccia per un bel po’. Alla fine l’orco, rendendosi conto che non riusciva né a spaventare né a colpire Watanabe, e che anzi correva il rischio di essere colpito lui stesso, si diede alla fuga. Ma Watanabe, ben determinato a non lasciare scappare il mostro, diede di sprone al cavallo e si gettò all’inseguimento.
Ma anche se il cavaliere correva molto veloce, l’orco correva ancora più veloce, tanto che Watanabe si rese conto con disappunto che non avrebbe raggiunto il mostro che pian piano spariva alla vista.

Watanabe dunque fece ritorno al Cancello dove si era svolta la violenta lotta e scese da cavallo. Appena a terra inciampò in qualcosa che giaceva al suolo.
Piegandosi per raccogliere l’oggetto, vide che si trattava di una delle gigantesche braccia dell’orco che gli aveva strappato via durante la lotta. Si rallegrò moltissimo di aver guadagnato un simile bottino, perché era la migliore prova della sua avventura con l’orco. Perciò la raccolse con cura e la portò a casa come trofeo della sua vittoria.
Non appena fece ritorno, mostrò il braccio ai suoi compagni, che lo nominarono all’unanimità eroe del loro gruppo e gli fecero una grande festa. La sua strabiliante impresa fece presto il giro di Kyoto, e la gente arrivava da vicino e da lontano per vedere il braccio dell’orco.
Watanabe cominciò allora a sentirsi inquieto pensando a come mettererlo al sicuro, poiché sapeva che l’orco a cui apparteneva era ancora vivo. Era certo che un giorno o l’altro l’orco, appena gli fosse passata la paura, sarebbe arrivato per cercare di riprendersi il suo braccio. Watanabe allora costruì una cassa di legno robusto e la rinforzò con bande di ferro. Vi mise l’arma e sigillò il pesante coperchio, rifiutandosi di aprirlo per chiunque. Custodì la cassa nella sua stanza e se ne prese cura personalmente senza mai perderla di vista. Una notte udì qualcuno che bussava alla porta e chiedeva di entrare.
Quando il servitore andò alla porta per vedere chi era, vide che si trattava semplicemente di una vecchia dall’aspetto molto venerabile. Quando le fu chiesto chi era e cosa desiderava, la vecchia rispose con un sorriso che era stata la nutrice del padrone di casa quando era un bambino. Se il padrone era in casa sarebbe stata lieta se le avessero concesso di vederlo.

Questa adorabile vecchietta nasconde sicuramente qualcosa … (scoprilo nel finale della storia, cliccando qui)

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