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Autostima, così nell’Arte così nella Vita 2

Autostima, obiettivi e successo

autostima obiettivi successo arti marzialiLa volta precedente abbiamo accennato a cause comuni di sconforto e a un concetto base di autostima. Ribadiamo anche questa volta che porre dinanzi a sé degli obiettivi non è una capacità di pochi eletti, ma una decisione che va presa intimamente, fra sè e sè.

Soprattutto in ambito marziale, non bisogna biasimarsi con frasi del tipo: l’Arte è una montagna che va scalata tutta la vita, con l’unica accezione che il percorso è indeterminato e che manchino delle mete significative o delle bandiere da porre. Secondo me, l’Arte è qualcosa che va vista e rivista di volta in volta alla luce di ciò che abbiamo raggiunto, inquadrando nel nostro radar significativi momenti, ricercati con un istinto di razionale follia.

Perché conta ? A domanda, controdomanda: Come fate a capire di essere migliorati ? Se dico “sono migliorato”, c’è l’umile presupposto che qualcosa è cambiato, vi è una differenza positiva rispetto a prima. Un’analisi differenziale fa sì che si capisca la propria evoluzione nel tempo, evidenziando alti e bassi.

Scoprire che un certo movimento, cambia e velocizza il pugno, notare che rilassare un muscolo che prima era tenuto rigido, porta una maggior efficienza, è sinonimo di miglioramento, ed è palese perché userete le stesse risorse ma con maggior risultato ! Non importa la portata della scoperta, ogni piccolo cambiamento, è una grande illuminazione !

Quando c’è miglioramento ? E quando invece si peggiora ? Migliorare ha un’accezione di senso ampio, ma una cosa accomuna i vari profili o i vari parametri presi ad esempio: “ho raggiunto qualcosa a cui tenevo con i miei sforzi”. Dire “a cui tenevo” presuppone l’aver posto davanti a sé un qualcosa, desiderarla, impegnarsi per ottenerla, essere soddisfatti ma al contempo insoddisfatti. L’insoddisfazione sarà quel quid che ci permetterà ulteriore miglioramento, in una catena pressoché infinita, che oserei definire carburante della Volontà Positiva.

Tale carburante vi farà andare a una certa andatura, cambiando di marcia, sempre più in alto e sempre più velocemente. Fare il contrario vi farà scalare di marcia, o addirittura mettere la retromarcia. Quello che conta è l’atteggiamento mentale che vi farà abituare a certe velocità.

Gichin Funakoshi disse: “Non conta vincere o perdere. Pensa piuttosto a non vincere e a non perdere”

Prendiamo tutto come un gioco. Non significa cioè fare i pagliacci, significa non lasciarsi prendere negativamente da ciò che è successo, succede o che ci aspetta. Un esame andato male ? 1) Oddio e ora cosa faccio ? Io non ho studiato … è inutile, ho perso troppo tempo, sarà meglio abbandonare questa maledetta scuola 2) Non ho studiato, mi servirà di lezione. La prossima volta darò tutto me stesso e ce la farò. Se dovessi sbagliare ancora, ci metterò l’anima e mi impegnerò.

Quale di questi atteggiamenti vi sembra improntati al successo ? Eppure dentro di voi avete riso, perché avete trovato tali esempi come stupidi o non complessi/contestualizzati alla realtà. Questo perché c’è una parte di voi che tende a rinnegare il semplice come la soluzione ottimale e che le cose ben riuscite siano frutto di un complesso meccanismo interno e di capacità che ritenete innate. “Lui è un fenomeno e io no, è normale che gli vada tutto bene”.

Siete voi ad avere la penna del vostro destino. E seppur il libro sia già stato scritto da qualcun altro (contesto sociale in cui si nasce), potete sempre aggiungere un disegno o parole scarabocchiate.

Regole del suc­cesso

Per avere suc­cesso per­so­nale e una vita che va nella direzione in cui vogliamo, biso­gna comin­ciare ad orien­tare le nostre con­vin­zioni verso il suc­cesso, comin­ciare a pen­sare in maniera dif­fe­rente su noi stessi. Le regole di que­sto gioco sono sem­plici, e tutti lo pos­sono giocare.

Se non lo sapete voi

“Non so cosa voglio” è un pen­siero peri­co­loso. Bisogna fare qua­lun­que cosa per sco­prire cosa si desi­dera. Siamo mossi e moti­vati dai desi­deri, dalle emo­zioni, dalle sen­sa­zioni. Senza desi­de­rio saremmo estinti da tempo. Nessuno può sosti­tuirsi a noi nella scelta, e seguire con­si­gli in que­sto campo può risul­tare controproducente. Eppure la pratica nell’Arte vi darà la chiave per liberarvi dal desiderio…desiderando !

Quello che pen­sate è vero

visione caos bambino adultoLa mente è pro­gram­mata per agire secondo le nostre con­vin­zioni. Se cre­diamo vera­mente di vivere in un mondo di per­sone dispo­ni­bili, tro­ve­remo per­sone dispo­ni­bili. Se pen­siamo che il mondo sia una sorta di covo di criminali, ci sentiremo cir­con­dati da pazzi. La nostra mente inter­preta i segnali esterni con­for­me­mente alle nostre con­vin­zioni. Se pen­sate che il mondo ce l’abbia con voi, ce l’avrà. Se pen­sate di non valere niente, non var­rete niente: tro­ve­rete infi­niti riscon­tri di que­sto nel vostro mondo e ve lo autoconfermate. Pensate cose buone su voi stessi e sul mondo, e forse qualcosa cambierà. Tornate a sperare !

Chiunque ha le risorse per riuscire

Qualcuno dice “è nato con la cami­cia”. Se avete avuto una nascita meno com­pli­cata, non per que­sto dovete abbat­tervi. Avete le stesse carat­te­ri­sti­che di ogni altro indi­vi­duo per fare quello che desi­de­rate fare, tutti gli altri sono esseri umani come voi, non ci sono membri di serie A e quelli di serie B. I soldi e le cono­scenze spesso accor­ciano il per­corso, ma voi andate così di fretta o siete in com­pe­ti­zione col resto del mondo?

Se è dif­fi­cile è sbagliato

Se vi siete messi in testa di fare qual­cosa e vi risulta dif­fi­cile, allora state sba­gliando qual­cosa. Le cose che fate devono essere rea­liz­zate in maniera facile, con un algoritmo semplificato da parte vostra. Usate il cervello ! Se la via più breve fra due punti è la retta, perché volete circumnavigare il mondo per andare semplicemente di fronte casa vostra ? Non sto dicendo che le cose devono essere neces­sa­ria­mente facili: sto solo dicendo che è il vostro modo di fare le cose che deve essere facile. Se stu­diare la fisica quantistica è un sacri­fi­cio disu­mano, non va bene, se è un diver­ti­mento anche quando non capite niente, va bene. Prima o poi capi­rete, siete sulla strada giusta.

Vietato fal­lire

A volte sba­gliamo, altre non riu­sciamo, ci sen­tiamo spre­muti come limoni e pen­siamo: “Chi me lo ha fatto fare ?”. Fin qui tutto bene, se si è dispo­sti a con­si­de­rare que­sti momenti come un appren­di­mento. Se sba­gliare vi serve per impa­rare, siete sulla strada giu­sta, se vi con­ferma che siete degli inca­paci, vi trovate in un vicolo cieco.

La causa prima

Non so per­ché, ma molte per­sone sono orien­tate alla ricerca della causa prima, il seme ori­gi­na­rio da cui sono ger­mo­gliate tutte le loro disgra­zie, pro­pa­gan­dosi nel corso della loro vita come erba mali­gna. Per quanto cono­scere l’origine delle cose possa avere la sua impor­tanza per non rica­dere nello stesso errore, è molto meglio con­cen­trarsi sulla solu­zione, piut­to­sto che sulla causa. Se la vostra casa è alla­gata, volete sapere chi ha aperto il rubi­netto, o comin­ciate ad asciu­gare prima che sia som­mersa del tutto? Per dirla in un detto zen: ti preoccuperai di chi ha lanciato la freccia, della forma della punta, della tossicità del veleno prima che questa ti abbia ucciso ?

Una cosa per volta

L’avventura dell’uomo sulla Luna è comin­ciata con un sin­golo passo, per­ché comin­ciare con un salto in lungo?

Valutate atten­ta­mente voi stessi

Valutate atten­ta­mente e sin­ce­ra­mente voi stessi e non pen­sate di avere talento solo per­ché vi piace can­tare o bal­lare. Realizzate quanto è nelle vostre poten­zia­lità e definite oggettivamente i vostri limiti. Se non siete abba­stanza alti da gio­care a pal­la­ca­ne­stro, cam­biate sport, oppure gio­cate, ma solo per diver­tirvi: distin­guete sogno e realtà. Nelle Arti Marziali ciò vale fino a 99 %, perché chi è veramente negato può sempre esercitare lo Spirito, perché è l’unica cosa che rimarrà al marzialista arrivato a 90 anni quando non può combattere più nemmeno con chi maleducatamente lo supera nella fila delle poste. A questo non c’è nessun limite.

losers are people who are afraid of losingA pezzi

Inutile ten­tare di tra­spor­tare l’armadio a sei ante su per le scale, poi non entre­rebbe nem­meno attra­verso la porta. Meglio smon­tarlo, tra­spor­tare i sin­goli pezzi e rimon­tarlo con comodo pro­prio dove deve essere messo. Quindi: se qual­cosa vi sem­bra troppo grande da affron­tare, fatelo a pezzi. E se è il caso fate a pezzi ogni sin­golo pezzo, fin­ché non avete qual­cosa che potete maneg­giare con comodo, tra­spor­tare dove vi pare e but­tare nel cas­so­netto dei rifiuti se non vi serve. Il bunkai non a caso significa “sciolto, disassemblato”. E’ uno studio che si affronta di volta in volta per capire a fondo il Kata.

Dare tempo al tempo

“Non è mai troppo tardi” è stata una tra­smis­sione di suc­cesso della Rai molti decenni fa. Uso ancora que­sta frase per tutti coloro che mi dicono che è troppo tardi, che ormai non c’è più tempo, che il tempo è andato: se comin­ciate adesso, non è troppo tardi. Se non comin­ciate adesso, non comin­ce­rete mai.

Cerchi con­cen­trici

Cominciare è come but­tare un sasso nell’acqua ferma di un laghetto. A par­tire dal punto di impatto si for­mano delle onde con­cen­tri­che, che prima o poi rag­giun­gono la riva. Se tenete il sasso in mano, l’acqua del laghetto rimarrà immo­bile. Chi non comin­cia, non fini­sce. Gettate le vostre idee e le vostre aspi­ra­zioni al cen­tro dell’universo e qual­cosa si muo­verà fino ad arri­vare agli altri e ritor­nare da voi mol­ti­pli­cato per cento.

Sono solo dei consigli. Nessuno è un guru o dispensatore di verità. Questa è la grande lezione delle Arti Marziali: che ciò che poni positivamente nell’Arte, non puoi non aggiungerla alla tua vita.

Se avete altri atteggiamenti positivi e ritenete banali questi qui, ok ! O li avete superati da tempo (in meglio) o semplicemente non ammettete i vostri limiti perché è costoso/difficile provarci. In bocca al lupo per chi da oggi in poi cambia il suo modo di vedere ed entra nell’infinito mondo del miglioramento continuo ed entra nella mentalità “qui e adesso”.

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Sulla Via del nebuloso Do.

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