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Autostima, così nell’Arte così nella Vita

Autostima nella vita e nelle arti marziali

L’auto­stima, è un ter­mine molto par­ti­co­lare che racchiude in se molti signi­fi­cati dif­fe­renti, il più comune dei quali è: non sono come vor­rei essere. Questo giu­di­zio deriva dalla spesso falsata valu­ta­zione di se stessi, dal con­fronto e dal rapporto in base al quale ci si pone rispetto gli altri, ma soprat­tutto da un con­fronto inte­riore sulle carat­te­ri­sti­che che abbiamo e quelle che secondo noi mancano per affron­tare la vita in maniera semplice/adeguata.

successo insuccesso autostima

Nel mondo delle arti marziali non conta soltanto la giusta tecnica, un fisico impeccabile o grandi riflessi. Conta soprattutto uno “spirito” saldo e imperturbabile, che non si raggiunge con la mistificazione o con dei riti religiosi, ma ha delle solide basi psicologiche. Il grande spadaccino Musashi è stato considerato il primo “psicologo marziale”, perché faceva leva soprattutto sulla debolezza di spirito del suo avversario. Infatti era ritenuto molto fastidioso per la rozzezza con la quale si esprimeva o addirittura la sua scarsa igiene, si dice, era da lui usata al fine di distrarre l’avversario durante il combattimento. Questi “fastidi” erano fondamentali per destabilizzare l’altrui capacità di concentrarsi e quindi elemento importante per giungere alla vittoria.

Quindi intuiamo che avere delle solide fondamenta mentali sono la prerogativa per il successo, per porsi degli obiettivi, per usare tali “tecniche” a proprio vantaggio rispetto qualcuno la cui mente risulta assente o non abbastanza motivata. Mi è sempre piaciuta la frase:

Non conta essere forte, ma SENTIRSI forte

Quella che viene per­ce­pita come bassa auto­stima deriva sem­pli­ce­mente dalle restri­zioni impo­ste dall’individuo stesso nei con­fronti del mondo esterno: “Se fossi più alto, grande, grosso, intelligente, indifferente, egoi­sta, se avessi più denaro, ecc. potrei fare que­sto o quello.”. Lo schema di pen­siero è que­sto. Bisogna essere dif­fe­renti per affron­tare un mondo limi­tante, quando in realtà le limi­ta­zioni sono sol­tanto nelle con­vin­zioni che abbiamo posto noi stessi. Il mondo è inno­cente, pro­cede nella sua indif­fe­renza da prima della nostra nascita e lo farà dopo la nostra morte. Per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo pensare con una mentalità “al presente” di ciò che abbiamo ora e ritenerle risorse importanti per la nostra vita quotidiana.

Scegliere la nostra strada è l’unico sistema per scrol­larsi di dosso il far­dello del mondo e godere della vita. Le scelte che fac­ciamo sono indi­riz­zate dalle con­vin­zioni e dalle cre­denze che abbiamo su noi stessi. Rinunciare ad intra­pren­dere una nuova atti­vità, sce­gliere un lavoro diverso, dedi­carsi allo stu­dio piut­to­sto che no, sono tutte cose che pos­siamo deci­dere di fare, pur­ché orien­tiamo la nostra mente a pen­sare di riu­scire piut­to­sto che fal­lire, che vale la pena comin­ciare se si vuole finire, che i tra­guardi, per quanto lon­tano, sono pur sem­pre raggiungibili.

Le basi dell’insuccesso, la bassa autostima

Al contrario di quanto si crede, è assodato che il modo di parlare determina di riflesso il nostro modo di pensare e il nostro modo di agire, e viceversa. Vi sono dunque atteggiamenti mentali che si auto-alimentano in un circolo vizioso tra pensiero, parola e azione. Il tutto spesso in modo negativo.

Nella vita, così nelle arti marziali, sapere cosa ci è da impedimento alla nostra crescita diviene superamento di una barriera e fonte per un continuo miglioramento. Porsi degli obiettivi, dalla gara a una relazione sentimentale, e scoraggiarsi alle prime battute è un limite da noi auto-imposto.

Alcune frasi sono comuni e riflettono il proprio modo di pensare e vedere il mondo, tutti coloro che ave­vano delle lamen­tele nei riguardi della loro auto­stima le hanno pronunciate.

Ecco le più gettonate:

    • Non sono abba­stanza … (intel­li­gente, alto, bello, forte, sicuro, ecc.)
    • Sono troppo … (vec­chio, gio­vane, brutto, stu­pido, alto, basso, ecc.)
    • Ho troppa/o/e … (respon­sa­bi­lità, colpa, sfi­du­cia, ambi­zione, ecc.)
    • Ho poca/o/he … (sta­bi­lità, sin­ce­rità, ambi­zione, volontà, …)
    • Lo farei se avessi … (fidu­cia, sere­nità, pre­senza di spi­rito, voglia, ecc.)
    • Nessuno … (fa, dice, prova, ecc.)
    • Lo farò appena … (parto, arrivo, trovo una casa nuova, mi sistemo, la terra girerà al con­tra­rio, ecc.)
    • E così via, con altre frasi come “E se non ce la fac­cio?”, “E poi che suc­cede?”, “E gli altri che diranno?”.

Se vi siete riconosciuti in almeno UNA di queste frasi, bhé allora c’è qualcosa che non va. Volete rimediare ? Sentite che meritate di meglio ? Rimanete con noi per la seconda parte sulle basi del successo per una grande autostima !

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